Market Monitor Alimentare Regno Unito 2017

Market Monitor

  • Regno Unito
  • Alimentare

12 dicembre 2017

A causa dell'incapacità di assorbire costi di input più elevati e una maggiore pressione sui margini, sia i ritardi di pagamento sia le insolvenze sono aumentati nel 2017.

  • Forte pressione sui margini di profitto dovuta all'aumento dei costi d’importazione
  • I pagamenti richiedono in media 45-60 giorni
  • Aumento dei ritardi di pagamento e delle insolvenze

Benché la domanda e i fatturati si siano mantenuti solidi nel 2017, il settore alimentare britannico ha dovuto confrontarsi con sfide crescenti a causa della forte dipendenza dalle importazioni (nel 2016, il 48% degli alimenti consumati nel Regno Unito era importato). La svalutazione della Sterlina inglese dopo il referendum sulla Brexit a giugno del 2016 (pari a circa il 15% nei confronti dell'Euro) ha fatto aumentare i costi delle materie prime e dei prodotti alimentari per molte imprese di produzione e trasformazione dipendenti dalle importazioni, facendo salire i costi e favorendo la contrazione dei margini di profitto.

A causa del potere di mercato dei principali rivenditori e l'attuale guerra dei prezzi nel segmento del retail alimentare, le imprese britanniche lungo la catena del valore hanno avuto difficoltà a trasferire gli aumenti sui prezzi. Il potere contrattuale nei confronti dei rivenditori è limitato dal fatto che il segmento dei produttori alimentari è dominato da imprese medio-piccole in un mercato molto frammentato.

Mentre l'effetto iniziale dell'aumento dei prezzi è stato parzialmente compensato da contratti a termine e meccanismi di copertura, nel 2017 si è avuta una forte inflazione dei prezzi dei prodotti alimentari, e si prevede che questo trend continui nel 2018 poiché i maggiori rivenditori cercheranno di trasferire l’aumento dei costi sui consumatori.

L'aumento dei costi delle importazioni ha fatto aumentare la pressione in un mercato già altamente competitivo in cui le imprese di produzione e trasformazione alimentare devono accontentarsi di margini di profitto bassi o in calo per salvaguardare i loro rapporti con i clienti. In alcuni casi, ciò ha un effetto destabilizzante per le imprese che accettano termini sfavorevoli. Abbiamo già notato diversi casi di erosione dei prezzi in procedure di gara con contratti sottoscritti al solo scopo di mantenere i volumi di vendita, e coprire le spese del personale, ma che non sostenibili nel lungo termine.

Allo stesso tempo, le imprese orientate all'export beneficiano della svalutazione della Sterlina, soprattutto nel segmento delle bevande, l'unico sotto-settore che mostra un saldo commerciale positivo (in particolare, grazie alle esportazioni di whisky).

La pressione sui margini di profitto e la debolezza della Sterlina hanno scatenato un'ondata di fusioni e acquisizioni nel 2017. Nonostante le incertezze crescenti legate alla Brexit, le attività nel Regno Unito continuano ad attirare investitori esteri e questo andamento dovrebbe proseguire anche nel 2018. Tuttavia, abbiamo osservato che le imprese alimentari restano riluttanti ad investire, preferendo aspettare che vi sia maggiore chiarezza sull'esito dei negoziati per la Brexit.

I pagamenti nel settore alimentare britannico richiedono in media 45-60 giorni e il comportamento di pagamento è stato piuttosto buono negli ultimi due anni. Tuttavia, a causa dell'impossibilità di assorbire un ulteriore aumento dei costi di produzione e della maggiore pressione sui margini di profitto, i casi di ritardo e insolvenza sono aumentati quest'anno e dovrebbero continuare a crescere nel primo semestre del 2018; inoltre, i casi di fallimento nel settore alimentare dovrebbero aumentare del 5% a causa dell'incertezza nei confronti della Brexit e delle sue implicazioni per il commercio transfrontaliero (in particolare per quanto riguarda l'Irlanda, il principale partner commerciale del settore alimentare). Alcuni grandi operatori continuano a fare pressione sui prezzi e a richiedere termini di pagamento più lunghi, aumentando le difficoltà di liquidità delle imprese più piccole. Si prevede che, qualora prevalga una "hard Brexit", gli effetti legati all'uscita dal Mercato Unico Europeo e la conseguente applicazione delle tariffe OMC su un settore con margini di profitto limitati (quale quello alimentare) potrebbero essere significativi.

Detto questo, il settore alimentare ha mostrato di saper affrontare periodi di minore redditività attraverso un attento controllo dei costi; inoltre, è ancora possibile sperare in un aumento dei prezzi che contribuirebbe a migliorare la redditività dell'intero settore. L'esito delle trattative in materia di prezzi, soprattutto tra rivenditori e produttori alimentari, determinerà in larga misura l'andamento dei casi di mancato pagamento e insolvenza del settore. Prevediamo che i rivenditori trasferiranno gradualmente i costi sui consumatori nel 2018 per ridurre la pressione sui margini di profitto. Nonostante gli attuali problemi, l'accesso al finanziamento esterno (ossia, ai prestiti bancari) non presenta difficoltà per le imprese del settore alimentare e i prestiti garantiti sono ampiamente utilizzati in questa industria.

Al momento, il nostro approccio assicurativo si conferma generalmente aperto o neutro. Manteniamo un livello di rischio accettabile grazie ai nostri numerosi contatti nel settore, pur prestando particolare attenzione agli sviluppi dell'industria e alle dinamiche e sfide lungo l'intera catena del valore.

Il nostro approccio assicurativo è generalmente aperto per quanto riguarda il retail alimentare, caratterizzato soprattutto da operatori solidi. Lo stesso vale per il settore dei prodotti lattiero-caseari che, nonostante le attuali sfide, ha mostrato un miglioramento nel 2017.

Siamo invece più cauti nei confronti dei segmenti della carne e dei prodotti ortofrutticoli poiché entrambi sono fortemente dipendenti dalle importazioni e devono quindi confrontarsi con livelli elevati d'inflazione dei costi ed erosione dei margini di profitto. Questa situazione dovrebbe proseguire finché il tasso di cambio si manterrà debole.

Il settore alimentare britannico continua ad essere vittima di casi di frode (frodi da impersonificazione o attraverso società a "vita breve"), soprattutto nei sotto-settori della carne e dei prodotti ortofrutticoli. Abbiamo osservato un aumento significativo delle frodi da impersonificazione nel 2017, soprattutto a discapito di fornitori esteri.

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