Market Monitor - Costruzioni - Giappone

Market Monitor

  • Giappone
  • Costruzioni

19 febbraio 2016

Si consiglia cautela nei confronti degli esportatori di materiali da costruzione dipendenti dal mercato cinese.

  • Le prospettive a breve termine del settore edile giapponese si confermano positive poiché il comparto beneficerà della domanda crescente legata alla ripresa dell’edilizia residenziale e ai progetti connessi alle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Ci sono anche alcuni grandi progetti a lungo termine, come la ferrovia Maglev, l’aggiornamento della rete autostradale e un nuovo collegamento ferroviario per l’aeroporto di Haneda.
  • I margini di profitto delle imprese hanno registrato un miglioramento grazie alla stabilità dei costi per manodopera e materiali e questa tendenza dovrebbe proseguire anche nel 2016.
  • Le banche sono generalmente inclini a concedere prestiti e le imprese, ad eccezione di quelle fortemente indebitate, possono contare quindi sui necessari finanziamenti.
  • I pagamenti nel settore edile richiedono in media 90-120 giorni. Il comportamento di pagamento del settore è stato buono negli ultimi due anni.
  • I casi di insolvenza nel settore edile si sono mantenuti stabili rispetto al 2014 e, alla luce della domanda crescente e della stabilità dei costi di produzione, non dovrebbero far registrare un aumento per quest’anno.
  • Il nostro approccio assicurativo nei confronti delle imprese del settore si mantiene generalmente positivo: tuttavia, le imprese più piccole e finanziariamente deboli potrebbero mostrarsi in difficoltà a causa dello schiacciante predominio di quattro grandi operatori e della potenziale riduzione dei prezzi nelle gare d’appalto.
  • Adottiamo maggiore prudenza nei confronti degli esportatori di materiali che dipendono dal mercato cinese.
  • L’aumento dell’imposta al consumo (10%) che entrerà in vigore nell’aprile del 2017 potrebbe far sentire il suo effetto prima del previsto. Inoltre, i piccoli operatori potrebbero dover affrontare maggiori difficoltà a causa dell’aumento del costo del lavoro causato dalla mancanza di manodopera.