Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2017

Market Monitor

  • Paesi Bassi
  • Alimentare

12 dicembre 2017

La durata media dei pagamenti nel settore alimentare è di 40 giorni e l'ammontare dei ritardi e delle insolvenze nei pagamenti rimane basso rispetto ad altre industrie olandesi.

  • Solidità della domanda interna e dell'export
  • I pagamenti richiedono in media 40 giorni
  • La Brexit potrebbe rappresentare un problema per le imprese esportatrici

Nel 2016 il consumo di prodotti alimentari nei Paesi Bassi ha toccato 57,1 miliardi di Euro, contribuendo a circa il 10% del PIL olandese. Quasi 1 occupato su 6 nel comparto industriale lavora per il settore alimentare. La crescita del valore aggiunto del settore alimentare olandese è stata del 3,9% nel 2016 e dovrebbe continuare a crescere nel 2017 e 2018 (rispettivamente dello 0,5% e dell'1,1%). Il solido andamento dei consumi privati e il recente taglio alle imposte dovrebbero supportare la crescita delle vendite del retail alimentare.

A seguito del cambiamento delle abitudini dei consumatori a favore di uno stile di vita più sano, il segmento degli alimenti sostenibili è diventato uno dei più importanti mercati per il retail alimentare e i servizi di ristorazione. Nel 2016 il fatturato degli alimenti sostenibili è stato pari a 3,8 miliardi di Euro, con una crescita del 26% rispetto all'anno precedente e una quota di mercato che ha guadagnato due punti percentuali (dall'8% al 10%).

Le vendite dei supermercati olandesi hanno toccato 34,5 miliardi di Euro nel 2016 (+2,5% rispetto al 2015) grazie soprattutto alla continua crescita del segmento dei prodotti di private label. I volumi di vendita dei supermercati dovrebbero crescere quest'anno dell'1,5%. I negozi tradizionali (macellerie, panifici ecc...) continuano a doversi confrontare con la forte concorrenza delle catene di supermercati che hanno migliorato ulteriormente i loro assortimenti. È per questo che le imprese tradizionali stanno trasformandosi sempre più in negozi che forniscono specialità, pasticceria e catering di alto livello.

Allo stesso tempo, la pressione sulle catene di supermercati tradizionali sta aumentando a causa della concorrenza crescente da parte dei discount, dei convenience store (situati in zone ad alta densità di traffico), dei centri commerciali non alimentari e delle vendite online. Con l'espansione delle piattaforme di acquisto, dei servizi di consegna e dei punti di ritiro, il retail online di prodotti alimentari sta registrando una crescita significativa. Benché la quota di mercato sia ancora limitata (2,2% nel 2016), le vendite online di prodotti alimentari dovrebbero aumentare sensibilmente nei prossimi anni, portandosi al 9% nel 2025.

Nel 2017 e 2018 il fatturato del segmento della ristorazione e dei servizi di catering dovrebbe continuare a crescere di oltre il 4,5%. Il futuro del settore alimentare olandese sembra promettente, con tassi di crescita annua che si porteranno dal 2% a circa il 3% nel 2020. Sotto l'influenza della generazione dei Millennials, la cultura alimentare olandese si sta spostando verso una maggiore propensione a mangiare fuori (in viaggio, al lavoro o per incontrarsi con gli amici) rispetto a consumare i pasti in casa. Le scelte alimentari e i momenti da trascorrere a tavola stanno diventando sempre più personalizzati e ciò avrà un impatto positivo sulla spesa al consumo negli spazi dedicati ai servizi di ristorazione. Le piattaforme tecnologiche basate sui dati possono consentire ai distributori di assumere un ruolo preminente nel modificare sostanzialmente il modo in cui i consumatori acquistano i prodotti alimentari. Takeaway.com NV, la start-up di consegna di pasti a domicilio, ha debuttato in Borsa a settembre del 2016 con una valutazione di 1 miliardo di Euro.

I Paesi Bassi sono uno dei principali esportatori di prodotti agroalimentari a livello mondiale, secondi soltanto agli Stati Uniti. I segmenti della trasformazione della carne e dei prodotti lattiero-caseari sono i più importanti in termini di export alimentare, con quote di mercato rispettivamente del 16% e del 19%. 12 delle 40 imprese principali di prodotti alimentari e bevande a livello globale hanno uno stabilimento di produzione o di Ricerca e Sviluppo nei Paesi Bassi.

Il valore della produzione e dell'export di latticini è cresciuto del 3% lo scorso anno e le esportazioni verso i paesi asiatici hanno rappresentato il 20%. Si prevede che i prezzi di latte in polvere e burro registreranno un aumento nel 2017 e 2018 grazie alla crescita della domanda da parte della Cina. Mentre il consumo di carne resta piatto in Europa (la principale destinazione dell'export), le esportazioni in Asia sono cresciute di oltre il 40% nel 2016 e dovrebbero continuare ad aumentare nei prossimi anni.

Alla luce della solidità della domanda interna e del buon andamento dell'export, i margini di profitto delle imprese alimentari dovrebbero registrare un incremento nel 2017. Le banche sono generalmente inclini a concedere prestiti e il tasso d’indebitamento delle imprese è piuttosto basso: fatta eccezione per le imprese più piccole con meno di 10 dipendenti, il tasso d’indebitamento delle imprese alimentari olandesi è molto basso rispetto ad altri paesi europei.

I pagamenti richiedono in media 40 giorni; il numero di ritardi, mancati pagamenti e insolvenze continua ad essere basso rispetto ad altri comparti industriali olandesi e non si prevedono variazioni nel 2018. Su 1.573 imprese olandesi che hanno dichiarato fallimento tra aprile e settembre di quest'anno, soltanto 82 erano imprese del settore alimentare (escludendo le imprese individuali).

Il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore alimentare si conferma quindi positivo. Tuttavia, il forte orientamento all'export espone molte imprese alimentari olandesi a rischi geopolitici, restrizioni alle esportazioni e oscillazioni dei prezzi/tassi di cambio. Dopo che l'embargo della Russia ha colpito in particolare il settore del commercio di frutta e verdura, la Brexit minaccia di mettere a rischio gli scambi commerciali di prodotti alimentari con uno dei principali partner dei Paesi Bassi. Le esportazioni verso il Regno Unito sono già diminuite del 2% nel 2016 a causa della svalutazione della Sterlina all'indomani del referendum sulla Brexit.

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