Asia Rapporto Paese Giappone 2019

Rapporto Paese

  • Giappone
  • Generale

28 marzo 2019

La crescita delle esportazioni del Giappone rallenterà a causa della minore espansione del commercio mondiale, ma la domanda interna sosterrà l'espansione economica di circa l'1% nel 2019.

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Situazione economica 

Nuova flessione della crescita nel 2018

La crescita del PIL giapponese è rallentata a meno dell'1,0% nel 2018, complice in primis un contesto esterno meno accomodante e il venir meno degli stimoli fiscali, mentre gli investimenti delle imprese hanno continuato a crescere. Nel 2019 l'economia dovrebbe espandersi allo stesso ritmo.

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La crescita delle esportazioni rallenterà a seguito della minore espansione del commercio globale, del calo della domanda da parte della Cina e del maggiore rischio di protezionismo. Tuttavia, la domanda interna dovrebbe sostenere la crescita economica, data l'ulteriore riduzione dell'occupazione e considerato l'attuale innalzamento dei salari. Malgrado sia molto probabile che la spesa risenta pesantemente di un aumento dell'imposta sui consumi previsto per ottobre 2019, il governo ha annunciato che ne compenserà l'effetto con ulteriori spese pubbliche. Gli investimenti delle imprese continuano a crescere, trainati dall'aumento della spesa in R&S per le nuove tecnologie e dalle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

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I prezzi al consumo dovrebbero rimanere ben al di sotto dell'obiettivo del 2% fissato dal governo. Pertanto, si prevede che la Banca del Giappone per il momento manterrà una politica monetaria molto flessibile, con tassi di interesse negativi invariati nel 2019.

 

 

Il fardello dell'eccessivo debito pubblico e altre sfide

In seguito a un lungo periodo caratterizzato da una politica fiscale poco rigorosa, il governo giapponese è attualmente alle prese con un debito pubblico estremamente elevato (circa il 225% del PIL nel 2018). Il Giappone dipende principalmente dai creditori nazionali per sostenere il proprio debito statale (circa il 90% è detenuto da investitori nipponici): un fattore, questo, che rende la base di finanziamento meno suscettibile alla fuga di capitali. Il mantenimento di questo elevato livello di indebitamento è tuttavia dispendioso e un ulteriore incremento del debito pubblico prima o poi potrebbe renderlo insostenibile.
Oltre all'elevato debito pubblico, il paese deve far fronte a sfide demografiche: la sua popolazione sta diminuendo e anche il numero di abitanti in età lavorativa è in calo.
Senza misure adeguate, il Giappone dovrà inevitabilmente fare i conti con una riduzione del gettito fiscale e un aumento delle spese per i benefici pensionistici. Molti settori stanno già facendo fronte a difficoltà dovute a carenze di manodopera accompagnate dal conseguente aumento dei costi del lavoro: problema che si traduce in un danno sul piano della loro competitività internazionale.

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Per conseguire una ripresa sostenibile e dare impulso ai risultati economici a lungo termine del paese, urge assolutamente aumentare la flessibilità del mercato del lavoro, porre fine alla protezione degli agricoltori, dei medici e delle case farmaceutiche e introdurre una maggiore liberalizzazione economica. Il governo ha più volte ribadito la sua intenzione di affrontare tali criticità nel corso della presente legislatura, ma importanti riforme sono fermamente osteggiate da potenti gruppi di interesse. Resta ancora da vedere se e quando saranno attuate profonde riforme strutturali.

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