Market Monitor - Alimentare - Francia

Market Monitor

  • Francia
  • Alimentare

29 dicembre 2015

L'industria alimentare francese ha beneficiato della caduta dei prezzi delle materie prime e un euro più debole, che ha contribuito a rafforzare la competitività all'estero.

  • Persistenti difficoltà nei sotto-settori della carne e dei prodotti  lattiero-caseari
  • I pagamenti spesso registrano ritardi superiori a 15 giorni
  • I costi di produzione si mantengono troppo elevati

 

 

 

 

 

Belgio: Settore Alimentare e delle bevande

 

 

Secondo i dati dell’Associazione francese delle industrie alimentari (ANIA), nel 2014 il fatturato del comparto agroalimentare è diminuito dell’1,8% (157,6 miliardi di Euro), mentre la produzione ha subito una riduzione dello 0,5% in volume e dell’1% in valore. Il rallentamento economico della Francia continua a ostacolare la ripresa della spesa al consumo e contribuisce quindi a ridurre i margini di profitto dei produttori del settore alimentare. Anche se la flessione dei prezzi delle materie prime registrato lo scorso anno e nel primo semestre del 2015 ha contribuito temporane-amente a mantenere stabili i margini di profitto dei produttori alimentari, questo effetto è stato mitigato dalla forte concorren-za sui prezzi nel segmento francese del retail nonché dai meccanismi di adeguamento dei prezzi contrattuali. Il processo di concentrazione che sta interessando il mercato delle catene di vendita al dettaglio ha ulteriormente indebolito il potere d’acquisto delle imprese di produzione e trasformazione alimentare, che devono competere con altri operatori europei e che possono contare su costi di produzione inferiori. Le imprese francesi, infatti, continuano a essere in crisi a causa dei crescenti costi di produzione, mentre i margini di profitto lordi continuano da mol-ti anni a registrare una contrazione. Tutto ciò ostacola gli investi-menti delle imprese e quindi la loro competitività internazionale.
Secondo il Ministero francese dell’Alimentazione e dell’Agricol-tura (AGRESTE), la produzione alimentare (incluse le bevande) ha registrato un lieve aumento dell’1% nel secondo trimestre del 2015. Il settore ha beneficiato della riduzione dei prezzi delle materie prime e della debolezza dell’Euro, che ha contribuito a stimolare la competitività sui mercati esteri. Nella prima metà del 2015 la bilancia commerciale del settore alimentare si è mantenuta positiva. I pagamenti nel settore spesso registrano ritardi superiori a 15 giorni. Non si può escludere un lieve aumento delle notifiche di mancato pagamento nei prossimi mesi a causa dello scarso supporto finanziario da parte delle banche. Nel complesso, le imprese alimentari francesi sono fortemente dipendenti dai finanziamenti bancari e molte hanno un indebitamento elevato a breve termine per coprire le necessità di capitale circolante.
Nei primi sei mesi di quest’anno, il numero delle insolvenze è cre-sciuto dello 0,9% a causa dell’aumento dei casi di fallimento nel segmento dei prodotti da forno. Escludendo questo segmento, il tasso d’insolvenza del settore alimentare avrebbe fatto registrare un miglioramento.  Nel terzo trimestre del 2015 le insolvenze nel settore hanno subito una lieve flessione (-0,8%), in contro-tendenza rispetto all’intero comparto industriale francese, che dovrebbe far registrare un aumento delle insolvenze del 4%. Tuttavia, alla luce dei problemi nel settore della carne e dei prodotti lattiero-caseari, non si può escludere un aumento dei casi di fallimento nei prossimi sei mesi.

Il sotto-settore dei prodotti lattiero-caseari rappresenta la seconda principale industria alimentare (17% delle vendite totali del comparto). I prezzi nel mercato internazionale del latte in polvere e del burro hanno già registrato una flessione da molti mesi, in particolare a causa della contrazione dei volumi di export in Cina e dell’embargo della Russia. Anche se ciò ha avuto un impatto positivo sui produttori di formaggi, le esportazioni di latte in pol-vere ne hanno, invece, risentito in modo significativo.  Prima che la domanda da parte della Cina subisse una contrazione, alcuni degli operatori principali avevano effettuato forti investimen-ti per aumentare la propria capacità produttiva: se la domanda non tornerà a crescere, alcune di queste imprese si troveranno esposte a problemi di liquidità e potrebbero avere difficoltà nel rimborsare i propri debiti. Il comparto della carne è di gran lunga il più grande sotto-settore del mercato alimentare francese (20% delle vendite totali e 26% degli occupati del settore). L’industria francese della carne è costituita principalmente da piccole imprese o da gruppi d’imprese più piccole rispetto ai concorrenti esteri. Secondo l’Associazione AGRESTE, la produzione di carne è dimi-nuita del 2,0% nel secondo semestre del 2015, a causa soprattut-to della riduzione dei prezzi, dopo il lieve aumento dell’1% regi-strato nel primo trimestre. La crescita della pressione sui prezzi della carne, in particolare quella suina, ha portato a situazioni di tensione e conflitto con i produttori della Bretagna.
Quest’anno i prezzi di frutta e ortaggi si sono ridotti a causa della pressione sui prezzi di vendita, della riduzione dei consumi du-rante i mesi estivi e dell’embargo russo. Secondo i dati dell’Associazione AGRESTE, la produzione di frutta lavorata è aumentata del 2,7% nel secondo semestre di quest’anno, dopo la crescita del 4,1% registrata nel primo trimestre.
L’industria delle bevande rappresenta il 16% delle vendite totali di generi alimentari e la quota di export è pari al 30% delle vendite. Nel 2014 la produzione è cresciuta del 3,5% (escludendo la produzione di vino). Nel primo e secondo trimestre di quest’anno, la produzione ha continuato ad aumentare (rispettivamente, +1,7% e +3,7%) grazie alle condizioni climatiche favorevoli. Il saldo com-merciale si è mantenuto positivo e continua a migliorare a segui-to dell’aumento delle esportazioni di vino e champagne.
Alla luce di queste considerazioni, il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore alimentare resta generalmente rilassato, ma adottiamo maggiore cautela nei confronti dei sotto-settori più in difficoltà, come quelli della carne e dei latticini, a causa delle difficili condizioni di mercato. Cerchiamo sempre di soddisfare le richieste dei nostri clienti per quanto possibile; nel caso in cui la nostra valutazione di un acquirente o di un sotto-settore sia particolarmente positiva, incoraggiamo persino il cliente a estendere i propri limiti di credito.