L'ultima nota di ricerca di Atradius avverte che gli Stati Uniti sono entrati in una fase strutturalmente protezionistica che difficilmente potrà invertirsi nel breve termine, a un anno dal “Liberation Day” che ha innescato lo shock tariffario più improvviso nella storia moderna degli Stati Uniti. Nonostante gli adeguamenti giuridici e la recente sentenza della Corte Suprema che ha annullato i dazi imposti in virtù dei poteri di emergenza, Atradius sottolinea che l’attuale contesto rappresenta una rottura fondamentale con decenni di apertura commerciale, riflettendo un cambiamento strategico più profondo in cui gli strumenti commerciali sono sempre più utilizzati per perseguire obiettivi geopolitici piuttosto che l’efficienza economica.
Secondo Dana Bodnar, economista senior di Atradius, il ripristino del quadro tariffario non deve essere scambiato per un ritorno verso barriere più basse. La tariffa universale temporanea del 10% introdotta ai sensi della Sezione 122, insieme ai dazi settoriali specifici su metalli e automobili, mantiene l’onere tariffario effettivo a livelli elevati. “Con il nuovo sistema, l’aliquota tariffaria prevista dalla legge si attesta al 13,9%, sei volte superiore a quella precedente l’inizio dell’escalation. La natura temporanea dell’attuale quadro giuridico crea un livello di imprevedibilità che rappresenta una sfida per le imprese globali”, sottolinea Bodnar.
Con il nuovo sistema, l'aliquota tariffaria prevista dalla legge è pari al 13,9%, sei volte superiore a quella in vigore prima dell'inizio dell'aumento. La natura temporanea dell'attuale quadro normativo crea un livello di imprevedibilità particolarmente impegnativo per le imprese globali.
Con il sistema della Sezione 122 destinato a scadere a luglio, a meno che non venga prorogato dal Congresso, e con nuove indagini in corso sui rischi legati alla sovraccapacità produttiva e al lavoro forzato, i paesi esportatori si trovano ad affrontare un panorama normativo in evoluzione. I partner commerciali, tra cui l’UE e il Messico, hanno espresso crescente preoccupazione per il fatto che gli Stati Uniti possano ricostruire la stessa struttura tariffaria invalidata dai tribunali attraverso canali legali alternativi.
Atradius osserva inoltre che i dazi stanno rimodellando le catene di approvvigionamento senza correggere il deficit commerciale degli Stati Uniti. Le aziende stanno reindirizzando i flussi attraverso partner asiatici alternativi e il Messico, mentre gli importatori statunitensi continuano ad assorbire la maggior parte dei costi legati ai dazi. Anziché favorire il reshoring, queste politiche stanno accelerando la frammentazione della catena di approvvigionamento e aumentando le pressioni operative e finanziarie sulle imprese.
Le importazioni da Taiwan sono quasi triplicate dal 2024, mentre quelle dal Vietnam sono raddoppiate, a riprova del fatto che gli investimenti legati all'intelligenza artificiale e la diversione degli scambi commerciali stanno ridefinendo i flussi commerciali statunitensi anziché ridurre la dipendenza dalle importazioni.
La resilienza delle importazioni statunitensi riflette anche il boom degli investimenti nell’IA. La forte domanda di importazioni di beni ad alta tecnologia legati all’IA e ai data center è rimasta costante nonostante l’aumento dei prezzi. Ciò è particolarmente evidente nel settore dei macchinari e delle apparecchiature elettriche, dove le importazioni continuano a crescere nonostante il ruolo della Cina si sia ridotto. "Le importazioni da Taiwan sono quasi triplicate dal 2024, mentre le spedizioni dal Vietnam sono raddoppiate, a sottolineare come la spesa in conto capitale legata all'IA e la diversione commerciale stiano rimodellando i flussi commerciali statunitensi piuttosto che ridurre la dipendenza dalle importazioni", afferma Bodnar.
Atradius conclude che le imprese dovrebbero prepararsi a un contesto a lungo termine caratterizzato da accresciute tensioni commerciali, imprevedibilità politica e aumento dei costi. L’assicuratore del credito consiglia agli esportatori e ai leader della catena di approvvigionamento di rafforzare i piani di resilienza, diversificare l’approvvigionamento ove possibile e anticipare un’ulteriore volatilità politica nel corso del 2026.
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- A un anno dal “Giorno della Liberazione”, le imprese si trovano ad affrontare un contesto commerciale più rischioso, caratterizzato da misure giuridiche provvisorie, pressioni politiche persistenti e un orientamento politico che non mostra alcun segno di ritorno alla precedente apertura