CEE Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017

Rapporto Paese

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10 ottobre 2017

I consumi privati sono legati alla crescita salariale, mentre la crescita delle esportazioni è determinata dalla domanda dell'eurozona e dalla migliore competitività internazionale del paese.

 

 

Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017 Fig 1
Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017 Fig 2

 

 

 

Situazione Politica

 

Capo di Stato: Presidente Milos Zeman (da Marzo 2013)

Capo del Governo: Primo Ministro Bohuslav Sobotka (da Gennaio 2014)

Popolazione: 10,6 milioni

Governo di coalizione stabile

Dal gennaio 2014, la Repubblica Ceca è governata da una coalizione di centro-sinistra, che detiene 111 dei 200 seggi del parlamento. La coalizione è guidata dal Partito Socialdemocratico Ceco (CSSD); gli altri due partiti sono il centrista ANO 2011 e i democratici cristiani (KDU-CSL). Le prossime elezioni generali sono previste per l’ottobre 2017.

Situazione Economica

Crescita sostenuta nel biennio 2017-2018

Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017 Fig 3

Nel 2017 è prevista una crescita del 3% dell’economia della Repubblica Ceca, che trarrà vantaggio da ingenti consumi privati, una ripresa  degli investimenti pubblici e privati e da forti esportazioni (soprattutto beni riguardanti il settore automobilistico). Per il 2018 si prevede una crescita prolungata e sostenuta del PIL del 2,6%. La  domanda interna resterà ancora forte. La crescita dei consumi privati è guidata da un innalzamento dei salari, una riduzione del tasso di disoccupazione e da condizioni di prestito favorevoli. Allo stesso tempo l’aumento delle esportazioni, trainato dalla domanda dell’area dell’euro e da un miglioramento della competitività internazionale del paese, dovrebbe protrarsi.

Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017 Fig 4
Ad aprile 2017, la Banca Centrale ha deciso di rinunciare al tasso di cambio fisso (tetto massimo valutario) della corona rispetto all’euro a seguito dell’aumento dell’inflazione e di una robusta crescita economica. Questo limite è stato introdotto nel novembre 2013 per migliorare la competitività del paese, promuovere le esportazioni e contenere le pressioni deflazionistiche. Un ulteriore incremento dell’inflazione dovuto all’impennata dei salari e l’aumento dei prezzi immobiliari hanno comportato l’innalzamento del tasso d’interesse di riferimento dallo 0,05 allo 0,25%, facendo segnare il primo rialzo dal 2008. Le finanze pubbliche sono solide, caratterizzate da un lieve avanzo di bilancio raggiunto nel 2016 grazie alla crescita dei redditi e un maggiore rispetto degli obblighi fiscali. Per il biennio 2017-2018, sono previsti dei disavanzi contenuti imputabili all’aumento delle spese e degli investimenti pubblici. Il debito pubblico, equivalente al 36% del PIL, è basso rispetto ad altri paesi della regione. Il buono stato delle finanze pubbliche significa che la Repubblica Ceca non avrebbe alcuna difficoltà a soddisfare i criteri di adozione dell’euro. Ciononostante, l’adesione all’area dell’euro è ancora una questione controversa nelle politiche del paese, con l’opinione pubblica contraria all’idea. Un’adesione all’area dell’euro nei prossimi anni appare pertanto improbabile.

Il potenziale fattore di rischio dell’elevata dipendenza dalle esportazioni

Rapporto Paese Repubblica Ceca 2017 Fig 5
Nonostante le prospettive generalmente favorevoli, permangono rischi negativi. Con una percentuale pari a oltre il 75%, il rapporto tra esportazioni e PIL della Repubblica Ceca è uno dei più elevati dell’UE e, a causa degli investimenti esteri, l’economia ceca è fortemente integrata nelle catene del valore internazionali. Ciò rende il paese vulnerabile alle perdite del commercio estero. I  principali rischi al riguardo sono un forte apprezzamento del tasso di cambio in grado di  danneggiare la competitività internazionale della Repubblica Ceca, oltre a forti diminuzioni della domanda esterna innescate, ad esempio, dall’accresciuta incertezza politica (Brexit) o da un improvviso rallentamento nell’area dell’euro.