MENA Rapporto Paese Tunisia 2018

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24 luglio 2018

Affrontare la burocrazia e riformare i sistemi fiscali e di sussidio sono necessari per migliorare le condizioni economiche e ridurre l'alto tasso di disoccupazione.

Tunisia 2018 - Panoramica
Tunisia 2018 - Settori

Situazione politica

Persiste una situazione di sicurezza fragile

L’attuale coalizione di governo di unità nazionale è ancora instabile e incline alle tensioni. Costituita da partiti islamici (moderati) e laici, tale coalizione è priva di una coesione ideologica, il che ostacola un processo decisionale efficace e il progresso delle riforme. La principale alleanza secolare in parlamento, Nidaa Tounes, è influenzata da continue tensioni dovute a questioni di leadership e di direzione politica. Le elezioni municipali del maggio 2018 hanno registrato una bassa affluenza alle urne, inferiore al 40%, che riflette la diffusa disillusione degli elettori dovuta alla tesa situazione economica e alla mancanza di progressi nelle riforme politiche ed economiche.

La situazione della sicurezza interna è ancora tesa, e il rischio di attacchi terroristici rimane elevato. Tra le sfide principali ci sarà dunque quella di contrastare questa minaccia cercando al contempo di preservare le libertà democratiche. Il dissenso sociale rimane elevato e si riflette nelle frequenti proteste e scioperi che perturbano le operazioni commerciali e influenzano negativamente il clima degli investimenti. Tuttavia, non si prevede che le proteste possano facilmente portare a disordini diffusi e a una minaccia per la democrazia a breve termine.

Situazione economica

Restano da affrontare le seguenti sfide

Tunisia 2018 - Pil

Nel 2018 e nel 2019 la crescita del PIL dovrebbe rimanere moderata (2,5% e 1,8% rispettivamente) e insufficiente a ridurre sostanzialmente l’elevato tasso di disoccupazione di oltre il 15%. Il lento progresso delle riforme e le tensioni sociali continuano a pesare sulle prospettive a medio termine, mentre l’espansione economica resta fortemente dipendente dalla situazione della sicurezza. L’inflazione è in aumento nel 2018, a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’indebolimento della moneta, con ripercussioni negative sul reddito disponibile delle famiglie. Ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della banca centrale per combattere l’inflazione potrebbero influire negativamente sulla crescita. Il settore finanziario continua a essere debole e il livello dei crediti in sofferenza è elevato.

Tunisia 2018 - Saldo di bilancio

Il disavanzo di bilancio dovrebbe diminuire solo gradualmente nel 2018 e nel 2019, sulla base di un programma dell’FMI (nel maggio 2016 l’FMI ha approvato un accordo quadriennale di Extended Fund Facility per un importo di 2,9 miliardi di USD).

Nel 2017, il debito pubblico è aumentato, attestandosi ad oltre il 70% del PIL e rimane vulnerabile alle fluttuazioni dei tassi di cambio a causa dell’elevata quota denominata in valuta estera di ca. il 65%. Tra le priorità chiave della riforma fiscale si annoverano la riforma delle istituzioni pubbliche inefficienti e il contenimento del salatissimo conto degli stipendi statali (che rappresenta il 70% della spesa primaria corrente), e a tal fine sono state attuate alcune misure di austerità. Il governo tunisino ha annunciato che taglierà le sovvenzioni per il carburante e impedirà l’aumento dei salari pubblici. Tuttavia, le misure di austerità incontrano la forte resistenza dei potenti sindacati e finora l’attuazione del programma dell’FMI è stata debole. Qualsiasi mancato versamento da parte dell’FMI potrebbe avere un impatto considerevole, in quanto la Tunisia dipende fortemente dall’assistenza internazionale per finanziare i suoi disavanzi.

Tunisia 2018 - Debito estero

Anche la posizione esterna della Tunisia rimane vulnerabile, con disavanzi elevati delle partite correnti pari a circa il 10% del PIL all’anno. Le riserve in valuta estera sono scese a un livello minimo di copertura delle importazioni di tre mesi (insufficiente a coprire l’ingente fabbisogno lordo di finanziamento estero) e il paese per il momento continuerà a dipendere dal sostegno multilaterale. Per migliorare la competitività con l’estero e ridurre la pressione sulle riserve, la Banca centrale ha convenuto con l’FMI di accelerare il deprezzamento del tasso di cambio gestito (paniere formato principalmente da euro e dollari statunitensi) e di intervenire meno. Occorrono riforme strutturali più incisive per accelerare la crescita economica e ridurre l’elevato tasso di disoccupazione. Al fine di migliorare le condizioni dell’economia è necessario pertanto snellire la burocrazia, ridurre la corruzione e riformare i sistemi fiscali e di sovvenzioni.

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