Rapporto Paese Cile 2018

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17 aprile 2018

Dalla seconda metà del 2017 la crescita economica si è ripresa dai bassi prezzi del rame e dalla minore domanda proveniente dalla Cina, dagli scioperi nel settore minerario e dalla domanda interna.

Rapporto Paese Cile 2018 - Panoramica
Rapporto Paese Cile 2018 - Settori

Situazione politica

Un nuovo presidente in carica

Sebastián Piñera, della coalizione di centro-destra “Chile Vamos”, ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali a novembre 2017, prendendo il posto della ex presidente di centro-sinistra Michelle Bachelet. Il nuovo governo non prevede cambiamenti politici significativi: la stabilità politica rimane pertanto elevata, a sostegno della capacità di credito del Cile e dell’ottimismo dei mercati finanziari. Tuttavia, la nuova amministrazione deve ancora affrontare le strozzature in termini di capitale umano e le disuguaglianze sociali.

Situazione economica

Ripresa della crescita economica nel 2018 e nel 2019

Rapporto Paese Cile 2018 - Pil

L’economia cilena continua a dipendere dalle esportazioni di rame (che rappresentano oltre il 40% dei proventi da esportazione e il 10% del PIL) e dalla conseguente domanda della Cina. Tuttavia, la dipendenza delle entrate pubbliche dai proventi del rame è diminuita da oltre il 25% in passato a circa il 10% e la diversificazione delle destinazioni di esportazione ha attenuato i rischi commerciali. Nel frattempo, il settore dei servizi rappresenta oltre il 60% del PIL. Dal secondo semestre del 2017 la crescita economica si è ripresa dai bassi prezzi del rame e dalla minore domanda cinese, dagli scioperi nel settore minerario e dall’indebolimento della domanda interna. Nel 2018 e nel 2019 la crescita del PIL dovrebbe accelerare grazie a un contesto esterno più favorevole (aumento dei prezzi del rame e della domanda di materie prime), all’impatto dell’allentamento della politica monetaria nel 2017 e al miglioramento della fiducia delleimprese e dei consumatori. Mentre il settore dei prodotti di base cileno potrebbe trarre beneficio da grandi progetti infrastrutturali negli Stati Uniti, l’economia del paese potrebbe essere colpita da eventuali politiche protezionistiche in materia di scambi commerciali, sia direttamente (nel commercio con gli Stati Uniti), che indirettamente (a seguito di un potenziale rallentamento degli scambi con i paesi asiatici, Brasile e Messico). Interferenze di qualsiasi tipo nei flussi di scambi commerciali a livello globale, causate da nuove misure protezionistiche, avrebbero senza dubbio conseguenze negative sugli esportatori cileni, nonostante il paese sudamericano abbia in essere accordi di libero scambio bilaterali e multilaterali con oltre 60 nazioni.

Rapporto Paese Cile 2018 - Investimenti

 

Ciononostante, la resistenza agli shock dell’economia rimane forte, date le prudenti politiche macroeconomiche e finanziarie. Il tasso di cambio flessibile si è dimostrato un ammortizzatore efficace in caso di shock, utile a mitigare l’impatto degli esigui prezzi del rame e della debole domanda esterna sulle partite correnti cilene. Il debito estero è sostenibile (con rapporti che dovrebbero scendere a circa il 60% del PIL nel 2018 e nel 2019) e la liquidità rimane sufficiente con oltre sei mesi di copertura delle importazioni, sostenuta anche da un fondo sovrano che ammonta attualmente a 24 miliardi di USD, pari al 9% del PIL.

Il Cile ha una normativa di bilancio che fissa un obiettivo di avanzo strutturale, dando tuttavia spazio a politiche di stimolo a breve termine. Sebbene il debito pubblico sia aumentato negli ultimi anni, la sua struttura rimane a basso rischio: buona parte è denominata in pesos (82%) e detenuta a livello nazionale (80%,  ovvero fondi pensione), il che riduce i rischi di cambio e di rifinanziamento.

Rapporto Paese Cile 2018 - Esportazioni

Il contesto imprenditoriale cileno è uno dei migliori della regione e il governo continua a stimolare gli investimenti esteri. Inoltre, la buona accessibilità dei capitali esteri e nazionali per le imprese locali riduce i rischi di rifinanziamento. Il settore bancario cileno è solido, ben regolamentato e  sufficientemente capitalizzato, caratterizzato da un tasso contenuto di prestiti in sofferenza (circa il 2% in media). La liquidità è buona e le autorità stanno attuando i quadri normativi di Basilea 3. Tuttavia, un rapporto prestiti/depositi relativamente elevato,  superiore al 115%, rende il settore bancario vulnerabile ai cambiamenti del clima di mercato.

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