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L’IA spinge la crescita globale, ma nasconde fragilità fiscali

L'assemblea annuale del FMI di quest'anno ha delineato un quadro sorprendentemente positivo dell'economia globale, ma l'aumento del debito e dei costi di finanziamento potrebbero causare ...
3 Nov 2026

L’economia globale sta resistendo sorprendentemente bene o sta scivolando verso una crisi del debito?

I partecipanti alle riunioni annuali del 2026 del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e del Gruppo della Banca Mondiale a Bangkok potrebbero essere tornati a casa convinti di entrambe le cose. L’evento ha unito un cauto ottimismo a una crescente preoccupazione per lo stato delle finanze pubbliche globali. 

Non sono mancate le buone notizie, anche dopo che il FMI ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita globale dal 3,7% al 3,1%. L’intelligenza artificiale (IA) ha fornito il contributo maggiore, con gli economisti che ora la considerano un motore strutturale di crescita piuttosto che un semplice ciclo tecnologico di ultima generazione. Tra gli altri motivi di ottimismo figurano l’accelerazione dell’integrazione delle economie dell’ASEAN e la forte crescita indiana. Il nuovo presidente della Federal Reserve (Fed), Kevin Warsh, ha dichiarato durante l’incontro: «La credibilità istituzionale è fondamentale», un messaggio incoraggiante in un contesto di dubbi sull’indipendenza della Fed.  

A ciò si contrapponevano le preoccupazioni relative al debito in forte aumento nelle principali economie e all’impatto sui costi di finanziamento. Nonostante le guerre in corso in Ucraina e nel Golfo, l’aumento dei prezzi sembrava preoccupare meno i partecipanti rispetto all’elevato indebitamento e alla spesa pubblica in aumento.

Sebbene l’intelligenza artificiale (IA) fosse la protagonista assoluta dell’evento, gli economisti hanno individuato un divario crescente tra vincitori e vinti nell’ecosistema dell’IA. Molti partecipanti hanno inoltre espresso preoccupazione per la crescente dipendenza mondiale da un insieme sempre più ristretto di motori economici.  

L’IA dà il via a un’era di crescita frenetica 

La crescita spettacolare dell’IA è stata un tema centrale dell’incontro. Secondo il FMI, i forti investimenti nella tecnologia e nelle infrastrutture dell’IA stanno compensando gli shock energetici causati dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Tali investimenti contribuiranno a spingere la crescita del PIL reale al 3,1% nel 2026 e al 3,4% nel 2027. 

Il presidente della Fed Warsh ha sottolineato la dipendenza dell’economia globale dall’IA. Dal lato della domanda, ha affermato, la crescita è trainata da ingenti investimenti nelle infrastrutture di IA. Dal lato dell’offerta, l’uso dell’IA è destinato ad aumentare la ricchezza incrementando la produttività.    

Tuttavia, il FMI ha anche osservato che solo 32 paesi rappresentano il 95% della crescita globale, evidenziando un divario crescente tra chi ha accesso all’IA e chi ne è escluso. L’attività economica è sempre più concentrata nei paesi che sviluppano piattaforme chiave di IA o forniscono hardware. Stati Uniti e Cina sono i vincitori più evidenti, ma tra i beneficiari figurano anche una serie di economie dell’ASEAN che ricoprono ruoli chiave nella catena di approvvigionamento dell’IA: Thailandia, Singapore, Malesia e Vietnam. 

Troppe uova nel paniere dell’IA? 

Il successo dell’IA nel guidare la crescita economica è stato accolto con favore dai partecipanti, ma non senza riserve. Se la crescita è sempre più concentrata in paesi e settori con forti legami con l’ecosistema dell’IA, cosa accadrà se lo slancio dovesse arrestarsi? 

Il tono generale delle conferenze era ottimista, ma si temeva che la crescita del commercio avesse una base ristretta e dipendesse eccessivamente dagli scambi di beni legati all'intelligenza artificiale tra un numero limitato di paesi.

John Lorié

I vertici del FMI hanno ammesso che, sebbene l’economia globale si sia dimostrata resiliente, tale resilienza ha dei limiti. Oltre alla guerra in Medio Oriente e agli effetti di un “super El Niño”, il FMI ha individuato nelle preoccupazioni relative alla valutazione e alla redditività dell’IA un rischio al ribasso per la crescita. 

Molti economisti hanno fatto eco a tale preoccupazione. Se l’IA fosse sopravvalutata, il mondo dovrebbe diffidare di un’eccessiva dipendenza dagli investimenti, dalla produttività e dal commercio legati all’IA. Se la rivoluzione dell’IA dovesse vacillare, quali sarebbero le conseguenze per l’economia globale? 

 «Il tono generale delle conferenze era ottimista, a tratti persino euforico, soprattutto grazie agli sviluppi spettacolari nel campo dell’IA», afferma John Lorié, capo economista di Atradius, che ha partecipato all’evento.  

«Tuttavia, sono emersi timori che la crescita del commercio, che rimane relativamente forte, abbia una base ristretta e dipenda eccessivamente dagli scambi di beni legati all’IA tra un ristretto numero di paesi. Nel blocco dell’ASEAN, ad esempio, gran parte della crescita è concentrata su paesi che importano dalla Cina prodotti intermedi legati all’IA, aggiungono valore e poi li esportano, prevalentemente negli Stati Uniti.” 

Fragilità fiscale e finanziaria 

Sebbene l’atmosfera di ottimismo durante l’incontro fosse reale, dietro di essa si celava la sensazione che il successo dell’IA stesse mascherando prospettive economiche e fiscali più incerte. Il debito pubblico sta diventando un rischio importante, è emerso durante la conferenza. La precaria situazione fiscale di paesi come gli Stati Uniti, la Francia e la Cina è stata un tema ricorrente.  

Man mano che i governi aumentano il ricorso al credito, il denaro diventa più costoso o meno accessibile per le imprese. Alla fine, il debito diventa insostenibile. Gli Stati Uniti e la Francia offrono casi di studio contrastanti. Entrambi sono fortemente indebitati, entrambi presentano ingenti disavanzi di bilancio ed entrambi ne pagano il prezzo con elevati costi di interesse. Ma la Francia sembra più disposta ad attuare aggiustamenti fiscali per tenere sotto controllo il debito rispetto alla sua controparte d’oltreoceano. 

«Durante gli incontri è emerso che un aggiustamento fiscale negli Stati Uniti è improbabile nei prossimi due anni, indipendentemente dal partito che dominerà il Congresso dopo le elezioni di medio termine», afferma Lorié. «Le tasse devono aumentare, ma a Washington non c’è alcuna volontà politica in tal senso, anche se la situazione attuale è palesemente insostenibile. Al contrario, in Francia sembra esserci una crescente consapevolezza politica della necessità di agire».  

Il presidente della Fed Warsh ha dichiarato al pubblico che il periodo di stagnazione e di bassa crescita è finito, così come l’era dei tassi di interesse bassi. Molti economisti ritengono che il problema della bassa crescita sia stato sostituito da quello dell’elevato indebitamento e dell’alto costo del debito. Con l’accelerazione dell’attività economica, le imprese devono cogliere le opportunità adattandosi al contempo a una nuova realtà caratterizzata da costi di capitale più elevati.  

Le principali economie asiatiche seguono percorsi divergenti 

In linea con le emozioni contrastanti emerse durante la conferenza, sono giunte notizie sia positive che negative dalle principali economie asiatiche.  

La forte performance economica dell’India la rende l’eccezione alla regola in Asia, con una crescita del 7% nonostante la partecipazione minima alle catene di approvvigionamento dell’IA. Durante la conferenza è emerso che l’abbondanza di manodopera qualificata in India pone il Paese in una posizione favorevole per sviluppare ulteriormente i settori della trasformazione alimentare, manifatturiero e dei servizi alle imprese.  

Ma mentre l’India è un’economia chiusa, la Cina è un motore della crescita globale. Il rallentamento del percorso di crescita strutturale della Cina rappresenta un problema per il mondo. 

Il PIL cinese è cresciuto del 4,5% su base annua tra luglio e settembre, mettendolo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo fissato dal governo per il 2026. Ciononostante, il Paese si trova ad affrontare un periodo difficile, poiché la debole domanda interna e la crisi immobiliare in corso gravano sull’economia. Alcuni partecipanti alle conferenze temevano che i crediti in sofferenza nel settore immobiliare potessero salire a circa il 30%, con ripercussioni potenzialmente gravi per banche e investitori. 

Il PIL cinese è sostenuto da esportazioni fiorenti, che vanno oltre la produzione legata all’intelligenza artificiale per includere automobili, veicoli elettrici, pannelli solari e prodotti farmaceutici. Ma le restrizioni commerciali cominceranno a farsi sentire nel corso del prossimo anno. Gli Stati Uniti stanno già chiudendo i propri mercati ai prodotti cinesi e l’UE sta limitando le importazioni in settori chiave. In questo contesto, la domanda sollevata durante la conferenza è se il motore delle esportazioni cinesi potrà continuare a compensare la debole domanda interna. 

Equilibrio tra rischio e rendimento 

Come dovrebbero le imprese interpretare questa serie di messaggi contrastanti? La conclusione ovvia è che l’aumento dei costi di finanziamento erode i margini, anche se la crescita offre nuove opportunità. Nel lungo periodo, un contesto di tassi più elevati potrebbe influire sui comportamenti di pagamento dei clienti e potenzialmente far aumentare i tassi di insolvenza. Warsh e altri hanno confermato che i responsabili politici considerano l’aumento dei costi di finanziamento come la nuova normalità. Il contesto di tassi pari a zero o quasi zero osservato prima del 2022 è definitivamente finito. 

I partecipanti a Bangkok hanno individuato un mondo in transizione, con la crescita che si sta riprendendo dai minimi post-pandemici e la fragilità fiscale che sta diventando la preoccupazione macroeconomica prevalente. Tenendo presente questo, le aziende devono monitorare le condizioni di finanziamento con la stessa attenzione riservata alle previsioni di crescita. L’era della stagnazione è finita, ma la crescita ha un prezzo.  

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Summary
  • L'intelligenza artificiale sta sostenendo la resilienza della crescita globale, ma tale resilienza è sempre più concentrata, con soli 32 paesi che rappresentano il 95% della crescita mondiale
  • L’aumento del debito pubblico sta emergendo come la principale preoccupazione macroeconomica, segnalando che l’aumento dei costi di finanziamento potrebbe diventare una sfida duratura per le imprese
  • Il quadro della crescita in Asia presenta un andamento divergente: l’India registra una forte espansione, mentre la Cina fa affidamento sulle esportazioni per compensare la debole domanda interna e le pressioni sul settore immobiliare
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