Market Monitor - Automotive - Turchia

Market Monitor

  • Turchia
  • Trasporti

31 ottobre 2016

i rischi legati al tasso di cambio, la concorrenza agguerrita, il carico fiscale e la scarsa capitalizzazione di molte imprese continuano a rappresentare dei fattori di rischio.

  • La domanda del settore automobilistico turco ha iniziato a registrare una flessione e nel primo trimestre del 2016 il mercato ha subito una contrazione del 3% rispetto all’anno precedente. Ciò è imputabile soprattutto al peggioramento del contesto politico-economico e ad altre questioni in materia di sicurezza, tutti fattori che stanno avendo un impatto negativo sulla domanda interna.
  • Si prevede che la domanda di autovetture si manterrà a livelli bassi nella seconda metà di quest’anno e i primi mesi del 2017. Tutti i segmenti (case automobilistiche, fornitori e produttori di autoricambi, concessionari) stanno registrando una flessione delle vendite.
  • Nonostante la riduzione dei prezzi delle materie prime (soprattutto per quanto riguarda i prodotti piatti in acciaio), la redditività dei produttori e fornitori del settore automobilistico turco si è mantenuta invariata negli ultimi 12 mesi. Le guerre dei prezzi sono comuni in  questo settore e, a causa della riduzione dei costi delle materie prime, le imprese non  esitano a tagliare i prezzi pur di aumentare la loro quota di mercato. La concorrenza ha svolto un ruolo importante nell’indirizzare le strategie delle imprese di questo settore. I margini di profitto dovrebbero mantenersi sostanzialmente invariati nel 2016.
  • Il tasso di indebitamento e il fabbisogno finanziario delle imprese del settore sono in linea con la media del comparto industriale turco. Il settore automobilistico tende a ricercare il supporto dei fornitori piuttosto che ricorrere al finanziamento esterno anche se gli investimenti più ingenti richiedono l’intervento delle banche.
  • I pagamenti nel settore automobilistico richiedono in media tra i 30 e i 60 giorni. Il comportamento di pagamento è sostanzialmente stabile e il numero di notifiche di mancato pagamento non dovrebbe far registrare un aumento nei prossimi mesi. Il numero di casi d’insolvenza nel settore è basso e dovrebbe mantenersi stabile nei prossimi sei mesi. Tuttavia, i rischi legati al tasso di cambio, la concorrenza agguerrita, il carico fiscale e la scarsa capitalizzazione di molte imprese continuano a rappresentare dei fattori di rischio.