Market Monitor ICT Italia 2018

Market Monitor

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  • ICT

12 giugno 2018

A causa delle limitate opportunità di crescita organica e della persistente incertezza economica, gli attori del mercato si sforzano di espandersi attraverso acquisizioni e specializzazioni.

 

Market Monitor ICT Italia 2018 - PIL
Market Monitor ICT Italia 2018 - Settori

 

  • Secondo l’associazione di settore Assinform nel 2017 il mercato italiano dell’ICT è cresciuto dell’1,9% (66,1 miliardi di Euro) e dovrebbe crescere di un ulteriore 1,8% quest’anno. I principali segmenti di crescita sono servizi IT, e-commerce e hardware (con una crescita prevista del 26% quest’anno e un fatturato di 29 miliardi di Euro rispetto a 23 miliardi nel 2017).
  • Nel segmento B2B le imprese più grandi continuano a rappresentare oltre il 60% della spesa IT totale sul mercato interno, mentre la domanda da parte del settore pubblico e la capacità di spesa delle PMI restano limitate.
  • Lo scorso anno i margini di profitto si sono mantenuti stabili nella maggior parte dei segmenti. Alla luce delle modeste opportunità di crescita e l’adeguamento del mercato nel segmento dei distributori, le imprese cercano di espandersi attraverso acquisizioni e specializzazioni (servizi personalizzati e a valore aggiunto).
  • Il settore italiano dell’ICT ha un tasso di indebitamento elevato ed è fortemente dipendente dal finanziamento bancario. I pagamenti in questo settore richiedono in genere 120 giorni; il comportamento di pagamento si è sinora mantenuto buono, con un basso livello di notifiche di mancato pagamento. Il numero di fallimenti nel settore ICT è piuttosto basso rispetto ad altri comparti e dovrebbe mantenersi stabile nel 2018.
  • Il nostro approccio assicurativo si conferma generalmente aperto nei confronti di tutti i segmenti dell’ICT grazie al rischio di credito favorevole, la necessità da parte delle imprese italiane di aumentare la spesa IT per stimolare la produttività e la crescente domanda di innovazione attraverso digitalizzazione, cyber security, big data, pagamenti elettronici e cloud computing.
  • Come lo scorso anno, monitoriamo con attenzione i grossisti a basso valore aggiunto e le imprese più piccole in quanto maggiormente esposti a difficoltà finanziarie a causa del fabbisogno di capitale circolante, soprattutto nel caso di aziende che dipendono da committenti pubblici o da grossi clienti. Adottiamo un approccio prudente anche nei confronti dei grossisti con servizi a basso valore aggiunto e insufficiente massa critica nonché verso le imprese fortemente dipendenti dalle vendite e servizi al settore pubblico (a causa della nota lentezza dei pagamenti da parte degli enti statali).

 

 

 

 

 

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