Rapporto Paese Messico 2020

Rapporto Paese

  • Messico
  • Generale

06 febbraio 2020

Andrés Manuel López Obrador del partito di sinistra Morena governa con un forte mandato politico, in quanto una coalizione guidata da Morena ha la maggioranza in entrambe le camere del Congresso.

Mexico main import sources

Mexico main export markets

Key indicators of Mexican economy

Prestazioni dei settori industriali messicani

 

Performance forecast of mexican industries

Situazione politica

Il presidente governa con un forte mandato politico

Il presidente ha attuato alcune misure popolari, ad esempio al fine di aumentare il salario minimo, ridurre le paghe dei politici al governo (inclusa la propria) e creare una guardia nazionale volta a contrastare il traffico di droga.

Tuttavia, sembra che López Obrador avrà vita difficile nel soddisfare le aspettative elevate di cittadini e alleati politici nei confronti di un cambiamento radicale, data la natura estremamente complessa dei mali che affliggono la nazione, quali la povertà, la violenza e la corruzione. Gli elevati tassi di criminalità e la corruzione endemica continuano a minare l'ambiente imprenditoriale e le attività governative.

Principali sviluppi economici

Y-o-y change in GDP growth in Mexico

Y-o-y change in private consumption in Mexico

Y-o-y change in inflation in Mexico

Fiscal balance of Mexico

Y-o-y change in exports of goods and services in Mexico

Y-o-y change in fixed investment in Mexico

Current GDP account of Mexico

Alcune vulnerabilità economiche strutturali

Sebbene l'economia del Messico sia generalmente diversificata, resta strettamente sincronizzata con il ciclo economico degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti rappresentano oltre il 75% delle esportazioni (oltre il 25% del PIL messicano) e sono la principale fonte di rimesse (circa il 2% del PIL). La dipendenza del Messico dalle entrate petrolifere è diminuita ulteriormente, ma è ancora significativa (il 6% delle esportazioni di merci, l'8% del PIL e il 18% delle entrate pubbliche).

Il peso messicano è vulnerabile alle variazioni del clima di mercato, a causa di un significativo capitale di investimenti interni (oltre il 270% delle riserve ufficiali) e poiché è la valuta dei mercati emergenti più scambiata. Si prevede che il peso rimanga volatile nel 2020, mentre il quadro politico stabile, il sistema bancario sano e i saldi robusti con l'estero garantiscono una forte resistenza agli shock.

Risultati economici moderati nel 2019 e nel 2020

A partire dal 1994, la crescita media annua del PIL reale è pari al 2,5%, imputabile a investimenti ridotti e a una scarsa produttività. Si stima che nel 2020 il PIL si stabilizzi e cresca soltanto di circa l'1,0%, in parte a causa dell'austerità fiscale e della fase di rallentamento in cui versa l'economia statunitense. Tuttavia, la causa principale della crescita modesta resta l'incertezza, in aumento, che ha provocato il calo nei consumi privati, l'indebolimento della fiducia imprenditoriale e la contrazione degli investimenti privati e delle attività industriali.

Quest'incertezza deriva in parte dalle problematiche politiche e commerciali con gli Stati Uniti nel 2019. Il presidente Trump ha rinunciato ad applicare le tariffe che aveva minacciato di porre alle importazioni messicane nel giugno 2019, ovvero dopo che il governo messicano ha promesso di porre un freno ai flussi migratori centroamericani in crescita verso gli Stati Uniti (attraverso il Messico).

Altra problematica che ha avuto un impatto negativo sull'atteggiamento delle aziende e dei consumatori è quella dei timori relativi alla direzione presa dalla politica economica del presidente López Obrador. I dubbi sull'effettiva applicazione dei contratti sono aumentati, soprattutto in seguito alla decisione di annullare i piani relativi al nuovo aeroporto di Città del Messico sulla scia di un (controverso) sondaggio d'opinione. López Obrador ha inoltre iniziato a fare retromarcia sulle storiche riforme in materia di energia realizzate dal suo predecessore, Peña Nieto. Tra le altre misure attuate al fine di riaffermare il dominio di Pemex, la compagnia petrolifera di Stato, il governo ha sospeso le aste petrolifere.

La modesta ripresa economica prevista nel 2020 sarà puntellata dagli investimenti pubblici e da una politica monetaria più distesa. L'inflazione in calo ha consentito alla banca centrale di ridurre il suo tasso d'interesse più volte da agosto 2019. Inoltre, la ratifica da parte degli Stati Uniti dell'accordo USMCA dovrebbe aiutare a sostenere la crescita. L'USMCA rappresenta essenzialmente una modifica limitata al precedente accordo NAFTA.

 

Per il momento, la politica fiscale è prudente

Malgrado il governo abbia intrapreso alcune azioni controverse in fatto di politica economica, finora la sua politica fiscale è rimasta prudente. Tuttavia, esiste il rischio che la volontà del governo possa vacillare qualora l'economia non riesca a riprendersi.

La struttura del debito pubblico è generalmente favorevole (68% in valuta locale). La principale vulnerabilità è una quota relativamente elevata del debito detenuto da non residenti (48%), ma i rischi di rifinanziamento sono mitigati da una struttura di scadenza favorevole (scadenza media superiore a dieci anni) e da una gestione prudente del debito. La vulnerabilità al calo dei prezzi del petrolio è stata mitigata dalla riforma fiscale e da una copertura del prezzo del petrolio. La situazione finanziaria di Pemex si è tuttavia fatta più incerta in seguito al passaggio dall'esplorazione alla raffinazione, rivelatasi infruttifera. La potenziale necessità di un ulteriore sostegno finanziario nei confronti di Pemex rappresenta un rischio per le finanze statali.

 

Forte resistenza agli urti dell'economia

Nonostante le continue incertezze relative alla politica economica, il Messico, grazie alle sue forti basi economiche, sembra essere abbastanza resiliente nel gestirle. Un radicale peggioramento dell'economia appare piuttosto improbabile.

Le fluttuazioni dei tassi di cambio fungono da ammortizzatore per l'economia, grazie anche al fatto che il debito in valuta estera del Messico detenuto dal settore pubblico e privato rimane limitato.

Il sistema bancario (principalmente di proprietà straniera) è redditizio, ben regolato, controllato e capitalizzato. I crediti in sofferenza sono stabili al 2,1% e sono interamente accantonati, mentre la dollarizzazione (14% dei crediti e 20% dei depositi) e il ricorso a finanziamenti esteri sono bassi e riducono l'esposizione a shock esterni.

Sia il debito pubblico sia il debito estero sono sostenibili, e quest'ultimo si è stabilizzato su un tasso relativamente basso, ovvero attorno al 37% del PIL (di cui il 65% detenuto dallo Stato). Il rapporto di servizio del debito rimane basso, il che riflette anche un prolungamento delle scadenze da parte sia del governo sia delle società. Gli squilibri delle partite correnti rimangono modesti e interamente finanziati dagli investimenti diretti esteri.

La posizione di liquidità internazionale è adeguata e vanta abbondanti riserve ufficiali (circa quattro mesi di importazioni, più che sufficienti a coprire le esigenze di rifinanziamento esterno del 2020). Le riserve sono sostenute da una linea di credito flessibile precauzionale del FMI, che a novembre 2019 è stata prolungata per un altro biennio (su richiesta delle autorità messicane è stata ulteriormente ridotta, da 74 a 61 miliardi di USD). La linea di credito flessibile riduce i rischi di trasferimento e convertibilità. L'accesso ai mercati dei capitali è ancora solido, il che si riflette in diverse obbligazioni internazionali emesse nel 2019 dallo stato e dal settore privato, inclusa Pemex.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
  

Documenti collegati