Rapporto Paese Vietnam 2020

Rapporto Paese

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06 maggio 2020

Esportazioni in calo nel 2020 dopo due anni di crescita a doppia cifra.

Performance forecast of Vietnamese industries

Situazione politica

Le riforme economiche non sono state accompagnate da quelle politiche

Il Partito comunista vietnamita rimane saldamente al potere, nonostante il crescente malcontento dell'opinione pubblica per la mancanza di libertà personale, la corruzione del governo e la confisca delle terre da parte dell'amministrazione. Mentre la leadership ha rafforzato la sua presa sulla società civile, le riforme economiche continuano.

La disputa territoriale con la Cina sulle contrapposte rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale non è attualmente in cima all'ordine del giorno, ma rimane una questione rilevante per il futuro delle relazioni bilaterali. Per contrastare la crescente assertività cinese, il Vietnam intende migliorare la sua cooperazione politica e di sicurezza con gli Stati Uniti e il Giappone. Tuttavia, nonostante il potenziamento delle sue forze navali, il Vietnam non ha la capacità militare per rispondere ad una qualsiasi azione cinese. Allo stesso tempo, la Cina è un partner commerciale importante e potente, e il settore manifatturiero del Vietnam dipende fortemente dalle materie prime importate dalla Cina. Inoltre, date le somiglianze ideologiche dei regimi di entrambi i Paesi, c'è ancora una forte fazione pro-Cina all'interno del Partito comunista vietnamita.

Situazione economica

Non si prevedono per il futuro i tassi di crescita elevati degli anni scorsi

L'economia è cresciuta del 7% nel 2019, poiché un'impennata delle esportazioni verso gli Stati Uniti ha compensato l'indebolimento della domanda cinese. Anche i consumi privati e gli investimenti fissi hanno avuto un buon andamento, aiutati dalla rapida crescita dei salari, dall'aumento del turismo e dell'industria manifatturiera di esportazione.

Tuttavia, nel 2020 la performance economica è fortemente influenzata dalla pandemia di coronavirus, con una crescita del PIL che dovrebbe rallentare al di sotto del 2%. Ne risentono sia la domanda interna che le esportazioni; i settori più colpiti saranno il turismo, i trasporti (aviazione), l'elettronica, l'industria tessile e l'agricoltura.

All'inizio del 2020 i produttori con catene di fornitura dipendenti dalla Cina hanno iniziato a subire delle interruzioni. Le supply chain del Vietnam sono strettamente legate al suo vicino del Nord, provengono infatti dalla Cina oltre il 40% dei beni intermedi fondamentali utilizzati come input per produrre merci vietnamite (i produttori tessili si procurano addirittura il 60% delle importazioni di tessili dalla Cina). Anche l'agricoltura è stata colpita in quanto la Cina è il più grande mercato di esportazione per l'agricoltura, la silvicoltura e i prodotti ittici vietnamiti.

A causa del rallentamento dell'economia globale e del forte deterioramento dell'economia negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone (principali partner commerciali del Vietnam), si prevede che le esportazioni si contrarranno di oltre il 4% nel 2020, dopo tassi di crescita annua del 14% nel 2019 e nel 2018. Si prevede inoltre una contrazione degli investimenti, mentre la crescita dei consumi privati dovrebbe rallentare a circa il 3% (+7,3% nel 2019).

A marzo la Banca Centrale ha abbassato il tasso di interesse di riferimento di 100 punti base al 5% per sostenere le banche e facilitare i finanziamenti. Inoltre il governo ha lanciato ampi pacchetti di stimolo a sostegno delle imprese e dei consumatori. Il debito pubblico è ancora elevato (53% del PIL nel 2019), e si prevede che il deficit fiscale aumenterà sostanzialmente nel 2020, di oltre il 5%. L'aumento del debito pubblico aumenta il rischio di sofferenza del debito e limita lo spazio fiscale.

La struttura del debito estero del Vietnam è stabile (con scadenze lunghe e finanziato dai creditori pubblici negli ultimi due anni) e si prevede che diminuirà ulteriormente nei prossimi anni. Le riserve di valuta estera sono in aumento e sufficienti a coprire il fabbisogno di finanziamento esterno. Dopo essere rimasto più o meno stabile nel 2019, il tasso di cambio dong contro il dollaro USA ha subito una pressione maggiore nel 2020, a causa delle difficoltà economiche sia interne che estere.

Permangono severi rischi per l’economia

Una recessione economica globale più profonda di quanto attualmente previsto, scatenata dalla pandemia di coronavirus, rappresenta un rischio negativo per la performance economica del Vietnam. Poiché la sua economia aperta dipende fortemente dal commercio estero, ciò potrebbe avere effetti a catena significativi. Inoltre, il crescente protezionismo (ad esempio, un'altra escalation della guerra commerciale sino-americana e potenziali misure protezionistiche statunitensi contro il Vietnam stesso) potrebbe danneggiare l'economia.

Prospettive buone sul medio-lungo termine

Il Vietnam è la principale alternativa regionale a basso costo rispetto alla Cina per la produzione orientata all'esportazione. Lo spostamento della produzione destinata all'esportazione dalla Cina al Vietnam è già decollato prima della guerra commerciale sino-americana, a causa dei costi di produzione relativamente bassi del Vietnam, soprattutto nel settore dell’abbigliamento. Questa tendenza ha subito un'accelerazione nel 2019, poiché il Paese ha beneficiato della diversificazione commerciale innescata dal conflitto commerciale. Oltre alla produzione tessile, la produzione di beni di consumo e di prodotti ICT si sta sempre più spostando dalla Cina al Vietnam. Inoltre, la tendenza a spostare la produzione dalla Cina potrebbe essere accelerata dalle interruzioni della catena di approvvigionamento legate al coronavirus che hanno colpito molte aziende in tutto il mondo.

Sono ancora presenti alcune debolezze strutturali

Nonostante le crescenti opportunità, l'ambiente imprenditoriale e il contesto per gli investimenti in Vietnam sono ancora ostacolati dalla burocrazia, dalla debolezza delle istituzioni, da problemi infrastrutturali e dalla corruzione. Nonostante alcuni miglioramenti, il settore bancario rimane debole.