Rappporto Paese India 2017

Rapporto Paese

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07 febbraio 2017

Le prospettive di crescita economica dell'India per il 2017 rimangono robuste, ma un settore bancario piuttosto debole e il forte indebitamento estero delle imprese rappresentano delle criticità.

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Situazione politica

Capo di Stato: Presidente Pranab Mukherjee (da luglio 2012)

Capo del Governo: Primo ministro Narendra Modi (da maggio 2014)

Forma di Governo: Governo di coalizione di centro-destra dell‘Alleanza Democratica Nazionale (ADN), guidato dal Partito del Popolo Indiano (Bharatiya Janata Party - BJP).

Popolazione: 1.29 miliardi

Pochi progressi ad oggi nonostante un governo riformista

La schiacciante vittoria alle elezioni politiche del 2014 ha regalato al BJP la maggioranza assoluta in parlamento (282 dei 543 seggi della Camera bassa): era dal 1984 che un partito non vinceva con la maggioranza dei voti espressi. La legislatura di Modi ha avanzato ambiziose iniziative per promuovere  l’urbanizzazione, migliorare connettività e infrastrutture e uniformare finalmente l’IVA in tutto il paese (un’imposta nazionale su beni e servizi darebbe un sostanziale impulso al PIL eliminando gli ostacoli al commercio fra i molti stati indiani e creando un mercato unico).

Le iniziative tese a migliorare la liberalizzazione degli investimenti diretti esteri, una modesta riduzione degli oneri burocratici, le azioni volte a promuovere la produzione di merci e l’entrata in funzione di nuove centrali elettriche con ogni probabilità aumenteranno la fiducia delle imprese stimolando ulteriormente la propensione al rischio degli investitori.

Ciononostante, il governo è tuttora privo di una maggioranza nella Camera alta, dove l’opposizione mantiene una posizione di forza. Così, poiché molti dei disegni di legge sulle riforme richiedono l’approvazione di entrambe le camere, sinora ci sono stati solo scarsi progressi sul piano delle riforme in determinati settori sensibili.

Situazione economica

Ottime prospettive di crescita per il 2017

Le prospettive economiche indiane per il 2017 restano le più promettenti del continente asiatico, con una crescita prevista del PIL attorno al 7,5%. L’economia trae beneficio da un clima politico stabile, un governo orientato alle riforme e dai bassi prezzi del petrolio (l’India è un grande importatore netto di petrolio). I consumi privati e la spesa pubblica sono i principali motori della crescita economica. Il calo dell’inflazione imputabile a un inasprimento della politica monetaria ha contribuito ad aumentare la fiducia dei consumatori, mentre il governo è intento a investire nelle infrastrutture elettriche: uno dei principali ostacoli per il potenziale di crescita economica a lungo termine dell’India.

In seguito alla riduzione del deficit di bilancio del 2016 e a fronte di una sua ulteriore diminuzione attesa anche per il 2017, la disciplina di bilancio del governo non appare molto forte. Nei prossimi anni il deficit non dovrebbe registrare un calo sensibilmente maggiore date le ingenti spese del governo a sostegno delle società di proprietà pubblica, dei programmi di sovvenzioni e delle migliorie alle infrastrutture; d’altro canto, le entrate continueranno a essere moderate, nonostante la recente approvazione del disegno di legge su  una riforma complessiva del sistema fiscale per i beni e i servizi (GST). Il disavanzo pubblico può tuttavia essere ampiamente finanziato da prestiti interni, caratterizzati da periodi di maturità lunghi in grado di mitigarne gli effetti negativi. La posizione dell’India nei confronti dell’estero è positiva e i rischi paese e sovrano restano bassi. Nel 2016 il debito estero ammontava ad appena il 24% del PIL.

Con più di otto mesi di copertura delle importazioni, le condizioni di liquidità sono favorevoli, mentre si prevede che l’attuale disavanzo di parte corrente si manterrà contenuto nel 2017, complice i tuttora bassi prezzi del petrolio e dei prodotti di base. L’India ha un eccellente storico dei pagamenti, privo di inadempimenti dal 1970 in avanti, e gode pertanto di un buon accesso ai mercati dei capitali. Questo genera notevoli afflussi di capitale e di portafoglio a breve termine, sufficienti a coprire l’attuale disavanzo di parte  corrente e in grado di contenere i livelli di indebitamento estero, rendendo il debito resiliente a shock esogeni.

 

Il testo del rapporto completo è disponibile nel documento in formato PDF scaricabile.