Market Monitor Beni Durevoli di Consumo Italia 2019

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11 aprile 2019

Molti piccoli rivenditori non dispongono della flessibilità e dei mezzi finanziari per adeguare i modelli di business alle mutevoli abitudini dei consumatori e il rischio di credito rimane elevato.

Italia: Settore Beni Durevoli di Consumo

  • Nel 2018 la domanda di elettrodomestici ha registrato un aumento sia per quanto riguarda gli elettrodomestici medi (+1,3%) sia per i piccoli elettrodomestici (+6,3%), mentre la domanda per l’elettronica di consumo e le attrezzature da ufficio ha subito una flessione rispettivamente dell’1,2% e del 3,5%.
  • Tuttavia, le prospettive per il 2019 sono modeste, con un riduzione della fiducia dei consumatori e una crescita prevista dei consumi privati soltanto dello 0,3%. Se approvata dal Parlamento, la proposta del governo di tagliare lo shopping domenicale (con una riduzione del 50% dei giorni di apertura) avrebbe un ulteriore impatto sui commercianti.
  • I margini di profitto dei rivenditori dovrebbero mantenersi sotto pressione anche quest'anno, dopo l'andamento negativo già registrato nel 2017 e 2018. Il settore dei beni durevoli di consumo si conferma molto competitivo, con un livello elevato di frammentazione soprattutto tra gli operatori medio-piccoli. Le imprese più deboli con scarsa solidità finanziaria sono già state estromesse dal mercato, mentre altre hanno scelto di fondersi per riuscire a sopravvivere.
  • Si prevede che l'attuale processo di consolidamento proseguirà anche quest'anno, tenuto conto delle dimensioni più contenute dei rivenditori italiani rispetto ai colleghi europei e della forte pressione da parte dell'e-commerce sui tradizionali negozi su strada. Di fronte alle sfide crescenti poste dall'e-commerce, molti rivenditori e operatori medio-piccoli non dispongono ancora di quella flessibilità e di quegli strumenti finanziari che consentirebbero di adattare i loro modelli di business alle mutate abitudini di acquisto dei consumatori.
  • I termini di pagamento oscillano in media tra 80 e 90 giorni, in peggioramento rispetto all’inizio del 2018 (60-90 giorni). I casi d’insolvenza e di ritardo nei pagamenti sono aumentati nel 2018. Prevediamo che il contesto di rischio per il retail dei beni durevoli di consumo si confermerà difficile anche nel 2019, con un ulteriore aumento delle insolvenze a causa della forte concorrenza e dei problemi di liquidità di alcuni operatori.
  • Alla luce delle difficili condizioni di mercato, della forte concorrenza e della contrazione dei consumi, nel Dicembre 2018 abbiamo abbassato la nostra valutazione della performance/situazione di rischio del settore a “Cupo”.
  • Il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore del retail di beni durevoli di consumo è prudente, in particolare per quanto riguarda i distributori a basso valore aggiunto. In particolare, i segmenti a bassa crescita degli elettrodomestici e dell'elettronica di consumo sono caratterizzati dalla presenza di molti operatori più deboli lungo la catena di distribuzione che mostrano problemi di liquidità e/o che spesso non dispongono della solidità necessaria per sopravvivere in un mercato altamente competitivo. Alcune di queste imprese potrebbero non essere in grado di adattarsi all'evoluzione della domanda dei consumatori a causa della mancanza di massa critica e della debolezza dei loro modelli di business. L’export sostiene la performance del segmento dei tessuti che, tuttavia, sul mercato domestico mostra livelli elevati d’insolvenza nei segmenti dell'abbigliamento e delle calzature.

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