Market Monitor Alimentare Irlanda 2019

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17 dicembre 2019

Il valore totale dell'industria alimentare e delle bevande irlandese è stato pari a 27,5 miliardi di euro lo scorso anno, mentre le esportazioni sono diminuite del 4% per la volatilità dei prezzi.

Market Monitor Alimentare Irlanda 2019

 

Nel 2018 il valore totale del settore irlandese dei prodotti alimentari e delle bevande è stato pari a 27,5 miliardi di Euro, di cui 13,5 miliardi rappresentati dalle esportazioni. Tuttavia, il valore dell'export alimentare irlandese ha registrato un calo del 4% rispetto all’anno precedente poiché la crescita in volume è stata compensata dalle oscillazioni dei prezzi a livello globale.

Lo scorso anno il mercato britannico ha rappresentato il 37% dell’export alimentare dell’Irlanda (4,5 miliardi di Euro): si tratta di una solida performance tenuto conto delle oscillazioni dei tassi di cambio nel 2017 e della persistente incertezza legata alla Brexit. Le esportazioni verso i mercati extra-UE hanno rappresentato il 29% dell’export alimentare (3,45 miliardi di Euro), in discesa rispetto alla quota del 32% nel 2017 a causa del forte calo dell'export di alimenti in polvere nel mercato statunitense.

Tutti i sotto-settori hanno registrato una performance piuttosto stabile nel 2018 e nei primi mesi del 2019. Le vendite di carne suina hanno beneficiato dell'aumento dei prezzi legato all'epidemia di peste suina africana in Cina, mentre i produttori di carne bovina devono confrontarsi con la riduzione dei prezzi di vendita. Il valore aggiunto nel settore dei latticini dovrebbe registrare un aumento di oltre il 5% quest’anno. Tuttavia, l’incertezza legata alla Brexit e le oscillazioni della valuta hanno causato una contrazione dei margini di profitto. I produttori irlandesi di latticini stanno sempre più guardando ai mercati asiatici nei loro sforzi di diversificazione.

La crescita nel segmento delle bevande è legata principalmente all’aumento della domanda di whisky irlandese, che rappresenta il 42% dell'export di bevande dell’Irlanda per un valore di 1,5 miliardi di Euro. Anche se il whisky irlandese è stato per il momento escluso dai dazi all’importazione recentemente imposti dagli USA, il segmento resta vulnerabile ai futuri dazi (il 38% dell'export totale di bevande è destinato al mercato statunitense).

Nonostante gli sforzi degli esportatori di diversificare le spedizioni al di là del Regno Unito, la scelta di una “hard Brexit” continua a destare gravi preoccupazioni. L'eventuale imposizione di dazi da parte del Regno Unito sulle importazioni alimentari dopo l'uscita dall'UE avrebbe un effetto devastante sul settore alimentare irlandese. Una "hard Brexit" potrebbe anche determinare ritardi nella spedizione di prodotti freschi verso l'Europa, facendo aumentare i costi e riducendo la competitività (quasi l'80% delle esportazioni irlandesi verso l'UE transita per il Regno Unito). Le imprese irlandesi hanno continuato ad acquisire piccoli operatori britannici nel tentativo di mantenere l'accesso al mercato del Regno Unito successivamente alla Brexit. I ripetuti ritardi nell’attuazione dell’uscita dall’UE hanno consentito alle imprese irlandesi di diversificare i loro mercati.

I pagamenti nel settore alimentare irlandese richiedono in media 45-60 giorni. Il comportamento di pagamento del settore si è mantenuto ottimo negli ultimi due anni, con un livello basso di ritardi, mancati pagamenti e insolvenze. Tuttavia, ci aspettiamo un lieve aumento di ritardi e insolvenze (inferiore al 2%) nei prossimi sei mesi a causa del contesto altamente competitivo e della continua pressione sui margini di profitto. Nel caso si arrivasse a una “hard Brexit” nei primi mesi del 2020, non si può escludere un aumento più significativo dei casi d’insolvenza nel settore alimentare.

Detto questo, al momento la nostra valutazione della performance del settore si conferma “Buona” alla luce del basso livello di rischio di credito. Il nostro approccio assicurativo resta molto aperto nei confronti del segmento delle bevande, aperto per quanto riguarda il retail alimentare e neutro nel caso dei segmenti dei latticini e della carne.

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