Market Monitor - Beni Durevoli di Consumo - Cina

Market Monitor

  • Cina
  • Beni durevoli

08 aprile 2016

  • Crescita più lenta, ma ancora solida
  • Probabile aumento dei ritardi nei pagamenti
  • Margini di profitto stabili

Fino al 2014 l’industria cinese del commercio al dettaglio ha fatto registrare una solida crescita per alcuni anni grazie all’aumento del reddito disponibile e alla crescente urbanizzazione. Le vendite di beni durevoli di consumo hanno continuato a crescere nel 2015 pur se ad un ritmo più contenuto a causa della revoca degli incentivi statali a favore dell’acquisto di elettrodomestici per le famiglie delle zone rurali. Inoltre, il rallentamento del mercato immobiliare nel 2014/2015 ha ulteriormente frenato la spesa per gli apparecchi di consumo, in particolare per quanto riguarda i grandi elettrodomestici.

Nel 2016 si prevede un ulteriore rallentamento della crescita, in linea con la frenata dell’economia e dei consumi privati. Tuttavia, i margini lordi delle imprese di questo settore oscillano tra il 20% e il 30% e dovrebbero mantenersi stabili nei prossimi 6 mesi.

Alcuni grandi operatori locali continuano a conservare la propria posizione di leadership  grazie all’ampia gamma del portafoglio prodotti nel segmento dei piccoli e grandi  elettrodomestici, alla rete di distribuzione capillare su tutto il territorio, all’alta penetrazione nelle città di seconda fascia e nelle zone rurali, oltre che all’ottima reputazione dei loro  marchi tra i consumatori. La concorrenza sui prezzi è forte, soprattutto tra i canali di  vendita online e offline.

Mentre i grandi rivenditori possono contare su fonti di finanziamento stabili, i piccoli rivenditori a livello locale devono confrontarsi con maggiori difficoltà e spesso sono  costretti ad affidarsi al sistema bancario ombra. Molti rivenditori online si auto-finanziano tramite investimenti in capitali di rischio o private equity. Queste imprese cercano di  sfruttare una strategia a basso costo per crescere velocemente e attirare quindi maggiori  investimenti.

I pagamenti nel settore cinese dei beni durevoli di consumo richiedono in  media 60 giorni e prevediamo che i ritardi nei pagamenti faranno registrare un aumento nei prossimi mesi. Il tasso d’insolvenza/fallimento del settore dei beni durevoli di consumo è relativamente basso rispetto a quello di altri comparti industriali cinesi e non prevediamo che la situazione debba cambiare.

Tuttavia, prestiamo particolare attenzione ai rivenditori privati con un tasso d’indebitamento superiore al 50% alla luce del rischio che potrebbe rappresentare il mancato rinnovo dei finanziamenti. Con il continuo sviluppo dell’e-commerce in Cina, monitoriamo con attenzione quelle imprese che, pur avendo un fatturato modesto, investono pesantemente sulle proprie piattaforme online, in quanto ciò potrebbe determinare una forte pressione sui livelli di finanziamento, con il rischio, nel peggiore dei casi, d’insolvenza qualora non s’intraprendano azioni tempestive ed efficaci.

Il nostro approccio assicurativo si mantiene generalmente positivo per quanto riguarda il  segmento degli elettrodomestici, alla luce delle buone prospettive di vendita legate alla  domanda per la sostituzione degli apparecchi obsoleti. Grazie agli avanzamenti tecnologici  degli ultimi anni, i prodotti offrono funzionalità sempre più avanzate che ne giustificano il prezzo più alto, un fattore che contribuirà alla crescita dei fatturati nei prossimi anni.  Adottiamo invece un approccio neutro nei confronti del segmento dell’arredamento e  siamo particolarmente restrittivi per quanto riguarda il sotto-settore tessile caratterizzato  da un eccesso di capacità produttiva.

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