Market Monitor Alimentare Irlanda 2018

Market Monitor

  • Irlanda
  • Alimentare

19 dicembre 2018

Nonostante gli sforzi delle imprese esportatrici di diversificare l’export al di là del Regno Unito, la scelta di una “hard Brexit” continua a rappresentare uno dei principali rischi per il settore.

Market Monitor Alimentare Irlanda 2018

  • Il settore dei prodotti agroalimentari e delle bevande rappresenta quasi l’8% dell’economia dell’Irlanda, oltre il 10% delle sue esportazioni e circa l’8% degli occupati. Nel 2017 il valore totale del settore alimentare irlandese è stato pari a 26 miliardi di Euro, di cui 13,6 miliardi rappresentati dalle esportazioni (in crescita del 13% rispetto all’anno precedente).
  • Negli ultimi due anni tutti i principali sotto-settori hanno registrato una performance sostanzialmente positiva. Nel 2018 le imprese di trasformazione della carne hanno beneficiato della solida domanda sul mercato interno ed estero, tra cui l’aumento delle vendite in Asia. Il segmento dei prodotti lattiero-caseari ha beneficiato dell’aumento delle vendite di latte in polvere nei nuovi mercati d’oltremare, mentre il  segmento del retail, caratterizzato da forte concorrenza, ha registrato una domanda solida e crescente sul mercato interno.
  • Nel 2017 le vendite verso il Regno Unito hanno rappresentato il 35% delle esportazioni (in flessione rispetto al 37% nel 2016 ed al 41% nel 2015), mentre gli altri mercati UE hanno rappresentato il 33%. Il deprezzamento della Sterlina inglese nei confronti dell’Euro all’indomani del referendum sulla Brexit nel giugno 2016 ha avuto conseguenze negative per molti esportatori. Nel frattempo, le imprese irlandesi hanno iniziato a diversificare aumentando la loro quota di mercato nell’Europa continentale, pur se con margini di profitto bassi.
  • Nonostante gli sforzi delle imprese esportatrici di diversificare l’export al di là del Regno Unito, la scelta di una “hard Brexit” continua a rappresentare uno dei principali rischi per il settore. L’eventuale imposizione di dazi da parte del Governo britannico sulle importazioni alimentari dopo l’uscita dall’UE avrebbe un effetto devastante sul settore alimentare irlandese: ad esempio, alle esportazioni di formaggio Cheddar nel Regno Unito, stimate ad oltre 300 milioni di Euro, sarebbe imposto un dazio del 55%.
  • Una “hard Brexit” potrebbe anche determinare ritardi nella spedizione di prodotti freschi verso l’Europa, facendo aumentare i costi e riducendo la competitività (quasi l’80% delle esportazioni irlandesi verso l’UE transita per il Regno Unito). Anche la spedizione di animali vivi tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord potrebbe diventare un problema.
  • Nell’ottica di contrastare la minaccia di dazi nell’eventualità di una “hard Brexit”, le imprese irlandesi hanno continuato ad acquisire piccoli operatori nel Regno Unito per garantirsi il continuo accesso al mercato britannico dopo la Brexit. Inoltre, prosegue un processo di concentrazione tra le imprese alimentari più piccole.
  • I pagamenti nel settore alimentare irlandese richiedono in media 45 giorni. Il comportamento di pagamento del settore si è mantenuto ottimo negli ultimi 12 mesi, con un livello basso di ritardi, mancati pagamenti e insolvenze. Per il momento, il nostro approccio assicurativo resta quindi positivo.

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