Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2018

Market Monitor

  • Paesi Bassi
  • Alimentare

19 dicembre 2018

La crescita è destinata a continuare, ma il forte orientamento all'esportazione rende molte imprese alimentari sensibili alle controversie commerciali e alle fluttuazioni dei prezzi e delle valute.

  • La Brexit potrebbe rappresentare un problema per le imprese esportatrici
  • Solidità della domanda interna e dell’export
  • I pagamenti richiedono in media 45 giorni

Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2018 - Panoramica

Il settore alimentare olandese ha continuato ad espandersi nel 2018, con una crescita stimata del valore aggiunto di oltre il 4,5% nel 2018 e un ulteriore aumento di oltre il 2% previsto per il 2019. I consumi interni sono sostenuti dalla continua crescita economica e dal livello elevato di fiducia dei consumatori, mentre la domanda di export si conferma solida. La redditività delle imprese alimentari olandesi è generalmente elevata e i margini di profitto sono aumentati nel 2018 e dovrebbero mantenersi stabili nel 2019.

Il sotto-settore del retail alimentare ha continuato a crescere nel 2018 portandosi ad oltre 59 miliardi di Euro. I servizi di ristorazione(catering, ristoranti, tempo libero, hotel e punti vendita su strada) rappresentano circa il 35% della spesa totale, mentre la quota del retail alimentare è pari a circa il 65%.

Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2018 - Pil

Il segmento dei servizi di ristorazione continua a crescere grazie al solido andamento dell’economia e al fatto che sempre più persone tendono a mangiare fuori casa. Questa abitudine è favorita dal numero crescente di donne che lavorano, dalla generazione dei Millennials, dagli stili di vita frenetici e dalla tendenza a consumare pasti “in movimento”. I supermercati hanno  risposto a questa tendenza aprendo negozi con piccoli convenience stores situati in zone ad alta densità di traffico, presso le stazioni ferroviarie e nei centri commerciali. Tuttavia, i prodotti di specialità hanno registrato una flessione dei volumi di vendita nella seconda metà del 2017 e nei primi sei mesi di quest’anno poiché non hanno saputo beneficiare della crescita generale della spesa alimentare. Le catene di supermercati hanno migliorato ulteriormente i loro assortimenti, favorendo un aumento della concorrenza.

Per poter sopravvivere nel lungo termine, gli operatori tradizionali si sono trasformati sempre più in negozi che forniscono specialità, pasticceria e catering di alto livello.

Il retail online di prodotti alimentari continua a crescere: benché la quota di mercato sia ancora limitata (2,8% nel 2017), molti indicatori fanno prevedere che le vendite online di prodotti alimentari aumenteranno sensibilmente nei prossimi anni, portandosi al 9% nel 2025. Per i supermercati, l’e-commerce continua in molti casi a rappresentare una fonte di perdite, ma anche un modo per aumentare la quota di mercato, fidelizzare i consumatori e impedire l’accesso a nuovi operatori.

Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2018 - Swot

I Paesi Bassi sono uno dei principali esportatori di prodotti agroalimentari a livello mondiale, secondi soltanto agli Stati Uniti. I segmenti della trasformazione della carne e dei prodotti lattiero-caseari sono i più importanti in termini di export alimentare. Il modello di business dell’industria lattiero-casearia dei Paesi Bassi è fortemente orientato all’export: Belgio, Francia e Germania rappresentano i principali mercati nell’UE, ma i  mercati d’oltremare in Asia e Medio Oriente sono d’importanza altrettanto strategica. Si prevede che la domanda di prodotti lattiero-caseari abbia un ulteriore aumento nel 2019; tuttavia, i volumi di vendita e i margini di profitto delle imprese di questo segmento sono sotto pressione a causa dei prezzi bassi dei prodotti lattiero-caseari di base nonché per la concorrenza sui prezzi degli alimenti per l’infanzia in Asia. Allo stesso tempo, la fornitura di latte olandese ha registrato un forte calo nel 2017 e 2018 a seguito dell’introduzione di un piano di riduzione dei fosfati che ha spinto gli agricoltori a ridurre il numero di vacche da latte. I Paesi Bassi sono il principale importatore ed esportatore di carne di pollame in Europa. Le condizioni di mercato in questo segmento sono favorevoli e i risultati finanziari saranno superiori alla media degli ultimi cinque anni. Nel caso del segmento fortemente orientato all’export delle carni bovine, le condizioni di mercato dovrebbero mantenersi stabili nel 2019. Per quanto riguarda il segmento delle carni suine, il contesto di mercato si è fatto più difficile a causa della concorrenza crescente e dell’aumento dei costi per le materie prime. Poiché il Regno Unito rappresenta il 14% in volume e il 16% in valore del mercato olandese delle carni suine, la scelta di una “hard Brexit” potrebbe avere forti ripercussioni.

Market Monitor Alimentare Paesi Bassi 2018 - Settori

I pagamenti richiedono in media 45 giorni; il numero di ritardi, mancati pagamenti e insolvenze continua ad essere basso rispetto ad altri comparti industriali olandesi e non si prevedono variazioni nel 2019. Le banche sono generalmente inclini a concedere prestiti; il tasso d’indebitamento delle piccole e medie imprese alimentari (fatta eccezione per le imprese più piccole con meno di 10 dipendenti) è basso rispetto ad altri paesi europei. Il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore alimentare si conferma quindi positivo per quanto riguarda la maggior parte dei principali sotto-settori, mentre resta neutro nel caso del retail di prodotti di specialità e dei latticini alla luce dei problemi evidenziati.

Tuttavia, i rischi al ribasso per il settore stanno aumentando poiché il forte orientamento all’export espone molte imprese alimentari olandesi a rischi geopolitici, controversie commerciali e oscillazioni dei prezzi/tassi di cambio. L’eventuale escalation delle dispute commerciali tra Cina e Stati Uniti e lo spettro di una “hard Brexit” potrebbero rappresentare un rischio significativo nel 2019 (in termini di valore aggiunto il Regno Unito rappresenta l’8% dell’export olandese e il 3% del PIL dei Paesi Bassi).

 

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