Rapporto Paese Thailandia 2017

Rapporto Paese

  • Thailandia
  • Agricoltura ,
  • Trasporti,

07 febbraio 2017

Il PIL si prevede in crescita del 3% nel 2017, ma il debito elevato delle famiglie, la disuguaglianza e basso reddito metterà pressione al ribasso sulla crescita dei consumi.

 

 

Rapporto Paese Thailandia 2017_1
Rapporto Paese Thailandia 2017_2

 

 

 

 

 

Situazione politica

Capo di Stato: Re Vajiralongkorn (Rama X) (da dicembre 2016)

Capo di Governo: Primo ministro Generale Prayuth Chan-o-cha (da agosto 2014)

Forma di Governo: Monarchia costituzionale. Attualmente è al potere un governo militare ad interim.

Popolazione: 67,3 milioni

Torna la stabilità per il momento

La giunta militare alla guida del paese dal 2014 è determinata a restare al potere per il momento. Ad agosto 2016 si è tenuto un referendum sulla nuova costituzione volto a frenare i poteri dei politici populisti e a preservare la notevole influenza politica dei militari, che ha raccolto il 61% dei consensi degli elettori. Sono previste elezioni politiche alla fine del 2017 o all‘inizio del 2018. Alla morte di Re Bhumibol, nel dicembre 2016 gli è succeduto al trono il figlio Maha Vajiralongkorn.

Situazione economica

Prevista una maggiore crescita nel biennio 2016-2017

Per il biennio 2016-2017 è previsto un aumento nell‘ordine del 3% per l‘economia thailandese, complici l‘aumento delle presenze turistiche (il turismo rappresenta il 45% della produzione di servizi) e gli investimenti pubblici a favore di miglioramenti delle infrastrutture, di misure di stampo populista e di sussidi a lunga scadenza. Inoltre, si stima che verrà perseguito una politica fiscale populista fino alle prossime elezioni in calendario per la fine del 2017.

L‘incremento della spesa pubblica unito a un minor gettito fiscale hanno  comportato l‘aumento del disavanzo di bilancio e del debito statale. Malgrado ciò le finanze del governo restano stabili grazie a un debito pubblico che continua ad attestarsi al di sotto del 60% del PIL. La composizione di tale debito è alquanto favorevole (solo il 6% è in valuta estera), mentre il debito pubblico detenuto dai non residenti è pari ad appena il 16%. Ciò tiene il governo al riparo da shock esterni. La solida capacità di pagamento e la liquidità del paese sono sostenute da un debito estero moderato (nel 2016: 34% del PIL e 51% delle esportazioni). Si prevede che le riserve internazionali ammonteranno a circa 10 mesi di copertura delle importazioni nel 2016 e nel 2017.

Il settore bancario thailandese gode di buona salute ed è dotato di banche ben capitalizzate, nonostante debba fare i conti con un calo della redditività. Se è vero che i prestiti sono coperti dai depositi, le percentuali dei prestiti in sofferenza sono basse (2,4% nel giugno 2016) e attualmente non destano preoccupazione.

Il testo del rapporto completo è disponibile nel documento in formato PDF scaricabile.