MENA Rapporto Paese Arabia Saudita 2017

Rapporto Paese

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03 agosto 2017

Con il prezzo del petrolio ben al di sotto del livello di disavanzo fiscale di circa 78 dollari, il governo si trova ancora di fronte alla sfida di mantenere una stretta presa sulla spesa.

 

MENA Arabia 2017 - key indicators
MENA Arabia 2017 - Performance settori

 

 

Situazione Politica

Capo dello Stato / Governo: Re e primo ministro Salman bin Abdulaziz Al Saud (da gennaio 2015)

Forma di governo: Monarchia

Popolazione: 28.2 milioni (stima) - gli immigrati rappresentano più del 30% della popolazione

Una politica estera più assertiva

Nel giugno 2017, il re Salman ha nominato erede al trono suo figlio, il principe Mohammed bin Salman, che ha così preso il posto del principe ereditario Mohammed bin Nayef. Il principe Mohammed bin Salman è noto per essere un fautore convinto di profonde riforme economiche.

L’attuale trambusto politico in atto in Medio Oriente è una sfida per i governanti sauditi, che riscontrano maggiori problemi di sicurezza a causa della situazione attuale nei paesi vicini, Iraq e Yemen. L’Arabia Saudita si sente sempre più minac- ciata dalla crescente influenza dell’Iran, suo rivale storico per l’egemonia nella regione del Golfo. La politica estera saudita è diventata pertanto più assertiva, soprattutto per contrastare l’influenza iraniana, ad esempio, mediante l’appoggio alle forze dell’opposizione (sunnite) in Siria e, a partire dal marzo 2015, tramite l’intervento militare diretto in Yemen contro i ribelli Houthi che, in quanto tribù sciita, godrebbero del sostegno dell’Iran. Di recente, l’Arabia Saudita ha architettato un boicottaggio regionale ai danni del Qatar che, tra l’altro, ha comportato sanzioni diplomatiche ed economiche. Tale mossa è stata una reazione all’esistenza di stretti legami del paese con l’Iran e l’Associazione dei Fratelli Musulmani ed è scaturita da un presunto sostegno del terrorismo da parte del Qatar.

Situazione economica

In programma una diversificazione che prende le distanze dalla dipendenza dal petrolio

MENA Arabia 2017 - Crescita PIL

L’Arabia Saudita ha un’economia dipendente dal settore petrolifero e il governo esercita una intensa vigilanza su tutte le principali attività economiche. Le nette diminuzioni del prezzo del petrolio susseguitesi dal 2014 hanno avuto un impatto particolarmente negativo sulle esportazioni e sulle entrate dello stato. La quota del petrolio in termini di esportazioni e introiti statali ha subito un calo, passando dall’85% nel 2014 al 60% nel 2016. La crescita dell’economia, stando alle stime, registrerà una contrazione dello 0,5% nel 2017 a seguito dell’austerità fiscale, di un calo degli investimenti e di una riduzione della produzione di petrolio maggiore del previsto, a seguito dell’accordo stipulato nel corso di una riunione dell’OPEC nel novembre 2016, prima di segnare una ripresa di circa il 2% a medio termine.

Il sostegno all’attività economica proviene da continui investimenti su larga scala in infrastrutture (metro di Riyad) e nuovi progetti industriali (ad esempio, il complesso petrolchimico Sadara). Il settore bancario si mostra ancora solido e ben capitalizzato, ma l’abbassamento dei prezzi del petrolio ha inciso sul settore finanziario, provocando una contrazione della liquidità. La crescita del credito è rallentata e i bilanci delle banche hanno subito un lieve deterioramento, ma il livello di prestiti in sofferenza resta contenuto.

MENA Arabia 2017 - Saldo bilancio

Nel 2015, il disavanzo di bilancio è aumentato fino a circa il 15% del PIL, riconfermandosi come percentuale a due cifre nel 2016 nonostante l’imposizione di misure di austerità (tra cui incrementi del prezzo del petrolio e forti tagli ai sussidi); tuttavia, secondo le stime, questo dovrebbe scendere al 7,3% nel 2017. Il colpo di scure sugli stipendi statali del settembre 2016 è stato revocato ad aprile 2017, probabilmente per evitare il malcontento della popolazione (due terzi della forza lavoro saudita è impiegata nel settore pubblico). Questa inversione di rotta manterrà il deficit a un livello elevato, considerando che gli stipendi e le diarie rappresentano circa il 45% della spesa pubblica. Dopo che il prezzo del petrolio è sceso sotto il punto di pareggio di circa 78 USD nel 2017, il governo continua a far fronte alla sfida di tenere saldamente sotto controllo la spesa.

MENA Arabia 2017 - Investimenti fissi

Il conto delle partite correnti è passato dalle elevate eccedenze degli scorsi anni a un deficit dell’8,7% nel 2015 e del 3,8% nel 2016. Ciononostante, grazie a cospicue riserve internazionali, il ridotto debito pubblico (22,3% del PIL nel 2016) e la facilità di accesso ai mercati internazionali del debito, l’Arabia Saudita riesce agevolmente a finanziare questi deficit. La copertura delle importazioni è diminuita (da 34 mesi nel 2014 a 25 mesi nel 2017), ma è ancora elevata. Il requisito di finanziamento esterno è stato pari ad appena il 19% delle riserve estere nel 2016.

Sebbene l’Arabia Saudita sia in grado di sostenere una spesa elevata per alcuni anni, una transizione strutturale verso un periodo di diminuzione dei prezzi del petrolio a lungo termine, alla fine, potrebbe comportare un rischio per l’economia. Pertanto, una diversificazione esaustiva dell’economia per allontanarla dalla dipendenza dal petrolio costituisce una priorità dell’agenda politica. Nel 2016 il governo ha annunciato obiettivi riformistici di ampio respiro con il piano “Saudi Vision 2030”, attuando conseguentemente il programma di trasformazione nazionale (NTP). Scopo prefissato è quello di trasformare l’economia nell’arco dei prossimi 15 anni per diversificare la crescita, ridurre la dipendenza dal petrolio, garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine, incrementare il ruolo del settore privato e creare più posti di lavoro. Nel contempo, è prevista una privatizzazione di una quota del 5% della compagnia petrolifera statale Aramco nel 2018 per finanziare un fondo sovrano, che realizzerà parte dei suoi investimenti all’estero. Resta da vedere se perdurerà la volontà politica necessaria a portare a termine queste profonde riforme economiche.