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Expert insights

Cosa ci rivelano 20 anni di dati sui pagamenti in merito al rischio di credito

Da due decenni, l’Atradius Payment Practices Barometer fornisce approfondimenti sui comportamenti di pagamento e sul rischio di credito nei vari mercati
29 Sep 2026
dieci minuti

Ogni giorno, milioni di aziende decidono se concedere credito, prorogare i termini di pagamento o pagare puntualmente i fornitori. Presi singolarmente, questi decisioni possono sembrare di routine. Nel loro insieme, costituiscono uno dei segnali più chiari di come le aziende stiano affrontando le pressioni economiche.

Da 20 anni, Atradius monitora questi segnali attraverso l’Atradius Payment Practices Barometer (PPB), uno dei più grandi studi internazionali sul comportamento di pagamento nel settore B2B. Gli ultimi risultati, presentati in occasione dell’ICISA Credit & Surety Week 2026, rivelano come le aziende stiano affrontando un periodo caratterizzato da persistente incertezza economica, pressioni sui pagamenti e un elevato rischio di insolvenza.

Come spiega Silvia Ungaro, consulente senior sulle tendenze dei pagamenti B2B presso Atradius e ricercatrice capo dello studio: «Il Payment Practices Barometer ci offre una panoramica delle prestazioni di pagamento e aiuta a identificare in che modo la pressione economica si propaga nell’economia e si traduce in rischio di pagamento».

L’indagine, che copre 35 mercati in Europa occidentale, Europa centrale e orientale, Asia, Nord America e Australia, monitora quattro indicatori chiave del rischio di pagamento: termini di pagamento, fatture scadute, anzianità dei crediti e crediti inesigibili. Nel loro insieme, questi indicatori offrono una visione unica di come la pressione economica influisca sulle imprese, si propaghi lungo le catene di approvvigionamento e, infine, si traduca in rischio di credito. In combinazione con le aspettative delle imprese per i mesi a venire, la ricerca fornisce informazioni non solo sulle attuali condizioni di mercato, ma anche sui rischi emergenti.

Perché il comportamento di pagamento è importante

Il credito commerciale rimane una delle fonti più importanti di finanziamento delle imprese nell’economia mondiale. Secondo il PPB 2026, nei mercati oggetto dell’indagine una media del 46% delle vendite B2B viene effettuata a credito.

Quando quasi la metà degli scambi commerciali B2B è sostenuta dal finanziamento da parte dei fornitori, le variazioni nella rapidità e nell’affidabilità dei pagamenti possono evidenziare cambiamenti nella liquidità aziendale prima ancora che questi diventino visibili negli indicatori tradizionali di insolvenza

Silvia Ungaro

Silvia Ungaro sottolinea l’importanza del ruolo che il credito commerciale riveste nell’economia: «Ciò significa che i fornitori finanziano quasi un euro su due scambiato tra le imprese. Il credito commerciale è quindi una fonte essenziale di finanziamento per le imprese, oltre che una delle principali fonti di rischio di credito. Concedendo credito commerciale, il fornitore fornisce di fatto un finanziamento a breve termine al cliente. Una quota sostanziale dell’attività commerciale dipende dalla disponibilità e dalla capacità dei fornitori di assumersi il rischio di credito. Ciò comporta un’esposizione significativa per le imprese e contribuisce a spiegare perché le tendenze di pagamento meritino un’attenzione particolare. Quando quasi la metà degli scambi B2B è sostenuta dal finanziamento dei fornitori, i cambiamenti nella velocità e nell’affidabilità dei pagamenti possono evidenziare variazioni nella liquidità aziendale prima che diventino visibili negli indicatori tradizionali di insolvenza».

Fatture scadute e pressione sulla liquidità

L’indagine ha costantemente dimostrato che una quota significativa delle fatture non viene pagata in tempo. Secondo il PPB 2026, in media il 24% delle fatture nei mercati oggetto dell’indagine risultava scaduto.

Una fattura scaduta non è necessariamente un credito inesigibile. La maggior parte delle fatture scadute viene alla fine incassata, e un breve ritardo non indica automaticamente che un cliente sia prossimo all’insolvenza. Tuttavia, significa che la liquidità prevista non è arrivata nei tempi previsti.

Come osserva Silvia Ungaro: «In effetti, circa una fattura su quattro ha superato la data di pagamento. L’effetto economico è evidente: la liquidità rimane immobilizzata nei crediti, il fabbisogno di capitale circolante aumenta e le previsioni di flusso di cassa diventano meno affidabili. Le aziende potrebbero dover attingere alle riserve interne o a finanziamenti esterni per colmare il divario, in particolare quando l’accesso ai finanziamenti è limitato da condizioni finanziarie più restrittive. Per le aziende più grandi e ben capitalizzate, questa pressione può essere gestibile. Per i fornitori più piccoli con accesso limitato ai finanziamenti e margini più ridotti, i ripetuti ritardi possono avere conseguenze più gravi e causare danni maggiori».

Circa una fattura su quattro ha superato la data di scadenza. L'impatto economico è evidente: la liquidità rimane immobilizzata nei crediti, il fabbisogno di capitale circolante aumenta e le previsioni di flusso di cassa diventano meno affidabili.

Silvia Ungaro

La domanda chiave, tuttavia, non è semplicemente se una fattura sia scaduta, ma cosa si celi dietro il ritardo. Si tratta di un caso isolato o fa parte di un andamento ricorrente? I ritardi di pagamento stanno aumentando? Sono concentrati in settori o gruppi di clienti specifici? I clienti stanno richiedendo condizioni di pagamento riviste? E le cause sono di natura operativa, commerciale o finanziaria?

Rispondere a queste domande aiuta le aziende a distinguere tra temporanee difficoltà di pagamento e i primi segnali di una situazione di stress finanziario più grave. Sebbene le fatture scadute non siano necessariamente indicative di perdite future, il loro livello e la loro andamento possono fornire un segnale precoce del fatto che le condizioni di liquidità stanno iniziando a indebolirsi.

Cosa determina i ritardi nei pagamenti?

Uno dei risultati più importanti dello studio è che non tutti i ritardi nei pagamenti segnalano lo stesso livello di rischio.

Come sottolinea Silvia Ungaro, alcuni ritardi derivano da problemi operativi o amministrativi, quali errori nell’elaborazione delle fatture, problemi burocratici o colli di bottiglia nelle approvazioni interne. Sebbene tali problemi possano rallentare gli incassi e creare difficoltà di pagamento, non indicano necessariamente che un cliente stia attraversando difficoltà finanziarie.

Le controversie commerciali sono un’altra causa comune di ritardi nei pagamenti. I disaccordi su prezzi, qualità dei prodotti, consegne o obblighi contrattuali possono ritardare il regolamento, ma non sono sempre un segno di deterioramento della qualità del credito.

«I problemi di flusso di cassa dei clienti, tuttavia, meritano particolare attenzione. Sebbene non significhino automaticamente che un’azienda si trovi in difficoltà finanziarie, possono segnalare una crescente pressione sulla liquidità e sulle risorse finanziarie. Secondo i risultati del PPB, queste preoccupazioni sono tra i motivi più frequentemente citati dalle aziende quando spiegano i ritardi nei pagamenti», osserva il ricercatore capo del PPB.

Comprendere la differenza è fondamentale. Il ritardo di pagamento di per sé fornisce solo una visione parziale della situazione. La causa sottostante spesso determina se un ritardo rappresenta un temporaneo attrito operativo o un primo segnale di una più ampia difficoltà finanziaria. Guardare oltre il pagamento stesso aiuta le aziende a identificare dove si sta accumulando la pressione e a valutare con maggiore precisione i rischi emergenti lungo le loro catene di approvvigionamento.

Dal ritardo di pagamento al credito inesigibile

Le conseguenze finanziarie della pressione sui pagamenti diventano pienamente visibili quando i ritardi si trasformano in perdite definitive, incidendo direttamente sugli utili, sul flusso di cassa e sulla capacità di investimento. I risultati mostrano che le imprese stanno cancellando tra l’1,8% e il 2,6% dei crediti, a seconda del mercato.

Come sottolinea Silvia Ungaro: «Queste cifre possono sembrare modeste, ma sono significative. Segnano il punto in cui un ritardo di pagamento smette di essere un problema di capitale circolante e diventa una perdita finanziaria diretta. I risultati indicano un deterioramento nella maggior parte delle regioni, con l’eccezione del Nord America».

I crediti inesigibili rappresentano la fase finale del ciclo del rischio di pagamento. Quando un credito viene cancellato, spesso i segnali di allarme sono già visibili da tempo attraverso l’aumento delle fatture scadute, i ritardi di pagamento sempre più lunghi e la crescente pressione sulla liquidità dei clienti.

Poche imprese sembrano pronte a ritenere che il ciclo di insolvenza abbia subito una svolta. Il sondaggio suggerisce che le aziende si stiano preparando a far fronte a una pressione finanziaria che si prospetta duratura.

Silvia Ungaro

Quando le aziende non riescono a convertire i crediti in liquidità come previsto, le conseguenze possono propagarsi rapidamente in tutta l’organizzazione. Secondo la ricerca, tali effetti sono notevolmente simili in tutte le regioni. La riduzione della liquidità, l’aumento del fabbisogno finanziario e la crescente pressione sul capitale circolante possono costringere le aziende a ricorrere a linee di credito, ad aumentare l’indebitamento o a cercare fonti di finanziamento alternative. Di conseguenza, i piani di investimento potrebbero essere rinviati, l’espansione ritardata e le opportunità di crescita perse.

Previsioni delle imprese in materia di insolvenze

Guardando al futuro, in tutte le regioni oggetto dell’indagine, l’opinione prevalente è che i livelli di insolvenza rimarranno elevati o continueranno ad aumentare.

Secondo Silvia Ungaro: «Il Nord America offre forse l’esempio più evidente, con una larga maggioranza di aziende che si aspetta che i casi di insolvenza rimangano elevati. In Asia, l’opinione è più equamente divisa tra chi prevede una stabilizzazione dei casi di insolvenza e chi ne prevede un ulteriore aumento. Il quadro è simile nell’Europa centrale e orientale, sebbene le aspettative siano leggermente più pessimistiche. L’Europa occidentale appare più stabile, con l’opinione prevalente che le condizioni attuali persisteranno».

Queste aspettative sono in linea con altri indicatori di rischio individuati nell’indagine. Le imprese continuano a esprimere preoccupazione per il rallentamento della crescita economica, le persistenti pressioni inflazionistiche, i margini più deboli, l’aumento del fabbisogno di capitale circolante e l’incertezza geopolitica. Nel loro insieme, queste tendenze indicano un contesto imprenditoriale difficile nel breve termine.

Come sostiene: «Le imprese non dovrebbero monitorare il comportamento di pagamento separatamente dal più ampio contesto economico e finanziario. Questo è il messaggio centrale del PPB. La vigilanza rimane quindi essenziale. Poche imprese sembrano disposte a ritenere che il ciclo di insolvenza abbia subito un’inversione di tendenza. L’indagine suggerisce che le aziende si stiano preparando a resistere a una pressione finanziaria continua, piuttosto che aspettarsi un rapido ritorno a condizioni commerciali più favorevoli.”

La ricerca di Atradius rafforza un insegnamento importante tratto da due decenni di osservazione del mercato: il comportamento di pagamento rimane uno degli indicatori più precoci e rivelatori delle tensioni in atto nelle finanze dei clienti. Sebbene permangano importanti differenze regionali, le imprese di tutto il mondo continuano a operare in un contesto caratterizzato da pressioni economiche, elevato rischio di pagamento e persistente incertezza. Gli ultimi risultati suggeriscono che è improbabile che queste condizioni si alleggeriscano in modo significativo nel breve termine. Le aziende che riescono a trasformare con successo le informazioni di mercato in misure pratiche di mitigazione saranno probabilmente meglio attrezzate per affrontare l’attuale contesto commerciale impegnativo.

Per scoprire come rafforzare la vostra strategia di gestione del rischio di credito, contattateci e scoprite come possiamo aiutarvi a mantenere un vantaggio competitivo.

Summary
  • I risultati più recenti del PPB di Atradius sono stati presentati in occasione dell’ICISA Credit & Surety Week 2026, mettendo in evidenza come le imprese in 35 mercati stiano affrontando la persistente pressione sui pagamenti, l’elevato rischio di insolvenza e un contesto economico sempre più incerto

  • Il credito commerciale rimane una delle fonti più importanti di finanziamento per le imprese. Il PPB 2026 mostra che quasi la metà di tutte le vendite B2B viene effettuata a credito, evidenziando il ruolo fondamentale che i fornitori svolgono nel finanziare l’attività economica e nell’assumersi il rischio di credito

  • Nei mercati oggetto dell’indagine, una fattura su quattro viene pagata in ritardo, ma non tutti i ritardi di pagamento hanno lo stesso significato. Comprendere cosa si nasconde dietro le fatture scadute può aiutare le imprese a distinguere tra problemi operativi temporanei e i primi segnali di difficoltà finanziaria

  • Gli ultimi risultati del PPB suggeriscono che il rischio di pagamento rimane elevato in molti mercati. Le imprese che trasformano queste informazioni in misure pratiche di mitigazione del rischio saranno probabilmente meglio attrezzate per affrontare un contesto commerciale sempre più incerto

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