Rapporto Paese Indonesia 2017

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07 febbraio 2017

Nonostante un tasso di crescita del PIL previsto di oltre il 5% nel 2017 restano delle debolezze strutturali e le imprese sono sempre più vulnerabili alla volatilità delle valute.

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Situazione politica

Capo di Stato/Governo: Presidente Joko “Jokowi” Widodo (Partito Democratico Indonesiano di Lotta, da ottobre 2014)

Forma di Governo: Governo di coalizione multipartitico

Popolazione: 258,3 milioni

Un presidente riformista

Il presidente Joko Widodo (meglio noto come “Jokowi”) ha dimostrato di essere un riformatore capace e uno strenuo oppositore della corruzione anche nelle cariche ricoperte in precedenza (tra cui quella di governatore di Giacarta). Ciononostante il suo partito di centro-sinistra PDI-P occupa meno del 20% dei seggi in parlamento, mentre l’intera coalizione di minoranza ne detiene solo il 44%.

Fino a poco tempo fa, questa situazione ha comportato una lenta attuazione delle riforme annunciate (miglioramento delle infrastrutture, incremento degli investimenti esteri e lotta alla corruzione). Tuttavia, un recente riallineamento del sostegno parlamentare si è tradotto in un maggiore appoggio a favore della coalizione di Jokowi durante questa legislatura.

I tre partiti principali - DP, Golkar e PDI-P - sostengono il principio del Pancasila e pertanto la laicità della politica indonesiana. Negli ultimi anni si è però assistito a un graduale aumento dell’influenza dell’islam fondamentalista sulla società che è sfociato in una certa intolleranza nei confronti di determinate sette e della minoranza cristiana.

Recentemente una sovrapposizione di rivendicazioni di interessi e diritti  marittimi nel Mar Cinese Meridionale ha inoltre causato lievi tensioni con la Cina, anche se la situazione complessiva resta stabile.

 

Situazione economica

Una crescita economica trainata dalla domanda interna

L’Indonesia è caratterizzata da una grande economia relativamente chiusa strutturalmente vulnerabile agli shock esterni, complici l’elevata dipendenza dalle esportazioni di prodotti base (che costituiscono oltre il 60% delle esportazioni), la dipendenza dalle importazioni di petrolio e un elevato stock di investimenti di portafoglio interni.

Nel 2017 si stima che la crescita del PIL continuerà ad attestarsi al di sopra del 5%, favorita principalmente dall’espansione dei consumi privati, dal miglioramento delle politiche economiche e da una maggiore fiducia da parte degli investitori. Il governo ha annunciato misure di liberalizzazione e incentivi fiscali volti ad attirare più investimenti esteri diretti e a incoraggiare la crescita del credito. Nel 2016 l’inflazione ha segnato un calo dovuto in primis alla ritrovata stabilità della rupia, che ha superato gli effetti dell’allentamento monetario nel secondo semestre di tale anno.

I fondamentali economici dell’Indonesia continuano a essere solide. Le finanze pubbliche sono stabili, caratterizzate da buona solvibilità, e ciò nonostante le ripercussioni del calo dei proventi dalle esportazioni di prodotti  base e malgrado un gettito fiscale strutturalmente basso. Dal 2015, inoltre, il governo ha cancellato e/o abbassato i sussidi per l’energia, mantenendo il deficit di bilancio sotto controllo (si prevede che continuerà ad attestarsi attorno al 2% del PIL nel breve termine). Il debito pubblico resta alquanto contenuto con una percentuale equivalente a circa il 30% del PIL.

Il governo è riuscito a finanziare i propri deficit mediante emissioni di obbligazioni a tassi relativamente bassi. Il debito estero, attualmente nell’ordine del 35% del PIL, rimane gestibile, sebbene il servizio di debito sia relativamente elevato. La liquidità è sufficiente a coprire le importazioni: la copertura delle importazioni resta ben al di sotto della soglia dei tre mesi.

 

Il testo del rapporto completo è disponibile nel documento in formato PDF scaricabile.