Market Monitor Beni Durevoli di Consumo UK 2017

Market Monitor

  • Regno Unito
  • Beni durevoli

28 marzo 2017

Il 2017 dovrebbe essere un anno più difficile per la vendita al dettaglio dei beni durevoli di consumo poiché la debolezza della Sterlina sta aumentando la pressione sui prezzi.

  • La crescente incertezza economica avrà un impatto sulla spesa al consumo nel 2017
  • Il settore si scontra con l’aumento dei costi dei beni importati
  • Probabile aumento dei casi d’insolvenza e dei ritardi di pagamento nel 2017

 

Nel 2016 il settore britannico della vendita al dettaglio non alimentare ha continuato a crescere sotto la spinta del solido aumento dei consumi privati (+2,8%). La spesa al consumo è stata il motore della crescita economica del Regno Unito negli ultimi due anni, sostenuta dal tasso relativamente elevato dell’occupazione e dai bassi livelli d’inflazione.

Secondo l’Ente Statistico britannico ONS, i volumi di vendita del retail non alimentare sono cresciuti del 4,3% a dicembre dello scorso anno e molti rivenditori hanno registrato ottimi risultati durante il periodo natalizio. La cifra spesa per i prodotti non alimentari è cresciuta dell’1,2%, mentre i prezzi medi dei negozi sono aumentati dello 0,9%. Le vendite online, che rappresentano circa il 15% della spesa al dettaglio, hanno continuato a registrare un ottimo andamento (+21,3% rispetto all’anno precedente), il che ha ovviamente conseguenze negative sulle imprese che utilizzano i canali di vendita tradizionali.

Il 2017 dovrebbe essere un anno più difficile per la vendita al dettaglio dei beni durevoli di consumo poiché la debolezza della Sterlina britannica sta aumentando la pressione sui prezzi e l’incertezza relativa ai futuri rapporti tra Regno Unito e UE sta avendo ripercussioni sulla spesa per gli investimenti. Ciò potrebbe indurre le imprese a ridurre le assunzioni e a frenare la crescita degli stipendi (che dovrebbero iniziare a registrare una flessione nei prossimi sei mesi) causando, quindi, una contrazione del reddito disponibile. L’aumento del tasso d’inflazione (la previsione per il 2017 è +2,6%) farà salire il prezzo dei beni di consumo, con un impatto sulla spesa al consumo e sulla crescita del PIL. I consumi privati dovrebbero aumentare soltanto dell’1,6% quest’anno e la crescita delle vendite al dettaglio dovrebbe attestarsi allo 0,6%, dopo l’aumento del 2,5% registrato nel 2016.

L’aumento dei prezzi delle materie prime causato dalla svalutazione della Sterlina sta già spingendo i rivenditori a riconsiderare le loro fonti di approvvigionamento e il prezzo dei prodotti. Nei prossimi anni, la sfida principale per i rivenditori sarà di ottenere una crescita reale a fronte dell’aumento dei prezzi, poiché i costi delle importazioni sono trasferiti sui consumatori. Lo scorso mese di gennaio, i prezzi nel settore dell’arredamento hanno registrato un aumento del 2,5%, il dato più alto degli ultimi cinque anni. Per questo mercato, che ha registrato un’ottima crescita negli ultimi anni, prevediamo che l’aumento dei prezzi avrà un impatto negativo sulle vendite nei prossimi 12 mesi. Anche le vendite di elettrodomestici dovrebbero subire l’effetto dell’aumento dei prezzi di produzione, benché la misura dell’impatto sia ancora da valutare, a causa delle difficoltà dei rivenditori di mantenere i prezzi competitivi.

 

Nel 2016 le condizioni meteorologiche eccezionali hanno spinto i negozi su strada a lunghi periodi di sconti per smaltire gli stock, contribuendo così ad aumentare la pressione sui margini di profitto, e prevediamo che questa situazione proseguirà anche nel 2017.

Inoltre, il prossimo mese di aprile il salario minimo nazionale sarà aumentato a 7,50 Sterline/ora per le persone di età superiore ai 25 anni. Poiché i negozi tradizionali dipendono fortemente dal personale inquadrato nella parte inferiore della scala salariale, l’aumento del costo del lavoro li spingerà a riconsiderare la base dei costi e il portafoglio dei punti vendita, chiudendo quelli che non coprono i costi o che non sono sufficientemente redditizi da giustificarne l’esistenza. I pagamenti nel settore dei beni durevoli di consumo richiedono
in media 60 giorni e pur non aspettandoci un aumento significativo di ritardi nel prossimo futuro, è piuttosto probabile un lieve aumento a causa delle crescenti sfide sul mercato. Poiché il mercato britannico della vendita al dettaglio continua ad essere estremamente competitivo e deve confrontarsi con l’aumento dei costi, il cambiamento delle abitudini di acquisto (ad esempio, la maggiore attenzione al prezzo e la quota crescente di vendite
online) e la contrazione della spesa al consumo, prevediamo che i casi d’insolvenza subiranno un lieve aumento in questo clima d’incertezza economica.
 

 

Manteniamo un approccio neutro nei confronti del segmento dei beni durevoli di consumo e continuiamo a monitorare regolarmente gli sviluppi nel settore attraverso uno stretto contatto con gli acquirenti, in particolare con le imprese fortemente dipendenti da materiali importati, che hanno un portafoglio ampio di punti vendita o livelli elevati d’indebitamento o i cui dati finanziari mostrano segnali di peggioramento. In linea generale, i rivenditori sono disponibili a condividere le informazioni finanziarie riservate e questo ci permette di prendere decisioni informate.
La stagionalità si conferma un fattore critico nel settore britannico della vendita al dettaglio, in particolare durante il periodo natalizio. Incoraggiamo quindi i nostri clienti a considerare con debito anticipo le esigenze legate ai picchi causati dalla stagionalità in modo da consentirci di soddisfare le loro richieste.