Rapporto Paese Ungheria 2018

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09 ottobre 2018

Dopo un aumento del 4% nel 2018, la crescita del PIL dovrebbe rallentare al di sotto del 3% a causa del minor consumo delle famiglie e di una minore crescita degli investimenti e delle esportazioni.

 

Rapporto Paese Ungheria 2018 Fig 1
Rapporto Paese Ungheria 2018 Fig 2

 

Situazione politica

Capo di Stato: Presidente Janos Ader (da maggio 2012)

Capo di Governo: Primo Ministro Viktor Orbán (da maggio 2010)

Popolazione: 9,7 million

Continua la problematica relazione con l’UE

La coalizione conservatrice al potere dei partiti Fidesz e KDNP sotto la guida del primo ministro Viktor Orbán ha ripetutamente intrapreso azioni che hanno portato a scontri con la Commissione europea e i suoi omologhi europei (ad esempio, una controversa legge sui media, alcune modifiche costituzionali che limitano l’indipendenza della magistratura e una posizione severa nella politica degli immigrati, oltre a una scarsa predisposizione ad accettare le quote obbligatorie per i rifugiati approvate dall’UE). Complici anche alcune decisioni di politica economica poco ortodosse, come l’aumento delle imposte a scapito delle banche, i ripetuti confronti del governo con l’UE hanno destato una certa insicurezza tra i partner europei e gli investitori internazionali.

Situazione economica

Rallentamento della crescita nel 2019

Rapporto Paese Ungheria 2018 Fig 3

Nel 2017 la crescita economica è aumentata di oltre il 4% grazie all’accelerazione degli investimenti privati e pubblici, mentre i consumi privati e le esportazioni sono rimasti sostenuti. Questo slancio è proseguito nel 2018, con un incremento dei consumi privati trainato dall’innalzamento dei salari (aumenti dei salari minimi nel 2017 e nel 2018) e dalla crescita dell’occupazione, mentre gli investimenti rimangono solidi. Tuttavia, nel 2019 la crescita dovrebbe rallentare fino a scendere al di sotto del 3% a causa del calo dei consumi delle  famiglie e del minor aumento degli investimenti. I prezzi al consumo hanno ripreso a salire nel 2017 e dovrebbero superare il 3% nel 2018 e nel 2019.

Rapporto Paese Ungheria 2018 Fig 4

Il contenimento del deficit di bilancio al 3% del PIL è una delle priorità principali dell’amministrazione per evitare le sanzioni dell’UE. Dal 2010, tuttavia, il governo impiega mezzi poco ortodossi per conseguire la parità di bilancio, ricorrendo in particolar modo a imposte straordinarie che gravano su banche e servizi pubblici. Il deficit di bilancio dovrebbe aumentare nel 2018 a causa della riduzione dell’IVA e del calo delle imposte sulle società e dei contributi previdenziali.  Nonostante le diminuzioni annuali, il debito pubblico rimane elevato, superiore al 70% del PIL nel 2018 (la media dell’Europa centro-orientale è pari al 52% del PIL).

La grande debolezza dell’elevato livello del debito

Rapporto Paese Ungheria 2018 Fig 5

La principale debolezza dell’Ungheria continua ad essere l’elevato livello del suo debito estero (quasi l’85% del PIL nel 2017), che dovrebbe tuttavia diminuire nel 2018 e nel 2019. Ad aggravare il problema vi è inoltre il fatto che un’ampia quota del debito estero del paese è denominato in valuta estera, poiché un forte deprezzamento del fiorino potrebbe ripercuotersi su molte famiglie e imprese ungheresi i cui prestiti sono denominati in valute estere. Inoltre, anche più del 30% del debito pubblico è denominato in valuta estera. Sebbene i surplus delle partite correnti rafforzino il tasso di cambio, il fiorino rimane altamente vulnerabile alla fiducia degli investitori internazionali a causa degli elevati livelli del debito estero e pubblico e di un contesto istituzionale e politico non ottimale.
Altri rischi potrebbero derivare da un’inferiore domanda dall’area dell’euro e da un rallentamento del commercio mondiale, i quali andrebbero a scapito della crescita delle esportazioni ungheresi.

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