Market Monitor - Beni Durevoli di Consumo - Polonia

Market Monitor

  • Polonia
  • Beni durevoli

08 aprile 2016

  • Ulteriore crescita prevista per il 2016
  • L’introduzione di un’imposta addizionale sui rivenditori al dettaglio potrebbe avere ripercussioni negative sui profitti
  • I pagamenti richiedono, in media, 60 giorni

Il settore polacco dei beni durevoli di consumo ha continuato a crescere nel 2015 sotto la spinta della solida crescita del PIL (+3,5%) e del buon andamento dei consumi privati.

Secondo l’Ufficio Statistico polacco, le vendite di arredamento ed elettrodomestici sono cresciute del 4,3%, mentre tessili, abbigliamento e calzature hanno registrato un aumento dell’8,2%. Date le prospettive positive dell’economia per il 2016 (il PIL e i consumi delle famiglie dovrebbero aumentare di oltre il 3%), il settore dei beni durevoli di consumo dovrebbe continuare a beneficiare di una solida crescita.

I bilanci delle imprese mostrano che i margini di profitto si sono mantenuti stabili o hanno registrato soltanto una lieve flessione nel 2015. L’adeguamento del mercato a seguito del fallimento di alcuni grandi operatori nel 2013 e 2014 ha concesso un po’ di respiro alle imprese superstiti.

I termini di pagamento si attestano, in media, a 60 giorni e variano a seconda della categoria di prodotti (si va dai 30 giorni per l’elettronica e i piccoli elettrodomestici ai 180 giorni per i grandi elettrodomestici). Negli ultimi sei mesi, il numero dei ritardi nei pagamenti ha fatto registrare una flessione e dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi.

L’andamento dei casi d’insolvenza è ulteriormente migliorato nel 2015 , e i casi di fallimento delle imprese che si occupano della di vendita al dettaglio dei beni di consumo durevoli dovrebbero anch’essi stabilizzarsi nei prossimi mesi.

Tuttavia, il divario tra le imprese più forti e quelle più deboli si sta facendo sempre più ampio e potrebbe dar luogo a problemi nel 2016 o nel 2017. I costi per il finanziamento bancario dovrebbero registrare un aumento a causa della nuova normativa fiscale a carico delle banche. Allo stesso tempo, il Governo sta valutando l’introduzione di un’imposta addizionale sui rivenditori calcolata in base al fatturato prodotto nel 2016: l’ambito di applicazione della nuova imposizione fiscale non è stato ancora definito, ma sembra molto probabile che ne saranno esclusi soltanto i rivenditori più piccoli, mentre la prevista aliquota tra lo 0,7% e il 2% dovrebbe avere un impatto negativo sui margini di profitto delle imprese medio-grandi a causa della bassa redditività del settore (inferiore all’1% per la maggior parte dei rivenditori di elettrodomestici).

Nel contempo, le esportazioni di elettrodomestici hanno subito una flessione a seguito della nuova normativa in materia di IVA, introdotta a luglio del 2015, e di una serie di azioni intraprese dai produttori per scoraggiare le esportazioni (i prezzi di vendita in Polonia sono ancora inferiori rispetto a quelli dell’Europa Occidentale a causa del minor reddito delle famiglie).

Alla luce del solido andamento delle vendite, e tenendo conto, tuttavia, delle difficoltà evidenziate, il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore dei beni durevoli di consumo si mantiene neutro.

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