Asia Rapporto Paese Cina 2019

Rapporto Paese

  • Cina
  • Generale

28 marzo 2019

La crescita economica della Cina dovrebbe rallentare al 6%, mentre i rischi al ribasso sono aumentati e le insolvenze commerciali aumenteranno ulteriormente nel 2019.

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Situazione politica

La crescente proiezione di potenza ha destato un certo disagio a livello internazionale

La situazione politica della Cina è complessivamente stabile con il Partito Comunista Cinese (Pl’effCC) saldamente al potere. Il Presidente Xi Jinping ha consolidato il suo potere all'interno del PCC ed è considerato il leader cinese più influente dai tempi di Deng Xiaoping.

La stabilità politica aiuta il governo a trovare il giusto mix di politiche necessarie per affrontare le conseguenze negative della controversia commerciale sino-statunitense, per riequilibrare ulteriormente l'economia a favore dei servizi e della tecnologia e per ridurre l'indebitamento dei governi locali e delle imprese statali.

La crescente influenza internazionale e la proiezione di potenza per mezzo, ad esempio, di grandi investimenti diretti in una serie di paesi dell'Asia e dell'Africa, ha destato preoccupazione sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti. L'Australia, l'UE e il Giappone condividono i timori degli Stati Uniti rispetto al furto di proprietà intellettuale, il trasferimento forzato di tecnologia e la posizione meno cooperativa della Cina nelle organizzazioni multilaterali. Alcune economie emergenti in Asia e Africa stanno ponendo freno agli investimenti cinesi della “Belt and Road Initiative” (Nuova via della seta) per evitare una dipendenza economica e finanziaria unilaterale.

Il rafforzamento del peso geopolitico della Cina e una posizione più decisa nelle sue rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale, il conflitto per le isole Senkaku/Diaoyu con il Giappone e la questione di Taiwan hanno spinto Stati Uniti, Australia, Giappone, India e alcuni piccoli attori regionali a compiere sforzi volti a riequilibrare la situazione.

 

Situazione economica

Ulteriore calo della crescita economica a fronte di un aumento dei rischi al ribasso

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La crescita del PIL cinese è stata robusta nel 2017, ma è diminuita nel 2018. I consumi privati hanno resistito bene, ma, lo scorso anno, la crescita degli investimenti fissi quale principale forza trainante della crescita economica ha iniziato a rallentare a causa delle misure governative per riequilibrare l'economia (passando da investimenti orientati all'esportazione verso una crescita più improntata ai consumi) e gli sforzi delle imprese volti a ridurre la leva finanziaria. La crescita delle esportazioni è diminuita notevolmente nel quarto trimestre del 2018 a seguito di una minore domanda globale e delle ripercussioni della controversia commerciale sino-americana.

Prevediamo che il rallentamento dell'economia continuerà nel 2019 e i rischi di ribasso sono già aumentati. Non è certo che gli attuali colloqui commerciali con gli Stati Uniti condurranno a un accordo e, anche se si raggiungerà un’intesa sulle tariffe doganali e sugli scambi commerciali, il conflitto economico strutturale tra Stati Uniti e Cina resta irrisolto.

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Le autorità cinesi hanno adottato misure a sostegno dell'economia, tra cui un incremento della liquidità, un certo allentamento della regolamentazione finanziaria e un aumento degli investimenti infrastrutturali. Tuttavia, l'amministrazione deve ancora trovare un difficile equilibrio tra il sostegno alla crescita economica e la garanzia di un processo ordinato di riduzione della leva finanziaria. Ora che si assiste a un calo delle esportazioni e le politiche di incentivazione stanno frenando la riduzione del debito, potrebbe essere più arduo evitare un rallentamento più rapido a causa degli squilibri finanziari e di un notevole eccesso di capacità in alcuni settori.

Il debito societario non finanziario delle imprese è salito al 164% del PIL, con una leva finanziaria molto elevata nel segmento dell'industria pesante. Malgrado siano stati compiuti progressi nel contenimento della crescita del credito, i prestiti alle imprese dei settori dell'industria pesante che soffrono di eccesso di capacità hanno portato a un significativo deterioramento della qualità dei prestiti. Il rischio di una crisi finanziaria sistemica rimane per il momento basso, ma una nuova ripresa della crescita del credito potrebbe finire per comportare tensioni finanziarie più nette e aumentare il rischio di turbolenze sui mercati. Nel frattempo, un'attenuazione della crescita del credito significherebbe un più lento, sebbene più sostenibile, aumento del PIL.

Il disavanzo di bilancio dell'amministrazione centrale dovrebbe registrare un ulteriore aumento man mano che continuano gli stimoli, ad esempio riducendo diverse imposte sulle imprese e sui consumatori e accrescendo la spesa per le infrastrutture. Sebbene il debito pubblico sia in graduale aumento, rimane comunque a livelli gestibili. La posizione del debito sovrano è sostenuta da un ampio stock di risparmi nazionali, che consente allo stato di finanziare il proprio debito interno, riducendo l'esposizione agli shock esterni (il debito estero totale rimane basso, appena il 14% del PIL nel 2019). Ciononostante, la situazione finanziaria degli enti locali è molto più tesa, non da ultimo a causa della spesa quasi fiscale che in passato ha svolto un ruolo chiave negli investimenti infrastrutturali e nella promozione della crescita.

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Mentre l'elevata crescita del credito è uno sviluppo preoccupante, le banche sono ancora adeguatamente capitalizzate e i rapporti ufficiali dei crediti in sofferenza sono bassi. Per la maggior parte delle banche, la riduzione dei coefficienti di riserva obbligatoria sosterrà il potenziale reddituale del settore finanziario.

Complici la diminuzione dell'avanzo delle partite correnti della Cina e politiche monetarie divergenti in entrambi i paesi, molto probabilmente lo yuan si deprezzerà lentamente rispetto al dollaro statunitense nel 2019.

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Sebbene in calo, le riserve sono ancora abbastanza ampie (circa 15 mesi di copertura delle importazioni) tali da limitare gli effetti del deprezzamento e della volatilità delle valute. Le restrizioni sul conto capitale continueranno ad essere rigide in modo da limitare la minaccia di potenziali grandi flussi in uscita di capitali. L'avanzo delle partite correnti è sceso allo 0,2% del PIL nel 2018 e sarà di esigua entità dopo il 2020, a causa di una minore crescita delle esportazioni di beni e di un maggiore deficit dei servizi, quest'ultimo dovuto in gran parte all'aumento del turismo in uscita.

Atteso un ulteriore aumento delle insolvenze societarie per il 2019

Nel 2019 i fallimenti societari in Cina dovrebbero registrare un ulteriore aumento a seguito del rallentamento economico e del continuo riequilibrio dell'economia dall'industria manifatturiera verso i servizi.

Le imprese del settore altamente indebitate in comparti con capacità eccedentarie come l'alluminio, il cemento, il carbone, l'acciaio da costruzione/metalli e il commercio di materie prime sono molto vulnerabili. Mentre la maggior parte delle imprese quotate e di proprietà statale continua a beneficiare di un maggiore sostegno da parte delle banche e degli azionisti, si raccomanda una maggiore cautela quando si conducono attività con società quotate con un'elevata percentuale di azioni impegnate e prezzi di titoli già interessati da una notevole diminuzione. Lo stesso vale per le piccole e medie imprese private, in quanto molte di esse, anche quelle attive in settori più efficienti, spesso devono far fronte a finanziamenti limitati.

Complice l'attuale incertezza sul futuro orientamento della politica commerciale statunitense, le imprese cinesi che dipendono dalle vendite negli Stati Uniti rimangono vulnerabili, soprattutto in segmenti in cui i concorrenti americani chiedono a gran voce di porre fine al "commercio sleale” in settori quali i metalli, i tessili e gli pneumatici.

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