MENA Rapporto Paese Emirati Arabi Uniti 2017

Rapporto Paese

  • Emirati Arabi Uniti
  • Agricoltura ,
  • Trasporti,

03 agosto 2017

Finora l'Emirati Arabi Uniti ha reagito relativamente bene al crollo globale del prezzo del petrolio, sostenuto dalla sua economia sempre più diversificata e da un'ampia gamma di attività estere.

 

MENA EAU 2017 - key indicators
MENA EAU 2017 - Performance settori

 

Situazione Politica

Capo di Stato: Presidente Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan (da Novembre 2004), Emiro di Abu Dhabi 

Capo del governo: Vice Presidente e Primo Ministro Mohammed bin Rashid Al Maktoum (da Dicembre 2006), Emiro di Dubai

Tipo di governo: Federazione di sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Al Fujayrah, Dubai, Ra‘s al-Khay- mah, Umm al-Qaywayn e Sharjah 

Popolazione: 9,9 milioni (stima) - gli immigrati rappresentano più dell‘80% della popolazione totale

Situazione politica interna ancora stabile

Le politiche nazionali sono fortemente influenzate dalle famiglie dominanti e dalle strutture tribali tradizionali. I partiti politici e i sindacati sono vietati, e l’opposizione praticamente non esiste. Il consiglio federale nazionale (FNC) è un organo legislativo che svolge soltanto un ruolo consultivo.

Per aumentare l’influenza regionale in vista della continua situazione di insicurezza del Medio Oriente, gli EAU mantengono una politica estera assertiva. Il paese fa parte dell’alleanza contro lo Stato Islamico (ISIS) e, in tali vesti, ha sferrato diversi attacchi aerei contro questa organizzazione in Siria e Libia. Nel frattempo, le forze armate emiratine combattono nella campagna guidata dall’Arabia Saudita contro i ribelli Houthi nello Yemen.

Gli EAU sono stati anche uno dei promotori (insieme all’Arabia Saudita) delle sanzioni imposte al Qatar, a causa di sospetti finanziamenti del terrorismo da parte di quest’ultimo. I legami diplomatici e i collegamenti di trasporto sono stati interrotti, ed è stato chiesto ai cittadini del Qatar di abbandonare gli EAU.

Situazione economica

In corso una modesta ripresa

MENA EAU 2017 - Crescita PIL

Gli EAU hanno resistito relativamente bene al crollo del prezzo globale del petrolio, aiutati da un’economia sempre più diversificata, una situazione politica stabile e ingenti beni esteri. Ciononostante, la crescita dell’economia ha registrato un rallentamento fino al 3,0%, complici un’inferiore liquidità nel settore bancario e una minore fiducia da parte delle aziende.

Dal quarto trimestre del 2015, diverse imprese attive nei settori dell’IT, dei beni durevoli di consumo, degli alimentari, dell’acciaio e della costruzione hanno dovuto affrontare sempre più difficoltà. La volatilità dei prezzi delle materie prime (soprattutto acciaio, metallo e generi alimentari) nel 2015 e 2016 ha avuto un impatto negativo su diversi trader e distributori, i quali hanno risentito di problemi di flusso di cassa e di liquidità e hanno dovuto rinviare i pagamenti ai fornitori o, in alcuni casi, cessare del tutto le proprie attività.

Grazie alla ripresa graduale del prezzo del petrolio nel corso del 2016, la fiducia nei confronti dell’economia e l’interesse verso i progetti di investimento sono tornati lentamente a migliorare, sopratutto in settori quali il trasporto, il turismo e l’edilizia. L’aumento della spesa per le infrastrutture in vista della World Expo 2020, che si terrà a Dubai, dovrebbe stimolare ulteriormente l’attività economica. Tuttavia, nel 2017, la situazione non sarà priva di difficoltà per i settori colpiti già menzionati, poiché le condizioni per i prestiti bancari continueranno ad essere severe. Inoltre la crescita del PIL nel 2017 potrebbe risentire delle ripercussioni dell’impegno degli EAU per frenare la produzione di petrolio, in linea con l’accordo dell’OPEC del novembre 2016. Infine, per il 2018, è atteso un rialzo della crescita del PIL del 3,4%.

MENA EAU 2017 - Saldo bilancio
Si prevede un calo del disavanzo di bilancio fino al 6,5% circa nel 2017, imputabile a tagli della spesa pubblica e delle sovvenzioni e alla modesta ripresa del prezzo del petrolio. L’attenzione resta comunque rivolta alla necessità di conseguire un aumento dei proventi non derivanti dal petrolio (mediante, ad esempio, l’attesa introduzione dell’IVA al 5% da gennaio 2018). Allo stesso tempo, un certo grado di riduzione dell’austerità va di pari passo con un crescente sostegno sociale (per arginare il malcontento creatosi dopo i precedenti tagli alle sovven- zioni) e con la promozione di nuovi progetti di sviluppo.

L’avanzo delle partite correnti ha segnato una flessione, passando dal 13,5% del PIL nel 2014 fino a meno del 4% nel 2016, e si prevede soltanto una ripresa graduale nel contesto di prezzi del petrolio tuttora contenuti. Preservare l’ancoraggio del dirham rispetto al forte dollaro statunitense potrebbe ostacolare la competitività dei settori non dipendenti dal petrolio e intralciare gli sforzi per la diversificazione (il tasso di cambio reale effettivo è aumentato di circa il 20% dalla metà del 2014). Ciononostante, il rischio di uno sganciamento valutario del dirham appare minimo, dato il forte sostegno fornito dalle ampie attività in valuta estera.

MENA EAU 2017 - Partite correnti
Nonostante i progressi compiuti nel processo di ristrutturazione del debito di parte degli enti governativi, il livello di debito esterno lordo resta elevato, attestandosi a 235 miliardi di USD (62% del PIL), eredità lasciata dalla crisi del mercato immobiliare del 2008/2009. Sebbene la scarsa liquidità nazionale e l’aumento dei tassi di interesse americani abbiano incrementato i rischi di rinvestimento a breve termine, gli EAU godono di riserve sufficienti per coprire un ingente fabbisogno di finanziamento. Inoltre, possono fare affidamento su fondi sovrani che hanno un valore totale stimato di più di 1,2 mila miliardi di USD. Le autorità federali stanno peraltro predisponendo una normativa che consentirà loro di accedere ai mercati internazionali di capitale: un diritto attualmente riservato unicamente ai singoli emirati.

Attualmente, i settori non petroliferi rappresentano il 70% del PIL totale degli EAU e la strategia del governo è quella di diversificare ulteriormente l’economia per allontanarla dal petrolio e istituire così, in ultima analisi, un’economia fondata sulla conoscenza a lungo termine. Esiste ancora margine di manovra per consolidare ancor di più il ruolo degli EAU come hub commerciale, ad esempio, riducendo i vincoli sugli investimenti esteri diretti e agevolando l’acceso ai finanziamenti da parte delle piccole e medie imprese. L’introduzione dell’attesissima legge fallimentare alla fine del 2016, che ha facilitato il processo di ristrutturazione del debito, è considerata un passo nella giusta direzione.