Rapporto Paese Vietnam 2017

Rapporto Paese

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07 febbraio 2017

Nonostante la forte crescita di oltre il 6% nel 2017, i fondamentali economici mostrano ancora alcune debolezze e le imprese vietnamite soffrono di un accesso limitato al capitale.

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Situazione politica

Capo di Stato: Presidente Tran Dai Quang (da aprile 2016)

Capo di Governo: Primo ministro Nguyen Xuan Phuc (da aprile 2016)

Forma di Governo: Stato comunista con un‘economia sempre più orientata al mercato.

Popolazione: 95,2 milioni

Le riforme economiche non sono seguite da cambiamenti politici

Il Partito Comunista Vietnamita resta saldamente al potere, malgrado il crescente malcontento pubblico nei confronti della mancanza di libertà individuale, della corruzione del governo e delle confische dei terreni da parte dell‘amministrazione.

Nel corso del congresso quinquennale del Partito Comunista nel gennaio 2016, la fazione conservatrice del partito sembra aver conquistato una maggiore influenza. La nuova leadership ha rinsaldato la propria presa sulla società civile, ma le riforme economiche proseguono. La disputa territoriale  con la Cina in merito alle contrapposte rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale rimane una questione spinosa nei rapporti bilaterali tra i due paesi. Per contrastare la crescente rigidità cinese, il Vietnam è fermamente intenzionato a migliorare la propria cooperazione politica nel campo della sicurezza con Stati Uniti e Giappone.

Ciononostante, il Vietnam è privo di capacità militari in grado di rappresentare una seria sfida alle azioni cinesi e il settore manifatturiero vietnamita è fortemente dipendente dalle materie prime di importazione cinese. Inoltre, date le affinità ideologiche dei regimi di entrambi i paesi, esiste ancora una forte fazione filo-cinese all‘interno del Partito Comunista Vietnamita.

Situazione economica

Crescita elevata e un‘inflazione nuovamente sotto controllo

Sin dai primi anni ‚90, il governo si è dimostrato molto aperto al commercio e agli investimenti internazionali. In Vietnam gli investimenti esteri diretti hanno toccato un livello record nel 2015, con gli investitori stranieri responsabili per quasi il 25% della spesa in conto capitale annua. Il commercio costituisce circa il 150% della produzione nazionale.

Per il 2017 si prevede un aumento della crescita del PIL reale di più del 6%, favorita dalla ripresa della produzione agricola in seguito a problemi di siccità e dall‘ulteriore sviluppo delle esportazioni dovuto alla graduale sostituzione delle merci cinesi con prodotti vietnamiti più economici. La crescita dei  consumi privati è incoraggiata dalla bassa inflazione, da tassi di interesse locali contenuti e dall‘aumento dei salari.

Per la prima volta dal 2013, l‘inflazione persistentemente elevata (caratterizzata da numeri a doppia cifra nel 2010 e nel 2011) è finalmente scesa, consentendo alla banca centrale di abbassare il tasso di interesse di riferimento alla percentuale attuale del 6,5%. In vista di un continuo deprezzamento del dong e dell‘aumento dei prezzi dei generi alimentari, per il 2017 è atteso un modesto incremento dell‘inflazione.

Il consolidamento fiscale progredirà solo gradualmente con un deficit di  bilancio stimato nell‘ordine del 4,5% del PIL a breve termine. L‘aumento delle entrate fiscali sta controbilanciando gli investimenti nelle infrastrutture e i crescenti costi del welfare. L‘accessibilità al credito per il finanziamento di tali deficit non rappresenta tuttavia una preoccupazione a breve termine.

Per il 2017 è previsto un debito pubblico pari a circa il 55% del PIL.

Il testo del rapporto completo è disponibile nel documento in formato PDF scaricabile.