Russia: prezzo del petrolio e rischio paese

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06 settembre 2016

Guardando la Russia, Atradius ritiene che il prezzo del petrolio non ha un impatto forte sul rischio paese.

Sommario

  • L'economia russa sta incontrando difficoltà in quanto il prezzo del petrolio è diminuito e  sono state imposte sanzioni contro il paese. In questo studio si utilizza l'analisi di correlazione per approfondire la relazione tra il prezzo del petrolio e il rischio paese.
  • Come previsto si rileva una relazione significativa positiva tra il prezzo del petrolio e la parte economica della misura del rischio paese. Non altrettanto per gli aspetti  politici e strutturali del rischio paese.
  • L’esito finale dell’indagine porta dunque a ritenere che il rischio paese globale della Russia non è significativamente correlato con il prezzo del petrolio.

L'economia russa si trova ad affrontare venti contrari

L'economia russa è in recessione. PIL della Russia ha registrato una contrazione del 3,7% nel 2015 e si prevede proseguirà su questo trend anche quest'anno. Con il petrolio e il gas che rappresentano il 70% delle esportazioni russe, il recente calo del prezzo del petrolio è divenuto uno dei motivi dietro la crisi economica. Le sanzioni imposte contro la Russia dal 1 ° trimestre del 2014 da , tra gli altri,  Stati Uniti, Canada, Australia e  paesi UE, è un altro. Per il 2017, si prevede un recupero del PIL dello 0,8% vista  la ripresa, seppur lenta, della domanda interna. Nel medio termine, tuttavia, la Russia rimane fortemente dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas, fattore che rende il paese vulnerabile alle fluttuazioni del prezzo mondiale del petrolio.

Nonostante sia il secondo produttore sul mercato del petrolio, con circa il 12% della produzione mondiale, la Russia non è un membro dell'OPEC. Inoltre, a differenza di Arabia Saudita, o dei produttori di shale oil statunitensi, non è in grado di agire come swing producer nel mercato petrolifero. Per far ciò dovrebbe essere in grado di regolare la propria produzione rapidamente e senza costi elevati. Pertanto, il paese non è un attore nella determinazione del prezzo nel mercato del petrolio.

Non è difficile capire che per un paese così dipendente dal petrolio, il calo dei prezzi a partire dalla metà del 2014 ha avuto un profondo effetto sull'economia. I due canali principali attraverso i quali ha influito sono il surplus corrente e le finanze pubbliche. Il calo del prezzo del petrolio ha avuto un notevole impatto negativo sui ricavi delle esportazioni. Le esportazioni totali della Russia sono scese da 523 miliardi di dollari nel 2013 (prezzo del petrolio medio US $ 103 per barile) a 341 miliardi nel 2015 (US $ 52 al barile). Il deterioramento del surplus corrente (Figura 1) ha messo sotto pressione il rublo russo, che è sceso da 32 US $ / RBL in media nel 2013 a 61 US $ / RBL nel 2015. A seguito della pressione sul tasso di cambio , il governo è stato costretto a lasciare fluttuare il rublo liberamente fino alla fine del 2014. Dopo questo evento, il saldo corrente della bilancia dei pagamenti è migliorato di nuovo, ma lo ha fatto principalmente attraverso un calo delle importazioni.

 

 

 

 

L'altro principale mezzo attraverso il quale il prezzo del petrolio ha un effetto sono le finanze pubbliche. Con esportazioni di energia che costituiscono una larga parte delle entrate statali, il prezzo del petrolio più basso ha causato una sostanziale riduzione del gettito nelle casse dello stato. Di conseguenza, il saldo del bilancio pubblico è peggiorato da circa -1,2% del PIL nel 2013 a -3,5% nel 2015 e si prevede che peggiori ulteriormente quest'anno. Questo costringe la Russia a tagliare le spese, per esempio le voci di welfare , con un impatto non prevedibile sulla sicurezza (interna) e la difesa (che dovrebbe rimanere relativamente intatto). Il finanziamento del deficit avviene principalmente attingendo al Reserve Fund (5,8% del PIL) ed al National Wealth Fund (6,5% del PIL). L'accesso della Russia ai mercati finanziari internazionali è gravemente limitato a causa delle sanzioni internazionali.

Anche se conti esteri e finanze pubbliche sono colpiti più direttamente, il basso prezzo del petrolio ha in definitiva un impatto su altri aspetti dell’economia. La fiducia delle imprese è bassa perché le esportazioni, la spesa pubblica, e i consumi sono sotto pressione. La banca centrale russa combatte l'inflazione con aumenti dei tassi di interesse, che si traducono in un aumento dei costi di finanziamento per le imprese. Inoltre, i prestiti non performing (NPLs) nel settore bancario hanno raggiunto il 9,2% del totale nel 1 ° trimestre 2016, da circa il 6% nel 2013/2014. Il credito alle imprese, in particolare nel settore retail ed alle famiglie, rimane stagnante.

Vogliamo analizzare dunque l'impatto del calo del prezzo del petrolio sul rischio paese russo, che si definisce essenzialmente come il rischio di fare affari in un paese. Per condurre questa analisi, abbiamo bisogno di una misura che consideri le forze economiche di cui sopra, così come i fattori politici.

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