Market Monitor-Alimentare-Francia-2016

Market Monitor

  • Francia
  • Alimentare

06 dicembre 2016

Le esportazioni sono di grande importanza per il settore alimentare francese (in particolare per il segmento delle bevande), contribuendo positivamente alla bilancia commerciale francese.

  • Basso potere contrattuale delle imprese di produzione e trasformazione alimentare
  • Buona performance del sotto-settore delle bevande grazie alle esportazioni
  • Ancora difficoltà nei segmenti della carne e dei prodotti lattiero-caseari

Secondo i dati dell’Associazione francese delle industrie alimentari (ANIA), nel 2015 il fatturato del comparto agroalimentare ha toccato 170 miliardi di Euro. La crescita del valore aggiunto del settore alimentare francese dovrebbe essere dell’1,0% quest’anno e dell’1,6% nel 2017. Il settore ha fatto registrare una solida crescita negli ultimi due anni, anche se ad un ritmo più basso rispetto alla crescita del PIL.

Sul mercato interno, i margini di profitto di molti produttori alimentari risentono della riduzione dei prezzi (-1,2% nel 2015), della forte concorrenza nel segmento della vendita al dettaglio e dei meccanismi di adeguamento dei prezzi contrattuali. Il processo di concentrazione che sta interessando il settore delle catene al dettaglio ha ulteriormente indebolito il potere contrattuale delle imprese di produzione e trasformazione alimentare che, allo stesso tempo, devono competere con altre imprese alimentari europee che possono spesso contare su costi di produzione più bassi.

Molte imprese francesi di produzione e trasformazione alimentare cercano di aumentare il proprio potere d’acquisto attraverso le acquisizioni o il rafforzamento dell’immagine del proprio marchio. Le esportazioni hanno un ruolo fondamentale per il settore alimentare francese (soprattutto per quanto  riguarda il segmento di vino, champagne e bevande alcoliche) e contribuiscono positivamente alla bilancia commerciale della Francia. Nel 2015 il surplus del saldo commerciale generato dalle esportazioni di bevande è stato pari ad oltre 11 miliardi di Euro. Nonostante le esportazioni di vino abbiano registrato un trend negativo a partire dal 2012 (-2% nel 2015), il valore complessivo delle esportazioni continua a crescere dal 2009 (+7% nel 2015).

La Francia si conferma il secondo produttore mondiale di vino dopo l’Italia. Nel complesso, il settore alimentare francese è fortemente dipendente dal finanziamento bancario e molte imprese hanno un tasso d’indebitamento elevato a breve termine per finanziare le esigenze di capitale circolante. Le banche sono generalmente inclini a concedere finanziamenti al settore alimentare e i margini di profitto della maggior parte delle imprese del settore si mantengono stabili.

Il livello di notifiche di mancato pagamento e insolvenze nel settore alimentare è piuttosto basso se confrontato con altri comparti industriali e non si prevede un aumento significativo nei prossimi sei mesi. Alla luce di queste considerazioni, il nostro approccio assicurativo nei confronti del settore alimentare resta generalmente rilassato; adottiamo tuttavia maggiore cautela per quanto riguarda i sotto-settori più in difficoltà, come quelli della carne e dei latticini, a causa delle difficili condizioni di mercato in questi segmenti.

L’industria francese della carne è costituita principalmente da piccole imprese o da gruppi d’imprese che sono più piccoli rispetto ai concorrenti esteri. La pressione sui prezzi della carne si mantiene elevata e si ripercuote sui margini di  profitto delle imprese. Le esportazioni di latticini sono state duramente colpite dalla riduzione della domanda a livello globale. Per quanto possibile cerchiamo di soddisfare le richieste dei nostri clienti e, nel caso in cui la nostra valutazione di un acquirente o di un sotto-settore sia particolarmente positiva, incoraggiamo il cliente ad estendere i propri limiti di credito.