Rapporto Paese Singapore 2017

Rapporto Paese

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07 febbraio 2017

Nel 2017 l'andamento economico continua ad essere influenzato dalla debole domanda proveniente dalla Cina e altri paesi asiatici, ma i fondamentali rimangono forti.

 

 

Rapporto Paese Singapore 2017_1
Rapporto Paese Singapore 2017_1

 

 

 

Situazione politica

Capo di Stato: Presidente Tony Tan Keng Yam (da settembre 2011)

Capo di Governo: Primo ministro Lee Hsien Loong (da agosto 2004)

Popolazione: 5,7 milioni

Situazione politica stabile

Il Partito di Azione Popolare (PAP) è al potere dall‘indipendenza di Singapore dichiarata nel 1965. Pur essendo favorevole alle imprese, rispetto agli standard occidentali, il PAP è un partito in cui le libertà personali sono limitate. L‘opposizione è debole e frammentata e ha pochissime opportunità di presentarsi in pubblico.

Durante le ultime elezioni politiche tenutesi a settembre 2015, il PAP ha conquistato quasi il 70% dei voti, assicurandosi 83 degli 89 seggi in parlamento. La popolazione di Singapore è costituita da singaporiani di etnia cinese (77%), malesi (14%), indiani tamil indù (8%) e da altre nazionalità (1%). La distribuzione del reddito è relativamente equa e, a differenza della vicina Malesia, le tensioni razziali sono trascurabili. La principale potenziale minaccia alla sicurezza è la possibilità di attacchi terroristici da parte di estremisti musulmani, sia indigeni che provenienti dall‘estero.

Situazione economica

Fondamentali ancora forti nonostante una crescita modesta

Il reddito pro capite e il livello di sviluppo di Singapore soddisfano gli standard dell‘OCSE. Nonostante la città-stato sia il principale centro di trasporti e servizi finanziari del sud-est asiatico, l‘economia singaporiana risente di una certa vulnerabilità dovuta all‘elevata dipendenza dalla domanda dei partner commerciali e data la sua concentrazione in determinati settori, quali quello elettronico e farmaceutico. Ciononostante, tenendo conto delle piccole dimensioni dello stato, la sua economia è relativamente ben diversificata. Il settore bancario di Singapore è sano e adeguatamente monitorato.

La strategia di crescita a lungo termine della città-stato risiede nella volontà  di allontanarsi dalla sua immagine di fulcro commerciale, dei trasporti e finanziario a favore di una sua affermazione come centro dell‘industria high-tech. Una strategia, questa, che ha cominciato a dare i suoi frutti nel settore biomedico.

Per il 2017 è prevista una modesta crescita dell‘economia singaporiana imputabile al continuo indebolimento della domanda da parte della Cina e di altri paesi asiatici. I settori più interessati da tale tendenza sono quello manifatturiero, l‘industria petrolifera e del gas e il settore dei servizi. I consumi privati e la crescita degli investimenti dovrebbero registrare un aumento nel 2017, favorendo così i risultati economici.
La città-stato continua a profilarsi come uno dei paesi più forti del mondo in termini di rischio sovrano e fondamentali macroeconomici. Pertanto, e in virtù delle ampie riserve in valuta estera e di una congrua gestione monetaria dell‘Autorità monetaria singaporiana, è improbabile che il tasso di cambio risenta di eventuali cambiamenti nei modelli di investimento internazionali.

Data la sua elevata dipendenza dal commercio internazionale, Singapore è tuttavia altamente suscettibile a rischi derivanti da una recessione dell‘economia cinese e a eventuali misure protezionistiche adottate dal nuovo governo statunitense nella sua politica commerciale nei confronti dell‘Asia.

Il testo del rapporto completo è disponibile nel documento in formato PDF scaricabile.