Market Monitor - Automotive - Italia

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31 ottobre 2016

In questo settore le esperienze di pagamento sono state soddisfacenti nel corso degli ultimi due anni. I mancati pagamenti non dovrebbero crescere nei prossimi mesi.

  • Continua la solida ripresa della produzione
  • Molte imprese hanno migliorato la loro solidità finanziaria
  • Il numero di casi d’insolvenza dovrebbe stabilizzarsi nel 2016

Il settore automobilistico italiano, inclusi i suoi sotto-settori, conta 145.000 imprese e occupa 485.000 persone. Nel 2015 il settore ha beneficiato della solida domanda sul mercato interno ed estero. Secondo l’Associazione italiana delle industrie automobilistiche (ANFIA), nel 2015 la produzione interna è aumentata del 45% rispetto all’anno precedente, portandosi ad oltre 1.000.000 di unità (di cui il 65% autovetture, il 31% veicoli leggeri, il 3% veicoli pesanti e l’1% autobus).

La quota di export è passata dal 54% nel 2014 al 58% nel 2015. La tendenza positiva è proseguita nel 2016. Nel 1° trimestre di quest’anno la produzione di autovetture ha registrato un incremento del 17%, mentre il numero di nuove immatricolazioni è  aumentato del 19,1% per quanto riguarda le autovetture e del 30,8% per i veicoli commerciali. Tuttavia, questi dati vanno letti in rapporto alle drammatiche riduzioni registrate durante il periodo di recessione successivo al 2008.

L’aumento della domanda interna è favorito principalmente dall’attuale modesta ripresa economica, ma anche dai bassi tassi d’interesse, dalla riduzione dei prezzi del carburante, dal migliore accesso al credito al consumo e dalle aggressive campagne promozionali delle case automobilistiche. La crescita della domanda potrebbe subire un rallentamento nei prossimi mesi qualora terminassero le promozioni e il prezzo del carburante tornasse ad
aumentare. Tuttavia, poiché il 45% delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri circolanti in Italia non rispetta gli standard di emissione Euro 4, la necessità di sostituire i modelli obsoleti rappresenta un potenziale fattore di crescita.

A causa della forte riduzione di vendite e produzione negli anni precedenti al 2014, molti produttori e fornitori italiani del settore automobilistico hanno dovuto confrontarsi con la contrazione dei margini di profitto: soprattutto le piccole imprese avevano fatto registrare un peggioramento per quanto riguardava patrimonio netto, solvibilità e liquidità. Grazie alla solida ripresa, le imprese superstiti hanno registrato un aumento dei loro margini di profitto e hanno migliorato la loro solidità finanziaria.

I pagamenti nel settore automobilistico italiano richiedono da 60/90 a 120/150 giorni a seconda dell’acquirente finale o se il capitale d’esercizio richiesto può essere ottenuto da banche o fornitori. In linea generale, i pagamenti sono più veloci nel caso degli acquirenti esteri. La nostra esperienza in materia di pagamenti è stata soddisfacente negli ultimi due anni e non ci aspettiamo un aumento delle notifiche di mancato pagamento nei prossimi mesi. I casi d’insolvenza si sono ridotti nel 2014 e 2015 e dovrebbero mantenersi stabili quest’anno.

Alla luce della buona performance del comparto, stiamo adottando un approccio  assicurativo più rilassato nei confronti del settore automobilistico. Prestiamo tuttavia maggiore cautela per quanto riguarda i produttori di componenti, a causa del loro basso potere contrattuale nei confronti delle case automobilistiche, e delle imprese di componenti in acciaio, che devono confrontarsi con la continua diminuzione dei prezzi e con il rischio di svalutazione degli stock.