Market Monitor-Alimentare-Irlanda-2016

Market Monitor

  • Irlanda
  • Alimentare

06 dicembre 2016

I rischi del settore sono aumentati dopo la Brexit, e esportatori verso il Regno Unito hanno già sofferto contrazione dei margini a causa della volatilità delle valute.

  • Aumento dei rischi per il settore a causa della Brexit
  • Ancora buone opportunità di crescita nei mercati esteri
  • I pagamenti richiedono in media 30-60 giorni

Il comparto alimentare è fortemente orientato alle esportazioni e rappresenta il  settore più importante dell’Irlanda, con 50.000 persone impiegate direttamente e 180.000 indirettamente che operano nelle industrie agricole e di supporto. L’Irlanda si conferma il principale esportatore netto dell’UE per quanto riguarda i latticini e la carne bovina e di agnello e ha beneficiato di una domanda crescente nel 2014 e 2015.

L’Irlanda è anche il principale esportatore dell’UE per quanto riguarda il latte in polvere per l’infanzia (15% della produzione totale a livello globale). Sul mercato interno, il settore beneficia della ripresa dell’economia irlandese e dell’aumento della fiducia dei consumatori. Le esportazioni di generi alimentari dall’Irlanda hanno toccato 10,8 miliardi di Euro nel 2015 e dovrebbero portarsi a 12 miliardi di Euro entro il 2020. Molte delle economie emergenti stanno attraversando una serie di cambiamenti culturali (dalla dieta basata sui carboidrati alla dieta basata  sulle proteine), contribuendo a sostenere la domanda globale di prodotti alimentari irlandesi.

Tuttavia, il settore alimentare irlandese è fortemente dipendente dal mercato britannico, che rappresenta il 40% delle esportazioni di generi alimentari. Le aziende che esportano nel Regno Unito hanno quindi dovuto confrontarsi con la contrazione dei margini di profitto causata dalla svalutazione della Sterlina a seguito della Brexit. Il settore alimentare irlandese sarà sempre più esposto alle oscillazioni della valuta e ai rischi connessi alla decisione del Regno Unito di uscire dall’UE.

I coltivatori di funghi, che esportano l’80% della produzione nel Regno Unito, hanno particolarmente risentito della svalutazione della Sterlina a seguito del referendum sulla Brexit. Poiché molti contratti in Sterline erano stati negoziati alla fine del 2015, la svalutazione nel secondo semestre del 2016 ha comportato forti perdite per molte imprese e la chiusura di diverse aziende. La recente abolizione delle quote latte UE e la repentina diminuzione dei prezzi del latte, ha determinato una contrazione, nel breve termine, dei margini di profitto del settore irlandese dei prodotti lattiero-caseari, oltre che ritardi nei piani d’investimento.

Tuttavia, nel lungo termine, l’abolizione delle quote latte dovrebbe aprire nuove opportunità alle imprese irlandesi. I pagamenti nel settore alimentare richiedono in media 30-60 giorni a seconda del sotto-settore e del segmento di mercato. Il comportamento in materia di pagamenti del settore è stato ottimo negli ultimi 12 mesi. Il numero di ritardi, mancati pagamenti e insolvenze è ancora molto basso, anche se non è possibile escludere un aumento nei prossimi mesi a causa  dei maggiori rischi a cui saranno esposte le imprese irlandesi che esportano nel Regno Unito.

Il settore continua a risentire della mancanza d’investimenti rilevato durante il recente periodo di recessione. Anche se le banche continuano a mostrarsi riluttanti nella concessione di finanziamenti, la situazione sembra migliorare. Tuttavia, le banche irlandesi continuano a mantenere un approccio prudente e  l’accesso al credito può quindi rivelarsi difficile per le imprese alimentari più piccole.