Market Monitor-Alimentare-Polonia-2016

Market Monitor

  • Polonia
  • Alimentare

06 dicembre 2016

I fallimenti di imprese nel settore alimentare al dettaglio sono aumentati nel 2016, inoltre i piccoli operatori soffrono la forte concorrenza e i bassi margini.

  • Indebitamento elevato di molte imprese
  • Aumento del numero di ritardi di pagamento e insolvenze in alcuni segmenti
  • I pagamenti richiedono in media 45 giorni

Il settore alimentare polacco contribuisce al 6% del PIL del paese e al 13% del volume delle esportazioni. I produttori alimentari possono contare sulla solida domanda interna (che rappresenta circa il 70% delle vendite) e sulla crescita delle esportazioni. Dopo l’incremento del 2,5% registrato nel 2015, le vendite sul mercato interno dovrebbero continuare ad aumentare del 3,4% quest’anno, mentre le esportazioni cresceranno del 6%.

La quota maggiore delle esportazioni polacche continua ad essere destinata ai paesi UE, in particolare Germania e Regno Unito, anche se stanno aumentando le esportazioni verso Asia e Africa. Nel 2017 il settore dovrebbe registrare una crescita di oltre il 3%. Poiché il settore alimentare polacco è altamente frammentato, è molto probabile che prosegua il processo di consolidamento e concentrazione.

Grazie al supporto di fondi d’investimento, questo processo è già ben avviato nel  segmento della trasformazione alimentare, mentre è ancora in fase iniziale per quanto riguarda il segmento dei produttori. La produzione di carne suina, che rappresenta la quota maggiore della produzione di carne della Polonia, sta registrando una contrazione a causa dei prezzi più bassi e della minore redditività, provocati in parte dall’embargo russo. Gli investimenti nel settore sono finanziati principalmente con fondi esterni e la maggior parte delle imprese  mostra quindi un tasso d’indebitamento elevato.

Dopo l’abolizione delle quote latte UE a partire dall’aprile del 2015, il settore lattiero-caseario ha dovuto affrontare maggiori difficoltà nel breve termine. Tuttavia, nel lungo termine, gli agricoltori e produttori lattiero-caseari dovrebbero beneficiare dell’aumento dei limiti di produzione ed essere quindi in grado di utilizzare la piena capacità produttiva.

I pagamenti nel settore alimentare continuano a richiedere in media 45 giorni. Il numero di ritardi di pagamento e insolvenze ha registrato un aumento in alcuni segmenti, ad esempio nel sotto-settore delle carni rosse, a causa dell’eccesso di capacità produttiva e della riduzione dei prezzi. Abbiamo anche notato un aumento dei casi di fallimento nel segmento della vendita al dettaglio di generi alimentari causati dal fatto che le imprese più piccole devono confrontarsi con la forte concorrenza e margini di profitto bassi.

Il nostro approccio assicurativo si conferma generalmente aperto nei confronti  di segmenti come quelli dei prodotti ortofrutticoli, latticini e carni bianche, mentre adottiamo maggiore prudenza per quanto riguarda il segmento della vendita al dettaglio e le imprese di macellazione e trasformazione di carni rosse. Inoltre, valutiamo con attenzione l’indice d’indebitamento/fondi propri (gearing ratio) delle singole imprese. Molti investimenti sono stati finanziati con fondi esterni e un gran numero d’imprese è quindi fortemente indebitato. Monitoriamo con particolare attenzione le imprese alimentari che dipendono  dalle esportazioni nel Regno Unito a causa del potenziale effetto della Brexit.