Rapporto Paese Russia 2020

Rapporto Paese

  • Russia
  • Generale

06 agosto 2020

L'economia è in sofferenza a causa dei bassi prezzi del petrolio e delle scarse prospettive di crescita globale

Performance forecast of Russian industries

Situazione politica

Le relazioni con l'UE e gli USA rimangono tese

Con un referendum tenutosi nel giugno 2020 sono state approvate diverse riforme alla costituzione, con una maggioranza del 78% dei voti. Le riforme includono un emendamento che consente al presidente Vladimir Putin di candidarsi nuovamente alla presidenza nel 2024 e gli permette di svolgere altri due mandati di sei anni.

Dallo scoppio della crisi ucraina all'inizio del 2014, i rapporti della Russia con l'UE e gli USA si sono deteriorati. L'intervento della Russia nella guerra civile in Siria ha aggiunto un'altra area di conflitto alle già tese relazioni. L'annessione della Crimea da parte di Mosca nel marzo 2014, il suo tacito sostegno alle forze separatiste nell'Ucraina orientale e le attività dei servizi segreti in Europa hanno scatenato una serie di sanzioni da parte dell'UE e degli USA (congelamento dei beni, divieti di viaggio per diverse persone, limitazioni di finanziamento che restringono l'accesso ai mercati dei capitali UE/USA, restrizioni all'esportazione di alcuni tipi di prodotti ad alta tecnologia verso la Russia).

Le prospettive di un miglioramento a breve termine delle relazioni tra la Russia e l'UE e gli Stati Uniti sono scarse. Gli Stati Uniti hanno attuato ulteriori sanzioni nel 2019 ed è probabile che nel 2020 aumentino le sanzioni relative al progetto Nord Stream 2.

Situazione economica

L'economia è in sofferenza a causa dei bassi prezzi del petrolio e delle scarse prospettive di crescita globale

Dopo una crescita di appena l'1,3% nel 2019, l'economia russa dovrebbe subire una contrazione del 6,3% nel 2020, a causa di un doppio colpo dovuto alle misure di distanziamento sociale e allo shock globale del prezzo del petrolio. Nel 2021 si prevede un rimbalzo del 3,3%.

Le misure di distanziamento fisico sono state gradualmente allentate a partire da metà maggio dopo un periodo di lockdown di sette settimane. Tuttavia, si prevede ancora una contrazione dei consumi privati di oltre il 5% nel 2020, mentre gli investimenti diminuiranno di oltre il 13%. Sia il calo del prezzo del petrolio che la diminuzione della domanda di petrolio colpiranno duramente l'economia russa (le esportazioni di petrolio e gas rappresentano il 55% delle esportazioni totali e circa il 40% delle entrate del governo federale). Le esportazioni dovrebbero contrarsi di oltre l'11% nel 2020 a causa dei tagli alla produzione di petrolio, mentre le importazioni dovrebbero diminuire del 23%, in quanto la domanda interna diminuisce e il governo mantiene la sua politica di sostituzione delle importazioni.

Dopo che una guerra dei prezzi per la quota di mercato tra Arabia Saudita e Russia aveva portato ad un forte calo del prezzo del petrolio al di sotto dei 20 dollari al barile, nell'aprile 2020 i membri del cartello OPEC e la Russia hanno concordato di ridurre la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno. Come risultato di questo accordo, si prevede che la Russia perderà 150-160 miliardi di dollari di entrate da esportazioni nel 2020. Secondo la US Energy Information Administration (EIA), il prezzo medio del petrolio al barile sarà di 40,50 dollari al barile nel 2020, un prezzo inferiore ai 45 dollari richiesti dalla Russia per la sostenibilità fiscale a lungo termine.

Politiche monetarie e fiscali per sostenere l’economia

Per combattere la recessione, sia il governo che la Banca Centrale hanno annunciato una serie di misure a sostegno delle imprese e delle famiglie colpite. All'inizio di giugno 2020 il governo ha approvato ulteriori misure fiscali per un valore di 5.000 miliardi di rubli (72 miliardi di dollari), dopo un primo pacchetto di stimolo di 40 milioni di dollari annunciato a marzo. Il saldo di bilancio della Russia passerà da un disavanzo del 2,2% del PIL nel 2019 ad un deficit del 5,2% del PIL nel 2020, a causa del basso prezzo del petrolio, della debole attività economica locale e delle misure di sgravio fiscale. In particolare, il basso prezzo del petrolio intaccherà il bilancio della Russia, con le relative entrate che dovrebbero diminuire di circa il 20%. Tuttavia, il più debole tasso di cambio del rublo compenserà un calo più accentuato.

Il rublo russo si è deprezzato del 23% rispetto al dollaro nel periodo gennaio-marzo 2020, a 80 rubli contro 1 dollaro, ma da allora ha recuperato una parte del suo valore. Questo rimbalzo è stato dovuto alle vendite di valuta estera della Banca Centrale e del Ministero delle Finanze che hanno sostenuto la valuta, ma anche al solido contesto fiscale della Russia e ai rendimenti reali positivi, rendendo le attività russe attraenti per gli investitori stranieri. Si prevede che il rublo sarà scambiato ad una media di 71 contro 1 USD nel 2020, un deprezzamento del 9,2% rispetto al 2019. Il rimbalzo del rublo dopo la sua debolezza ha permesso alla Banca Centrale della Russia di attuare diversi tagli dei tassi per sostenere l'economia, dal 6,25% all'inizio del 2020 al 4,5% a giugno. Ci si attende ulteriori tagli dei tassi, in quanto la Banca Centrale è più preoccupata di un rallentamento dell'inflazione troppo al di sotto del suo obiettivo del 4% che di un suo incremento.

Il debito estero dovrebbe aumentare dal 26% del PIL nel 2019 al 34% del PIL nel 2020, ma diminuire nuovamente nei prossimi anni. Le proiezioni mostrano come il debito estero sia piuttosto resistente contro gli shock macroeconomici. Mentre le riserve di valuta estera dovrebbero diminuire da 443 miliardi di dollari nel 2019 a 399 miliardi di dollari nel 2020, esse rimangono comunque elevate, a 22 mesi di copertura delle importazioni.

Il settore bancario russo è sotto pressione a causa della crisi economica, che grava pesantemente sulla redditività e sulla qualità degli attivi. Il tasso di non-performing loan è elevato, pari al 9,4%, e probabilmente aumenterà ulteriormente in quanto le famiglie e le imprese dovranno affrontare crescenti difficoltà nel rimborso dei loro debiti. Tuttavia, l'indice di adeguatezza patrimoniale del 12,7% è sufficientemente elevato da consentire alle banche di resistere alle tensioni finanziarie.

Le principali debolezze strutturali pesano sulle prospettive di crescita

La prospettiva a medio termine di tassi di crescita più elevati e sostenibili rimane limitata.  Le sanzioni internazionali ridurranno l'afflusso di investimenti diretti esteri nei prossimi anni. Le debolezze strutturali (come la contrazione della forza lavoro, la dipendenza dai settori delle risorse naturali, le debolezze istituzionali, la scarsa crescita della produttività e il difficile contesto imprenditoriale) continueranno a pesare sulla crescita.

Il clima imprenditoriale russo è impantanato nell'incertezza per quanto riguarda i diritti di proprietà, la carenza di infrastrutture di trasporto e la mancanza di concorrenza nei mercati dei beni e dei servizi. Tutto ciò costituisce un deterrente di fondo per gli investimenti, indispensabili per modernizzare il settore energetico e per contribuire alla diversificazione dell'economia. Anche prima dello scoppio della crisi ucraina, il livello degli investimenti era troppo basso e gli investimenti diretti esteri troppo limitati, in parte a causa di un clima economico sfavorevole e della forte influenza dello Stato su gran parte dell'economia. Tutto ciò è ora aggravato dalle sanzioni internazionali imposte dall'UE e dagli USA che mirano a contrastare i trasferimenti di tecnologia e i finanziamenti alle imprese russe, soprattutto nel settore energetico e militare.