Editoriale

 


Massimo Mancini

Massimo Mancini
Country Manager Atradius Italia

L'indagine sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazioniale, condotta annualmente dalla nostra Società, evidenzia un rallentamento dei tempi di pagamento delle fatture commerciali in Italia, in confronto allo scorso anno.
Ciò vuol dire che, ad oggi, le aziende fornitrici italiane riescono ad incassare le vendite a credito sul mercato domestico circa una settimana più tardi rispetto ad un anno fa, quando la durata media dei pagamenti su fatture commerciali non pagate alla scadenza era di 81 giorni, contro gli attuali 87 giorni data fattura.
Si tratta di tempistiche ben al di sopra della media dell'Europa occidentale pari a 56 giorni, ed inferiori solo alla Grecia dove le fatture commerciali non pagate alla scadenza vengono incassate dalle aziende fornitrici solo trascorsi 111 giorni dalla data della fattura.
Più in dettaglio, e nel contesto dell'Europa occidentale, oggetto del nostro studio, l'Italia, insieme a Grecia (52%), Irlanda (51%) e Gran Bretagna (48%), si colloca nel novero dei Paesi europei che registrano le maggiori percentuali di fatture pagate in ritardo sul mercato nazionale (il 47% del valore totale delle fatture commerciali in Italia viene pagato oltre la scadenza originaria della fattura, e ben il 27% di tale valore risulta non pagato decorsi oltre tre mesi dalla data della fattura).
Di conseguenza, le aziende italiane intervistate riescono ad incassare le fatture commerciali soltanto dopo circa 90 giorni dalla data originaria della fattura (media Europa Occidentale: 56 giorni).
I lunghi tempi d'incasso hanno un forte impatto sul flusso di cassa delle aziende, che devono sostenere costi a copertura della temporanea carenza di liquidità. Non sorprende, quindi, che molti intervistati in Italia si dicano preoccupati per quanto riguarda l'impatto dei costi sulla redditività d'impresa.
Interessante notare che, in conseguenza dei ritardi di pagamento delle fatture commerciali, la percentuale di intervistati italiani che ha dovuto ritardare i pagamenti ai propri fornitori (34%) è stata di molto superiore a quella per l’Europa Occidentale (20%).
Rispetto alla media europea (12%), il 19%  degli intervistati in Italia ha lamentato perdite di ricavi con la conseguente necessità di introdurre misure correttive dei flussi di cassa. Per il 16% degli intervistati italiani (contro il 13% a livello europeo) i mancati pagamenti su fatture hanno comportato la necessità di richiedere alla banca un’estensione dello scoperto.
In un simile contesto, proteggere il portafoglio crediti commerciali dalle possibili inadempienze di pagamento dei debitori è essenziale. Nella nostra qualità di assicuratori del credito, sappiamo che il vero sostegno alle realtà aziendali nostrane si può offrire solo garantendo ad esse le risorse finanziarie adeguate alla continuità del business.
E’ in questo che resta il valore della nostra proposta al mercato, nei confronti della quale rileviamo un sempre maggior gradimento all’utilizzo dei nostri servizi di gestione del credito, da parte della nostra clientela.