Market Monitor Chimico Cina 2017

Market Monitor

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  • Chimico

20 luglio 2017

L'industria chimica cinese è entrata in una fase di crescita inferiore ma ancora solida, con tassi di crescita della domanda di sostanze chimiche ancora al di sopra della media globale.

 

  • Crescita più lenta, ma ancora solida
  • I pagamenti richiedono in media 60-90 giorni
  • Difficoltà finanziarie per le imprese private

L'industria chimica cinese è entrata in una fase di rallentamento, pur continuando a registrare una solida performance, a causa della frenata della crescita del PIL della Cina (le previsioni indicano un aumento del 6,6% nel 2017 e del 6,2% nel 2018). Tuttavia, nonostante il rallentamento la crescita del PIL e la domanda di prodotti chimici continuano a mantenersi al di sopra della media a livello globale. La performance dell'industria chimica cinese risente ancora della mancanza di tecnologie avanzate nonostante gli sforzi del governo per accelerare l'acquisizione di know-how dall'Occidente. Molte imprese cinesi continuano a non investire abbastanza in Ricerca e Sviluppo e si affidano principalmente all'importazione di tecnologia. Il governo sta incoraggiando attivamente le joint venture tra imprese estere e aziende a partecipazione statale. Per gli investitori esteri, i vantaggi di investire in Cina includono un mercato domestico in crescita, in cui le imprese estere possono vendere i loro prodotti, e i costi bassi di edilizia e manodopera per la costruzione di nuovi progetti. Nel lungo termine, la crescente industrializzazione e urbanizzazione della Cina fornirà ulteriori opportunità di crescita per l'industria chimica, mentre l'espansione del ceto medio cinese farà aumentare la domanda di prodotti chimici di qualità più elevata.

Molti sotto-settori hanno risentito dell'eccesso di capacità causato dal modello di crescita orientato sugli investimenti che, in passato, ha portato a una spesa eccessiva in molti stabilimenti. La conseguenza dell'eccesso di capacità produttiva è stata la flessione della redditività delle imprese in alcuni segmenti, ad esempio nella produzione di acido tereftalico purificato e di fertilizzanti, mentre la riduzione dei prezzi ha influito negativamente sull'industria della prospezione del petrolio. Tuttavia, i settori della raffinazione e dei prodotti petrolchimici registrano una crescita sostenuta grazie alla riduzione dei costi e alla solida domanda. Il fatturato dell'industria petrolchimica cinese ha toccato 13,29 trilioni di Renminbi (1,79 trilioni di Euro) nel 2016, mentre i profitti si sono mantenuti stabili intorno a 644,4 miliardi di Renminbi (87 miliardi di Euro) con un tasso di redditività medio del 4,8%. L'eccesso di capacità produttiva è stato alquanto ridotto nel segmento della chimica fine e di specialità, favorendo la stabilizzazione del mercato.

La concorrenza nel settore chimico cinese è forte poiché l'eccesso di capacità produttiva ha spinto le imprese a tagliare la produzione e i prezzi allo scopo di ottenere un vantaggio competitivo. Questa strategia va a discapito delle piccole e medie imprese, che sono costrette ad abbandonare il mercato o devono fondersi con aziende più grandi.

I pagamenti nel comparto chimico cinese richiedono in media 60-90 giorni. Il livello di ritardi di pagamento e insolvenze è nella media e non ci aspettiamo un aumento dei fallimenti quest'anno grazie alla relativa stabilità della domanda di prodotti chimici in tutti i sotto-settori e tra i diversi segmenti di consumo.

Il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore chimico cinese è generalmente neutro in tutti i principali sotto-settori (chimica di base, prodotti petrolchimici, chimica fine e di specialità). Prendiamo in considerazione l'andamento di ciascun sotto-settore, la composizione degli azionisti e il settore di attività (vendita o produzione) dell'acquirente, i dati finanziari e le linee di finanziamento. Adottiamo maggiore cautela nei confronti delle imprese private di questo settore che mostrano un indebitamento elevato poiché le banche stanno limitando l'offerta di prestiti alle imprese private e ciò potrebbe comportare seri problemi in termini di capitale circolante.

 

 

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