Market Monitor-Alimentare-Paesi Bassi-2016

Market Monitor

  • Paesi Bassi
  • Alimentare

06 dicembre 2016

I margini dei rivenditori più piccoli e dei grossisti restano sotto pressione e ci si aspetta che perdano ulteriori quote di mercato, mentre il comportamento dei clienti sta cambiando.

  • Maggiori difficoltà in futuro per i piccoli rivenditori al dettaglio
  • Continua l’impatto dell’embargo della Russia
  • I pagamenti richiedono in media 40 giorni

Paesi Bassi: Settore Alimentare | Panoramica

Nel 2015, il consumo totale di generi alimentari nei Paesi Bassi è passato da 56,7 miliardi di Euro a 57,4 miliardi di Euro: i supermercati contribuiscono per oltre il 50%, mentre la quota di mercato dei servizi di ristorazione (hotel, ristoranti, catering e piatti pronti/da asporto) continua a crescere. Si prevede che nel 2025  il valore totale delle vendite di generi alimentari avrà toccato 69 miliardi di Euro, con una crescita media annua del 2%.

Tuttavia, non tutti i grossisti e operatori al dettaglio beneficeranno dell’attuale fase di crescita: in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese, i margini di profitto si mantengono sotto pressione e la quota di mercato continua a scendere, mentre il settore sta attraversando una fase di concentrazione. Inoltre, l’offerta di generi alimentari da parte di operatori non  del settore (ad esempio, Ikea o Action) continua ad aumentare. Allo stesso tempo, il comportamento dei consumatori si sta modificando a spese dei rivenditori: durante la crisi economica, infatti, la quota di mercato dei rivenditori era cresciuta grazie alla maggiore attenzione nei confronti del prezzo, mentre con la ripresa i consumatori sono tornati a spendere per alimenti e bevande consumati fuori casa o consegnati a domicilio, un servizio che ha registrato un’ottima crescita negli ultimi due anni. I rivenditori olandesi del settore alimentare dovranno essere in grado di reagire/ adattarsi alle nuove abitudini di  acquisto dei consumatori.

I Paesi Bassi sono uno dei principali esportatori di prodotti agroalimentari a livello mondiale. Le esportazioni di generi alimentari sono state pari a 60 miliardi di Euro nel 2015 (90% alimenti freschi e lavorati, 10% bevande e tabacco). Più di un quarto delle esportazioni alimentari è costituito da riesportazioni, ossia prodotti alimentari importati che vengono trasformati e riesportati. Grazie alla debolezza del cambio dell’Euro e alla domanda crescente da parte dei mercati esteri, le esportazioni alimentari hanno registrato un aumento nel 2015, in particolare verso Regno Unito (+5,9%), Stati Uniti (+20,4%) e Svizzera (+27,5%). 

I prodotti destinati al mercato asiatico rappresentano oltre il 10% dell’export alimentare del paese. Nonostante la crescita delle esportazioni nel 2016, le transazioni commerciali con il Regno Unito hanno risentito della svalutazione della Sterlina a seguito della Brexit; inoltre, l’embargo alimentare della Russia continua a pesare sul settore, in particolare per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli. Le esportazioni alimentari verso la Russia hanno registrato una flessione di oltre il 50% negli ultimi due anni. Nel 2016 l’andamento generale  della domanda nel settore alimentare belga si è confermato positivo, in  particolare grazie all’aumento delle esportazioni. Il settore dovrebbe continuare  a registrare una buona performance anche nel 2017, con una crescita prevista  del valore aggiunto dell’1,8%. Le imprese della regione delle Fiandre contribuiscono per oltre l’80% al fatturato e all’esportazioni del settore  alimentare. I dati occupazionali si sono mantenuti stabili negli ultimi due anni: nel 2015 il numero di persone direttamente impiegate nel settore è di 82.000, mentre 128.000 sono le persone che risultano impiegate nell’indotto.

Dopo la  diminuzione registrata nel 2013 e 2014, gli investimenti delle imprese sono tornati ad aumentare nel 2015, portandosi a 996 milioni di Euro. Ogni anno il settore alimentare contribuisce positivamente alla bilancia commerciale del  Belgio. L’aumento delle esportazioni è un fattore chiave per l’ulteriore crescita del settore: qualità e standard di sicurezza, uniti a innovazione nei processi e nei  prodotti, sono tra gli elementi alla base del successo delle esportazioni del  settore. Le principali destinazioni restano Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, con esportazioni in aumento verso Stati Uniti, Giappone e paesi BRIC (in particolare, bevande alcoliche e cioccolato). I mercati oltremare offrono le migliori opportunità di crescita (nel 2015 le esportazioni di generi alimentari in questi mercati hanno registrato un aumento del 19%).

Tuttavia, la concorrenza è molto forte e i margini di profitto di molte imprese alimentari belghe risentono dei costi elevati per energia e manodopera, in particolare per quanto riguarda le imprese più piccole. I costi per la manodopera sono di oltre il 20% più alti rispetto a Francia, Germania e Paesi Bassi, ossia i paesi in cui operano i principali concorrenti, mentre i costi per l’energia sono aumentati in modo significativo a causa degli ulteriori oneri fiscali imposti dal Governo. Un altro problema è rappresentato dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime. I produttori alimentari sono costretti a trasferire  gli aumenti di prezzo sui consumatori per evitare di ridurre ulteriormente i loro margini di  profitto. Resta anche da vedere quale sarà l’impatto nel medio e lungo periodo della Brexit  sulle esportazioni alimentari belghe nel Regno Unito. Per mantenere la competitività sul  mercato interno ed estero sono necessari ulteriori investimenti in innovazione e specializzazione tecnologica.

Paesi Bassi: Settore Alimentare | Pil

Nel complesso, la domanda di generi alimentari olandesi dovrebbe continuare a crescere nel 2017 e i margini di profitto di molte imprese dovrebbero mantenersi stabili. Le banche sono generalmente inclini a concedere finanziamenti e il tasso d’indebitamento delle imprese è piuttosto basso. I pagamenti richiedono in media 40 giorni; il numero di ritardi nei pagamenti,  mancati pagamenti e insolvenze continua ad essere basso rispetto ad altri comparti industriali olandesi. In linea con l’andamento generale del paese, i casi d’insolvenza nel settore si sono ridotti nel 2015 e 2016, rispettivamente del 17% e del 25%.

Probabilmente questo andamento positivo avrà una battuta d’arresto nel 2017 e il numero di casi d’insolvenza si manterrà stabile. Per il momento, il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore alimentare si conferma aperto alla luce del fatto che la performance positiva dovrebbe proseguire anche nel 2017.

Paesi Bassi: Settore Alimentare | Swot