Market Monitor - Automotive - Regno Unito

Market Monitor

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  • Trasporti

31 ottobre 2016

Le prospettive a breve termine sono positive, ma la decisione sulla Brexit avrà un impatto sulle vendite di auto sul mercato interno e le esportazioni di automobili inglesi nel medio termine.

  • Continua la buona performance nonostante i timori legati alla Brexit
  • I pagamenti richiedono in media 60 giorni
  • Ancora problemi per le piccole imprese del segmento after-market

Regno Unito: Settore Automotive/ Panoramica

Negli ultimi quattro anni, il settore automobilistico britannico ha registrato una solida crescita, grazie soprattutto ai tassi d’interesse bassi e all’aumento delle esportazioni. La produzione di autovetture ha raggiunto il picco nel 2015, con una crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente (1.587.677 veicoli).

Nei primi mesi di quest’anno, la produzione interna e il numero d’immatricolazioni hanno continuato ad aumentare. Secondo l’Associazione dei produttori e rivenditori del comparto automobilistico (SMMT), la produzione di vetture è cresciuta del 13% nel 1° semestre di quest’anno (897.157 unità). Le esportazioni sono aumentate del 14,9%, mentre la produzione destinata al mercato interno è cresciuta del 7,1%. Uno dei punti di forza dell’industria automobilistica britannica è la sua diversità, grazie alla presenza di produttori di vetture di fascia media, di fascia alta e di veicoli speciali.

Queste ultime due categorie, in particolare, hanno registrato una rapida diffusione negli ultimi dieci anni e ciò ha determinato una domanda crescente da parte dei mercati non-UE. Parallelamente all’aumento della produzione, anche la domanda di componenti per il settore automobilistico è cresciuta negli ultimi due anni: attualmente, circa un terzo dei componenti installati su una vettura fabbricata nel Regno Unito è di produzione locale.

Le prospettive a breve termine si confermano positive: Bentley, Honda, Jaguar Land Rover e MINI sono tra le case automobilistiche operanti a livello globale che investono nella produzione nel Regno Unito e tutte avvieranno nuove linee di produzione nei
prossimi mesi con un effetto positivo sul segmento dei fornitori del settore automobilistico. La domanda estera di autovetture prodotte nel Regno Unito dovrebbe mantenersi solida nei prossimi mesi.

Il mercato britannico dei veicoli nuovi è cresciuto del 3,2% nel 1° semestre di quest’anno, con oltre 1.420.000 nuove immatricolazioni, la migliore performance semestrale mai registrata. La crescita ha interessato le vetture alimentate con tutti i diversi tipi di carburante.

Regno Unito: Settore Automotive/ PIL

Nel mese di giugno la domanda ha subito un rallentamento e le immatricolazioni si sono ridotte dello 0,8%, a conferma dell’attesa stabilizzazione del mercato. Allo stesso tempo, il segmento dei concessionari ha registrato profitti in crescita. La principale sfida per i concessionari di autovetture è rappresentata dall’impatto del crescente numero di veicoli semi-nuovi immessi sul mercato. La disponibilità di vetture usate sta aumentando parallelamente alla crescita del numero di nuovi veicoli e ciò potrebbe potenzialmente determinare una flessione dei margini di profitto nel mercato dell’usato.

I pagamenti nel settore automobilistico britannico richiedono in media 60 giorni. I ritardi nei pagamenti da parte del settore sono rari e non abbiamo notato un aumento del numero di notifiche di mancato pagamento nel corso degli ultimi mesi. Rispetto ad altri comparti industriali britannici, il tasso d’insolvenza e fallimento del comparto automobilistico è buono e con previsioni stabili.

Come nel 2015, il nostro approccio assicurativo nei confronti della maggior parte delle imprese di questo settore si mantiene positivo, alla luce del buon comportamento di pagamento, del basso tasso d’insolvenza e della solida domanda sul mercato internoe nell’Eurozona.

Tuttavia, nonostante le prospettive positive, il settore continua ad essere fortemente esposto agli sviluppi dell’economia globale, mentre la Brexit farà indubbiamente sentire il suo effetto nel medio termine. La decisione di uscire dall’UE ha già determinato oscillazioni dei tassi di cambio e ha avuto ripercussioni sul livello di fiducia delle aziende e dei consumatori britannici; inoltre, molte imprese stanno ritardando le decisioni in materia di assunzioni e investimenti. La crescita del PIL dovrebbe registrare un rallentamento (0,6% nel 2017): tale tendenza, insieme all’attuale clima d’incertezza legato alla Brexit, potrebbe frenare la vendita di autovetture sul mercato interno, con un impatto negativo su concessionari e produttori nel corso del 2017.

La svalutazione della Sterlina farà salire il costo delle importazioni di vetture e componenti  (circa l’87% delle vendite di veicoli sul mercato interno e il 65% dei componenti per il settore automobilistico sono importati). Un eventuale aumento dei costi potrebbe avere conseguenze negative sulle vendite, a meno che i concessionari e produttori non riescano ad assorbirne una parte a discapito dei loro margini di profitto. Le case automobilistiche estere con stabilimenti nel Regno Unito potrebbero registrare una contrazione dei profitti e una svalutazione delle attività.

Per il momento, resta ancora da vedere quali saranno le  reali implicazioni della Brexit per quanto riguarda i produttori britannici del settore automobilistico. Una volta formalizzata l’uscita dall’UE, i dazi all’esportazione renderebbero la produzione di vetture nel Regno  Unito economicamente meno vantaggiosa. Attualmente, il 57% delle autovetture prodotte nel Regno Unito è esportato nei paesi UE. Oltre ad eventuali difficoltà a livello commerciale, il settore perderebbe anche il diritto ad accedere ai fondi UE a supporto della produzione e della Ricerca e Sviluppo.

Regno Unito: Settore Automotive/ SWOT