Market Monitor Chimico Regno Unito 2018

Market Monitor

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19 luglio 2018

Buone prospettive a breve termine per il settore chimico, ma Brexit pone un rischio al ribasso per la redditività delle imprese e il comportamento dei pagamenti nel medio termine.

REGNO UNITO chimico 2018

  • L’industria chimico-farmaceutica britannica apporta ogni anno circa 18 miliardi di Sterline di valore aggiunto all’economia del Regno Unito ed è il principale esportatore di prodotti manifatturieri. Il settore chimico contribuisce a circa il 6,8% del valore aggiunto lordo della produzione manifatturiera, mentre il contributo del settore farmaceutico è pari al 7,7%. I prodotti chimici costituiscono circa il 4,5% dei beni esportati, mentre la quota di farmaci è dell’8,2%. Rispetto ad altri settori, il livello di investimenti delle imprese è elevato (4,3 miliardi di Sterline nel 2017).
  • Il settore chimico-farmaceutico è composto principalmente da piccole e medie imprese (PMI) e da micro-imprese; tuttavia, nel Regno Unito ha sede anche un certo numero di grandi operatori. Nel complesso, la maggior parte delle imprese è matura e può contare su una base-clienti solida grazie alle alte barriere all’ingresso frutto dei requisiti normativi e degli elevati livelli di spesa in conto capitale richiesti.
  • Il settore chimico fornisce una vasta gamma di settori, tra cui l’industria aerospaziale e automobilistica, attraverso la fornitura di rivestimenti, collanti, gomme e plastiche. Inoltre fornisce gli ingredienti intermedi ai settori farmaceutico, cosmetico, agrochimico, della cura personale, delle vernici e dell’arredamento. Il settore farmaceutico fa parte di un’industria globale di cui il Regno Unito è uno dei principali produttori e mercati.
  • Un gran numero di imprese chimiche utilizza strumenti di finanziamento basati sugli attivi di bilancio. Nella maggior parte dei casi i livelli di profitto sono sufficienti a coprire gli interessi. Gli strumenti di finanziamento bancario sono adeguati e il rifinanziamento delle imprese non sembra costituire un problema.
  • I pagamenti nell’industria chimica del Regno Unito richiedono in media tra i 60 e i 90 giorni. Il comportamento di pagamento si è mantenuto ottimo negli ultimi due anni, con un basso livello di ritardi. Il numero di mancati pagamenti e insolvenze è stato basso nel 2016 e 2017 e questa tendenza dovrebbe proseguire anche quest’anno.
  • Al momento il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore chimico si conferma generalmente positivo per quanto riguarda tutti i principali sotto-settori (chimica di base, prodotti petrolchimici, chimica fine e di specialità). Lo stesso vale per l’industria farmaceutica.
  • Tuttavia, le potenziali ripercussioni della Brexit sull’economia domestica rappresentano un rischio al ribasso per quanto riguarda la redditività e il comportamento di pagamento a medio termine delle imprese chimico-farmaceutiche. Le industrie fanno parte di una catena di approvvigionamento europea altamente integrata che dipende dall’agevole trasferimento di ingredienti e prodotti finiti. Il settore chimico-farmaceutico britannico è  fortemente dipendente dall’export e il 60% delle esportazioni è destinato all’UE.

 

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