Market Monitor - Chimica - Turchia

Market Monitor

  • Turchia
  • Chimico

27 luglio 2016

il numero di ritardi di pagamento e insolvenze era elevato e alcuni degli operatori finanziariamente più deboli hanno dovuto abbandonare il mercato.

  • La crescita del settore chimico della Turchia ha subito una frenata lo scorso anno poiché la domanda interna ha risentito del clima d’incertezza politica (due elezioni generali a giugno e novembre del 2015). Nel 2016 le vendite e la produzione del settore chimico dovrebbero tornare a crescere sotto la spinta dell’aumento della domanda da parte di alcuni mercati di riferimento, come quello edile e quello tessile.
  • Poiché il settore chimico turco è orientato principalmente al mercato interno e dipende  dalle importazioni, i margini di profitto delle imprese ha risentito delle oscillazioni del tasso di cambio negli ultimi 12 mesi. Tuttavia, il cambio della Lira turca nei confronti dell’Euro e  del Dollaro statunitense dovrebbe stabilizzarsi quest’anno, con un impatto positivo sui margini di profitto. La riduzione dei prezzi del petrolio ha influito favorevolmente sulla  performance del comparto.
  • La concorrenza si è fatta più forte con l’ingresso sul mercato turco d’imprese straniere  operanti a livello internazionale (soprattutto nei segmenti delle vernici e dei farmaci),  nonostante le norme a favore degli operatori locali introdotte in alcuni segmenti.
  • Nel complesso, il tasso d’indebitamento delle imprese chimiche è nella media, ma ha  recentemente registrato un aumento a seguito della svalutazione della Lira turca. Le  banche sono comunque generalmente inclini a concedere prestiti al settore.
  • I pagamenti nel settore chimico turco richiedono in media 150 giorni. Alla fine dello scorso  anno, il numero di ritardi di pagamento e insolvenze era elevato e alcuni degli operatori  finanziariamente più deboli hanno dovuto abbandonare il mercato. Il numero di casi  d’insolvenza dovrebbe stabilizzarsi nel 2016.
  • Alla luce del clima d’incertezza economica e politica della Turchia e dell’aumento dei casi  d’insolvenza e ritardi di pagamento registrato alla fine dello scorso anno, il nostro  approccio assicurativo nei confronti del settore chimico si è fatto più restrittivo, soprattutto per quanto riguarda le imprese che non fanno parte di gruppi più grandi.