Market Monitor - ICT - Italia

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30 giugno 2016

La capacità di spesa IT delle PMI resta contenuta a causa delle persistenti difficoltà di accesso al credito bancario

  • La modesta ripresa dovrebbe proseguire
  • Gli investimenti IT da parte delle PMI italiane si mantengono ancora a un livello basso
  • I pagamenti richiedono in media 60-90 giorn

 

Il settore dell’ICT contribuisce all’1,6% dell’economia italiana e conta circa 75.000 aziende e 460.000 dipendenti. Nel 2013 e 2014 le vendite del settore hanno riportato una contrazione a causa del periodo di recessione dell’Italia e dei tagli alla spesa pubblica e privata.

Secondo i dati dell’Associazione di settore Assinform, lo scorso anno il mercato italiano dell’ICT è cresciuto dell’1,0%, attestandosi a 64,9 miliardi di Euro, in linea con la modesta crescita del PIL del paese (+0,8%). Tutti i sotto-settori hanno dato un contributo positivo, ad eccezione dei servizi di telecomunicazione che hanno registrato una contrazione del 2,4% dovuta alla diminuzione dei prezzi. I tassi di crescita maggiori sono stati registrati dai segmenti dei data center e cloud computing (+28,7%, 1,2 miliardi di Euro) e  dell’Internet delle Cose (+13,9%, 1,8 miliardi di Euro). Nel 2016 i volumi di vendita del settore ICT dovrebbero registrare un’ulteriore crescita di circa l’1,5%.

Nel segmento B2B, sono soprattutto le grandi società ad investire in questo settore (circa il 60% del totale della spesa IT sul mercato interno). Tuttavia, la capacità di spesa IT delle PMI resta contenuta a causa delle persistenti difficoltà di accesso al credito bancario e della mancanza di risorse con conseguenze negative sugli investimenti nelle nuove tecnologie di cloud-computing. Il segmento degli articoli di consumo dovrebbe beneficiare del lancio di nuovi dispositivi e della crescente diffusione dell’e-commerce, che in Italia è ancora poco utilizzato rispetto ad altri paesi europei.

Alcuni dei principali  distributori italiani hanno iniziato a introdurre sul mercato prodotti a marchio proprio (tablet/smartphone) allo scopo di aumentare i margini di profitto e  contrastare la forte concorrenza nei segmenti della distribuzione e della vendita al dettaglio. I margini di profitto nella maggior parte dei segmenti dell’ICT sono comunque  migliorati negli ultimi 12 mesi. I pagamenti in questo settore richiedono in genere 60-90  giorni; il comportamento di pagamento si è mantenuto buono, con un basso livello di  notifiche di mancato pagamento.

Negli ultimi sei mesi, il numero d’insolvenze ha fatto  registrare una flessione e dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi. Nel complesso, il  numero di fallimenti è inferiore rispetto ad altri comparti industriali italiani. Il nostro approccio assicurativo si mantiene generalmente positivo nei confronti del settore ICT, in particolare per quanto riguarda i fornitori di servizi IT a valore aggiunto con mercato in crescita (infrastrutture di rete, cloud computing) e i principali grossisti di hardware e software. Monitoriamo invece con  attenzione le imprese più piccole in quanto maggiormente esposte a difficoltà finanziarie  a causa del fabbisogno di capitale circolante, soprattutto nel caso di aziende che  dipendono da committenti pubblici o da grossi clienti. Saranno i piccoli rivenditori di  attrezzature IT a continuare a subire la maggiore pressione causata dalla concorrenza sui  prezzi (in particolare da parte dell’e-commerce) e ai margini di profitto limitati.