Il Capitolo 11 è un quadro giuridico statunitense che consente alle aziende in difficoltà finanziarie di riorganizzarsi sotto la supervisione del tribunale continuando a operare. Prevede un processo strutturato volto a preservare il valore piuttosto che imporre la liquidazione. Tra le caratteristiche principali figurano la sospensione automatica, che blocca la maggior parte delle azioni di recupero crediti; lo status di debitore in possesso, che mantiene la gestione in carica sotto supervisione; e strumenti di ristrutturazione che consentono la rinegoziazione degli obblighi e l'accesso a nuovi finanziamenti.
Questi strumenti rendono il Capitolo 11 interessante per i grandi gruppi internazionali alla ricerca di soluzioni globali. È fondamentale sottolineare che anche le società straniere possono presentare istanza se soddisfano i requisiti di ammissibilità statunitensi. Ciò richiede solo una presenza minima, come una sede di attività, un conto bancario o un contratto di consulenza legale con un avvocato statunitense. Ciò solleva una questione urgente per i creditori europei: qual è la portata della legge fallimentare statunitense?
Perché questo è importante per l'Europa
Le sentenze dei tribunali statunitensi non sono automaticamente applicabili nell'UE, anche se riguardano filiali europee. Tuttavia, le decisioni relative al Chapter 11 possono comunque avere effetti pratici significativi all'estero e i creditori potrebbero dover rispettare alcune restrizioni.
Prendiamo l'esempio di un gruppo statunitense con filiali nell'UE. Se la società madre presenta istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 11, cosa succede alle sue filiali europee e ai loro creditori? Ai sensi del regolamento UE sull'insolvenza, il centro degli interessi principali (COMI) di una società determina dove può essere avviata la procedura principale. Le filiali dell'UE con un COMI all'interno dell'Unione richiederebbero normalmente procedimenti locali separati per garantire la protezione e il riconoscimento dei creditori.
Come i tribunali statunitensi estendono la loro giurisdizione
Ciononostante, i tribunali fallimentari statunitensi spesso rivendicano la giurisdizione sulle filiali estere quando la società madre presenta istanza di fallimento. Secondo la legge statunitense, il patrimonio del debitore comprende i beni "ovunque si trovino". Ciò significa che la sospensione automatica si applica in tutto il mondo alle azioni contro il patrimonio del debitore. In pratica, le filiali citate nell'istanza possono essere coperte anche se non hanno presentato istanza a livello locale. Questo approccio riflette l'ampia natura della giurisdizione statunitense e la bassa soglia di ammissibilità.
Per comprendere perché le ordinanze statunitensi possono influire sulle entità straniere, è utile distinguere due concetti:
- Giurisdizione in materia: l'autorità del tribunale di giudicare i casi di fallimento a livello nazionale
- Giurisdizione personale: il potere del tribunale di prendere decisioni vincolanti su una specifica entità, che richiede "contatti minimi" con gli Stati Uniti, come operazioni commerciali o beni
Se una filiale europea ha tali legami con gli Stati Uniti, il tribunale può affermare la giurisdizione personale. Ciò rende i suoi ordini effettivamente vincolanti, anche se il diritto dell'UE non li riconosce formalmente.
Cosa devono sapere i creditori
L'esecuzione all'estero dipende dal riconoscimento locale, ma molti creditori stranieri si conformano volontariamente. Non vogliono rischiare di perdere l'accesso ai mercati statunitensi. Ignorare le ordinanze dei tribunali statunitensi, ad esempio perseguendo i debiti coperti dalla sospensione automatica, può portare a gravi conseguenze. Queste includono sentenze per oltraggio alla corte, multe o restrizioni alle attività commerciali negli Stati Uniti. Questo impatto globale è spesso sottolineato dai professionisti statunitensi e, sebbene sia in parte una realtà giuridica, costituisce anche un vantaggio strategico per i debitori che cercano protezione a livello mondiale ai sensi del Capitolo 11.
Una volta presentato il Chapter 11, la sospensione automatica blocca tutte le attività di recupero crediti relative alle fatture precedenti alla richiesta. I debitori non possono pagare tali debiti a meno che il Codice fallimentare o il tribunale non lo consentano. I creditori possono negoziare il rimborso come parte del piano di riorganizzazione, ma qualsiasi accordo deve essere approvato. La presentazione di una richiesta di risarcimento al tribunale fallimentare statunitense segnala l'accettazione della procedura e può aprire la porta a negoziazioni sul rimborso e sulle attività future.
Il quadro generale
L'insolvenza transfrontaliera è complessa e comporta rischi elevati. Per i creditori e i fornitori è essenziale comprendere l'impatto globale del Chapter 11. In caso di dubbi, è opportuno rivolgersi a un consulente legale esperto. Nel mondo interconnesso di oggi, il fallimento negli Stati Uniti può avere conseguenze anche in Europa.
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- Il Capitolo 11 è una procedura fallimentare statunitense che consente alle aziende di riorganizzarsi sotto la supervisione del tribunale continuando a svolgere la propria attività.
- Le società straniere possono presentare istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 11 con una presenza minima negli Stati Uniti, ad esempio un conto bancario o un consulente legale locale
- I tribunali statunitensi spesso rivendicano la giurisdizione sulle filiali straniere, applicando la sospensione automatica a livello mondiale ai beni del debitore.
- I creditori europei devono comprendere che ignorare le ordinanze dei tribunali statunitensi può comportare multe o la perdita dell'accesso al mercato statunitense