Insolvency Forecast Settembre 2023

Ricerca Dipartimento Studi Economici

  • Australia,
  • Austria,
  • Belgio ,
  • Canada,
  • Repubblica Ceca,
  • Danimarca ,
  • Finlandia ,
  • Francia ,
  • Germania,
  • Hong Kong,
  • Irlanda ,
  • Italia ,
  • Giappone ,
  • Paesi Bassi,
  • Nuova Zelanda ,
  • Norvegia,
  • Polonia ,
  • Portogallo,
  • Romania,
  • Singapore,
  • Sud Africa ,
  • Corea del Sud,
  • Spagna ,
  • Svezia ,
  • Svizzera ,
  • Turchia ,
  • Stati Uniti d'America ,
  • Regno Unito ,
  • Brasile
  • Generale

26 settembre 2023

L'aumento delle insolvenze continua ad accelerare nel 2023, seguito da un aumento più contenuto nel 2024. Nel Report le previsioni di Atradius sulle insolvenze a livello globale.

Sintesi

  • L'aumento delle insolvenze continua a un ritmo accelerato nel 2023, seguito da un aumento più moderato nel 2024.
  • Nel 2023, l'aumento è guidato dalla normalizzazione dopo la pandemia e dal fallimento delle imprese zombie. Un minore sostegno da parte dei governi e condizioni di prestito più restrittive creano a livello globale condizioni più difficili di operatività per le aziende. Prevediamo che i fallimenti aziendali aumentino in modo più marcato a Hong Kong (68%), Paesi Bassi (5 2%), Stati Uniti (51%), Corea del Sud (45%) e Italia (45%), poiché in tutti questi mercati il ritorno alla normalità deve ancora avvenire.
  • Nel il 2024 assisteremo ancora a un aumento globale delle insolvenze guidato principalmente da una minoranza di mercati che hanno iniziato l'aggiustamento post-Covid in un secondo momento. Prevediamo che ifallimenti aumenteranno a  Singapore (49%), Polonia (43%), Italia (42%), Paesi Bassi (39%) e Stati Uniti (35%).  Tuttavia, per la maggior parte dei mercati il livello delle insolvenze si stabilizzerà.

Il trend di adeguamento delle insolvenze per il ritorno ai livelli prepandemici, già avviato nel 2022, proseguirà a un ritmo accelerato nel 2023. La graduale eliminazione delle misure di sostegno fiscale e la revoca delle modifiche temporanee alla legislazione in materia fallimentare hanno avuto un effetto sul livello delle insolvenze. Dopo un aumento globale del 9% nel 2022, prevediamo un aumento del 34% nel 2023. Stiamo assistendo a un aumento delle insolvenze in tutte le regioni, con il Nord America che sta registrando un aumento relativamente forte, mentre l'Europa ha trend più moderati. La maggior parte dei paesi di ciascuna regione può aspettarsi per quest'anno un aumento delle insolvenze . Nel 2024, il quadro è più misto. Mentre ci aspettiamo ancora un aumento per la maggior parte dei mercati, l'aumento percentuale è inferiore rispetto al 2023. A livello globale, prevediamo che le insolvenze nel 2024 aumenteranno del 19% rispetto al 2023. Entro la fine del 2024 le insolvenze dovrebbero essersi più o meno normalizzate rispetto ai livelli pre-pandemia.

La resilienza lascia il posto a prospettive più fosche

La crescit economica sta gradualmente perdendo slancio man mano che gli effetti della  stretta monetaria e del rallentamento della Cina prendono piede. Attualemente prevediamo che quest'anno il PIL mondiale crescerà del 2,5% . Gli indicatori previsionali del sentiment indicano un rallentamento più significativo nella seconda metà del 2023. Il PMI  ( Purchasing Managers Index) globale dei servizi, che è salito vertiginosamente sulla scia del surplus della domanda post-pandemia, è diminuito ad agosto per il terzo mese consecutivo. Le pressioni inflazionistiche si stanno attenuando, ma è troppo presto per dichiarare vittoria sull'inflazione. Le principali banche centrali, anche in Europa e negli Stati Uniti, dovrebbero mantenere i tassi di riferimento ai livelli attuali fino al 2024. Per il 2024 prevediamo un tasso di crescita leggermente inferiore al 2,0%.

È probabile che la crescita nei mercati emergenti rimanga debole rispetto agli standard storici. Prevediamo che la crescita del PIL rimarrà intorno al 4,0% quest'anno e al 3,7% nel 2024, poiché la debolezza della domanda esterna e l'inasprimento delle condizioni di finanziamento globali frenano la crescita. Il dato generale nasconde in ogni caso una sostanziale eterogeneità. L'Asia emergente rimane la regione in più rapida crescita quest'anno (5,2%). Prevediamo che il PIL cinese crescerà del 5,1%, superiore alle attese di sei mesi fa, poiché l'abbandono anticipato, rispetto a quanto previsto,  dei lockdown per il Covid ha portato a una concentrazione iniziale dei consumi privati durante il processo di riapertura. Ma i consumi hanno contribuito molto meno alla crescita del PIL nel secondo trimestre del 2023. Inoltre, permangono debolezze in tutto il settore immobiliare, con ricadute negative su altri segmenti dell'economia. Ciò sta rallentando la crescita del PIL nel 2024 (4,6%). Nell'Europa orientale, le prospettive continuano ad essere dominate dalla guerra Russia-Ucraina. Nonostante le massicce sanzioni occidentali, la Russia è ancora in grado di esportare grandi quantità di petrolio, sostenendo la crescita economica. La crescita del PIL dovrebbe essere del 2,4% nel 2023 e dell'1,2% nel 2024. In Turchia, il nuovo governo sta mostrando la volontà di muoversi verso politiche più ortodosse. Dopo le elezioni presidenziali, la lira si è deprezzata a un nuovo minimo storico. Pur alimentando l'inflazione nel breve termine, è anche in parte una buona notizia in quanto mostra la volontà delle autorità di allineare maggiormente la valuta al suo valore sottostante.

La crescita nelle economie avanzate è solo dell'1,4% nel 2023, seguita dallo 0,6% nel 2024. L'economia degli Stati Uniti si è espansa a un ritmo solido nel 2° trimestre, trainata da una solida spesa dei consumatori e da un mercato del lavoro attivo. Tuttavia, prevediamo che il rallentamento della crescita continuerà e una lieve recessione nel 4° trimestre e nel 1° trimestre 2024. La recessione sarà determinata dall'impatto dei rialzi dei tassi di riferimento delle banche centrali, dall'inasprimento delle condizioni di prestito e dall'elevata inflazione che indurranno i consumatori e le imprese a ridurre la spesa e gli investimenti. Nell'Eurozona, il PIL è cresciuto dello 0,3% nel 2° trimestre, ma circa la metà di questo aumento è stato guidato da un rimbalzo in Irlanda dovuto alle transazioni di società multinazionali che influenzano i dati del PIL. Riteniamo che l'attività economica nell'Eurozona sarà contenuta nella seconda metà del 2023, a causa dalla continua debolezza del settore manifatturiero e dall'indebolimento della domanda esterna dovuta al rallentamento della crescita globale. Prevediamo una crescita relativamente contenuta sia nel 2023 (0.5%) che 2024 (0,9%).

L'inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali ha creato un breve shock bancario nel marzo 2023, portando all'acquisizione forzata di Credit Suisse in Svizzera e al fallimento di diverse banche regionali statunitensi. Le preoccupazioni immediate sul settore bancario si sono attenuate, ma la stretta della BCE sta influenzando il sistema finanziario, portando a un inasprimento delle condizioni di prestito. Le indagini sul credito bancario negli Stati Uniti e in Europa suggeriscono che le banche hanno limitato considerevolmente l'accesso al credito nel secondo trimestre del 2023 e si prevede che continueranno a farlo nei prossimi mesi. L'inasprimento delle condizioni finanziarie nei mercati avanzati ha anche effetti di ricaduta sui mercati emergenti. Diversi mercati emergenti hanno subito forti deprezzamenti valutari da quando la Federal Reserve ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse. Dal punto di vista fiscale, la posizione fiscale complessiva delle principali economie avanzate continua ad essere espansiva, anche se meno espansiva rispetto ai tempi della pandemia. Diversi paesi hanno adottato pacchetti di sostegno per contrastare gli effetti negativi dell'aumento dei prezzi dell'energia, fornendo un certo sostegno alla crescita economica. Tuttavia, con il calo dei prezzi dell'energia, un tale stimolo fiscale sarà meno necessario. Prevediamo che l'aggiustamento fiscale avrà luogo nelle economie avanzate ed emergenti nel 2024.

Le insolvenze continuano ad adeguarsi ai livelli pre-pandemia

Il numero globale di insolvenze è aumentato del 9% nel 2022 con la revoca dei pacchetti di sostegno ed il ritorno alla normale legislazione fallimentare. Il grafico 1 fornisce l'indice delle insolvenze da inizio anno nel 2023 rispetto al 2019. Un valore superiore a 100 indica che il livello di insolvenza è superiore al livello (pre-pandemia) del 2019. Un valore inferiore a 100 significa che il livello di insolvenza è ancora inferiore a quello del 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 2023 YTD insolvency levels relative to pre-pandemic situation

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come risulta chiaro dal grafico 1, il livello medio di insolvenza nel secondo trimestre 2023 era già superiore al livello del 2019 . L'area grigia (90-10 percentile) indica che la diffusione del livello di insolvenze è ancora alto. Alcuni mercati sono ben al di sopra del livello pre-pandemia, mentre altri sono ancora in fase di aggiustamento. Riteniamo che un mercato sia tornato completamente alla "normalità" se il valore dell'indice è almeno del 95%. Fatte salve un paio di modifiche ai dati (cfr. riquadro 1), attualmente 17 dei 29 mercati osservati sono tornati completamente alla normalità o stanno addirittura superando i livelli di insolvenza pre-pandemia. Sei mesi fa questo era il caso per 12 mercati. Pertanto, in questo momento solo in una minoranza di mercati l'aggiustamento è ancora in corso.

 

box 1. data changes

Compared to our March 2023 Insolvency Forecast report, in this edition we implemented some changes in the data underlying the headline insolvency counts for New Zealand, Spain and South Korea.

For South Korea, we previously used the number of defaults on commercial paper as reported by the Bank of South Korea as part of the ‘Dishonored Bill Ratio’ release. One problem with this source is that it captures only a narrow definition of defaults, as commercial paper is used only by larger corporations. Another problem is that the defaults, together with the underlying cleared bills, had a pronounced downward trend which indicated that the use of this instrument was decreasing. Therefore, we decided to replace the dishonoured bill ratio series with the bankruptcy filings reported by the Supreme Court of Korea. This latter series has the advantage that it has a broader scope, in line with the definition of bankruptcies that we are using for other markets. Moreover, the dynamics of the series matches our expectations, with a decrease in the number of defaults during 2021 that can be attributed to the Covid government intervention and a normalization in 2023.

For New Zealand, we noticed that the series we used as headline series for insolvencies was associated with personal insolvencies and that our source, the Official Assignee’s Office, was processing only a part of the total insolvency cases. Therefore, we decided to use instead as a source the corporate insolvencies reported by the New Zealand’s Companies Register that captures all the  insolvencies that were placed into liquidation, receiverships and voluntary administrations.

For Spain we found that a legislation change starting in 2022Q4 affected the continuity of the insolvency statistics reported by our source, the Official College of Property & Mercantile Registrars of Spain. More specifically, the statistics starting from 2022Q4 cannot differentiate anymore between persons with business activity and without. Therefore, we decided to take out personal insolvencies from our headline aggregate. This implies important historical revisions as persons with business activity comprised of a significant share in our  headline insolvencies counts (28% in 2022Q3).

Another change compared to the previous Insolvency Forecast report is that we decided to stop publishing forecasts on Russian insolvencies. The economic situation in Russia is very unpredictable and we had some doubts about the reliability of the data even before the conflict with Ukraine.

 

Tra i paesi per i quali nel 2023 i dati disponibili mostrano già un livello di insolvenza relativamente elevato rispetto allo stesso periodo del 2019 ci sono Turchia, Corea del Sud, Regno Unito, Svizzera e Finlandia. Alcuni di questi paesi hanno particolari problemi economici. In Turchia, ad esempio, l'economia soffre di alta inflazione, deprezzamento della lira e alto debito delle aziende. Per la Corea del Sud, l'elevato debito delle imprese in combinazione con tassi di interesse più elevati sembra essere il principale fattore negativo. Nel Regno Unito, l'aumento delle insolvenze può essere attribuito alla fine delle misure di sostegno pubblico e alla debole ripresa economica dopo la Brexit. In Svizzera, è anche attribuito alla cessazione del sostegno pubblico e al fallimento  di imprese zombie. Le aziende zombie sono definite come aziende sopravvissute alla pandemia ma che sarebbero andate in default in tempi normali. Si prevede che una parte di queste società fallirà ancora ora che le misure di sostegno governative sono state revocate.

I paesi con un numero relativamente basso di insolvenze rispetto ai livelli  pre-pandemia sono, ad esempio, Singapore, Polonia, Italia, Stati Uniti e Paesi Bassi.  La nostra interpretazione è che per questi paesi le misure di sostegno al coronavirus sono state efficaci  nell'aumentare la liquidità delle imprese. Riteniamo che queste riserve di liquidità abbiano impedito un aumento delle insolvenze subito dopo la graduale eliminazione delle misure di sostegno pubblico. Di conseguenza, i livelli di insolvenza in questi paesi sono rimasti bassi rispetto al periodo pre-pandemia.

Prospettive per l'intero anno 2023: maggiori insolvenze in quasi tutti i mercati

Passiamo ora alle nostre previsioni di insolvenza per il 2023 e il 2024, che sono indicate in variazioni percentuali rispetto all'anno precedente (ad es. 2023 rispetto al 2022). A livello globale, prevediamo che le insolvenze aumenteranno del 34% su base annua nel 2023 (Figura 2). A livello regionale, prevediamo un aumento relativamente forte delle insolvenze in Nord America (49%), trainato principalmente dagli Stati Uniti. Per l'Europa, ci aspettiamo un aumento leggermente inferiore al 18%, poiché il processo di normalizzazione delle insolvenze in Europa è più avanzato rispetto ad altre regioni. Per l'Asia Pacifico prevediamo un aumento del 37%. Nel 2024, il Nord America rimane la regione con la più alta crescita di insolvenze (33%), mentre il trend è più piatto nelle altre regioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 Insolvency development by region

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il grafico 3 presenta le nostre previsioni di insolvenza per il 2023 e il 2024 a livello nazionale. I mercati sono organizzati in ordine di crescita cumulativa delle insolvenze nel periodo 2023-2024. I più alti tassi di crescita delle insolvenze nel 2023 si registrano a Hong Kong, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti, in Corea del Sud e in Italia. Per i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e l'Italia, le insolvenze erano relativamente basse all'inizio del 2023 e la crescita prevista  nel 2023 è principalmente guidata da un adeguamento ai livelli pre-pandemia. Per la Corea del Sud e Hong Kong, l'aumento delle insolvenze era già ben avviato nel 2022. A Hong Kong, è evidente un ritorno alla normalità nel 2023, ma anche una significativa dinamica di rialzo da parte delle società zombie che falliscono. Per la Corea del Sud, l'aumento già visibile lo scorso anno è proseguito nella prima metà del 2023, il che spinge verso l'alto la crescita delle insolvenze sul dato annuale.

Ci sono anche mercati con una crescita relativamente bassa o negativa delle insolvenze nel 2023. I paesi per i quali prevediamo un calo delle insolvenze nel 2023 sono Spagna, Sud Africa, Svizzera e Repubblica Ceca. In Spagna, Svizzera e Repubblica Ceca il livello di insolvenza è aumentato per tutto il 2022 al di sopra del livello di normalità, in parte a causa del presunto fallimento di imprese zombie. Nel 2023 prevediamo un calo, tale che il livello di insolvenze si avvicini al livello di normalità. Per il Sudafrica abbiamo assistito a una diminuzione delle insolvenze nella prima metà del 2023 che è un po' difficile da interpretare data la difficile situazione economica. Tra i paesi per i quali prevediamo una crescita relativamente moderata figurano diversi paesi europei in cui le insolvenze si sono già normalizzate nel 2022, tra cui Danimarca, Belgio e Austria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 Increases in insolvencies forecast for several markets in 2023 and to a lesser extent 2024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il grafico 4 mostra gli sviluppi in un'altra dimensione. L'asse verticale della matrice delle insolvenze mostra la variazione attesa delle insolvenze rispetto all'anno precedente nel 2023 rispetto al 2022. La crescita è considerata "in aumento" se è superiore al 10%, "stabile" se è compresa tra -10% e +10% e "migliorata" se è inferiore a -10%. L'asse orizzontale mostra il livello di insolvenze nel 2023 rispetto al 2019. Ciò dà un'impressione migliore di come l'attuale livello di insolvenze si confronti con il livello pre-pandemia. Identifichiamo il livello come "high" se nel 2023 dovrebbe essere superiore al 105% del livello del 2019, "average" se è compreso tra il 95% e il 105% e "low" se è inferiore al 95%.

Ci sono diversi paesi con una situazione di insolvenze stabile, vale a dire paesi che vedono una variazione dei livelli tra -10% e +10% nel 2023. Questi includono Belgio, Austria, Spagna, Regno Unito, Svizzera e Danimarca. Tra questi paesi, il Regno Unito è un mercato interessante, in quanto il livello è relativamente alto: il 140% del livello pre-pandemia. La maggior parte dei  paesi, tuttavia, vede una tendenza al deterioramento dei fallimenti nel 2023, anche se il livello rispetto al pre-pandemia rimane spesso "basso". Francia e Svezia sono due esempi di paesi in una posizione più preoccupante, poiché la  situazione nel 2023 si sta "deteriorando", mentre anche il livello nel 2023 è considerato "elevato".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 Insolvency matrix 2023

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prospettive per l'intero anno 2024: un quadro più eterogeneo

Per il 2024 prevediamo ancora aumenti di insolvenze per la maggior parte dei mercati, ma l'aumento percentuale è generalmente inferiore rispetto al 2023. A livello globale, prevediamo che le insolvenze aumenteranno del 19% rispetto al 2023. Assistiamo a un aumento sostanziale delle insolvenze in diversi paesi. Per Singapore,  Polonia, Italia,  Paesi Bassi e Stati Uniti  la normalizzazione è iniziata alla fine del 2022 o all'inizio del 2023 e prevediamo che continuerà fino al 2024. Per la Polonia e l'Italia non  abbiamo ancora visto l'inizio della normalizzazione, ma non abbiamo motivo di credere che ciò non avverrà in modo simile nella seconda metà del  2023 e del 2024.

Al contrario, per un numero significativo di mercati, riteniamo che le insolvenze inizieranno di nuovo a diminuire o rimarranno approssimativamente costanti. Questo perché i livelli di insolvenza saranno in gran parte tornati alla normalità e le imprese zombie che non sono in grado di sopravvivere senza supporto, sono fallite già nel 2023.

I paesi con una crescita negativa prevista delle insolvenze nel 2024 sono, ad esempio, Corea del Sud, Svizzera, Danimarca e Irlanda. In Svizzera, il 2024 porta un altro anno di diminuzione delle insolvenze, poiché il livello continua ad avvicinarsi a quello del 2019. In Corea del Sud, Irlanda e Danimarca, il livello relativamente elevato di insolvenze del 2023 dovrebbe essere invertito nel 2024.

È probabile che i prossimi anni rimangano difficili per le imprese. Le aziende sono state in grado di ricostruire riserve di liquidità dopo la pandemia, ma ultimamente queste sono sotto pressione a causa dei margini di profitto ridotti e dell'inasprimento delle condizioni di finanziamento. Finita la pandemia si sono trovate più indebitate. La capacità di onorare questi debiti è una sfida crescente in un contesto con tassi di interesse più elevati. I mercati finanziari tengono sempre più conto del fatto che le banche centrali non  allenteranno le politiche monetarie, almeno per il momento, il che avrà conseguenze sulle condizioni di finanziamento delle imprese. Per i mercati emergenti, c'è l'ulteriore sfida che un deprezzamento della valuta farà salire ulteriormente i costi di finanziamento delle imprese.

Theo Smid, Senior Economist
theo.smid@atradius.com
+31 20 553 2169

Iulian Ciobica, Economist
iulian.ciobica@atradius.com
+31 20 553 2121

Tutti i contenuti di questa pagina sono soggetti al nostro Disclaimer, disponibile qui.

Documenti collegati

Disclaimer

Ogni pubblicazione disponibile su o dai nostri siti web, come, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, pagine web, report, articoli, pubblicazioni, informazioni e contenuti utili, trading briefs, infografiche, video (in sintesi una "Pubblicazione"), è fornita a solo a scopo informativo e non è da intendersi quale consulenza in tema di investimento, consulenza legale o come raccomandazione relativa a particolari transazioni, investimenti o strategie nei riguardi di a qualsiasi lettore. I lettori devono prendere le proprie decisioni in maniera indipendente, siano esse commerciali o di altro tipo, avuto riguardo alle informazioni quivi fornite. Sebbene abbiamo adottato ogni accorgimento per garantire che le informazioni contenute in questa pubblicazione siano state ottenute da fonti affidabili, Atradius non è responsabile per eventuali errori od omissioni o per i risultati ottenuti dall'uso di queste informazioni. Ogni informazione contenuta in questa pubblicazione è fornita "così com'è", senza alcuna garanzia di completezza, accuratezza, attualità o dei risultati ottenuti od ottenibili dal suo utilizzo, e pertanto senza assunzione di garanzie di alcun tipo, esplicite o implicite. In nessun caso Atradius, le sue società controllate o collegate, i suoi partner, agenti o dipendenti degli stessi, saranno responsabili nei confronti dell'utente o di chiunque altro per qualsiasi decisione presa o azione intrapresa in base alle informazioni contenute in questa pubblicazione o per qualsiasi perdita di opportunità, perdita di profitto, perdita di produzione, perdita di affari o perdite indirette, danni speciali o simili di qualsiasi natura, anche se avvisati della possibilità di tali perdite o danni.