Global Economic Outlook - Maggio 2018

Economic Outlook

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08 maggio 2018

La ripresa economica globale continua a rafforzarsi, ma una potenziale guerra commerciale potrebbe rapidamente oscurare l'orizzonte luminoso.

Editoriale

Un cielo sereno: è questo che viene da pensare se guardiamo all'attuale stato dell'economia globale. I dati confermano che il 2017 ha segnato un anno di accelerazione della crescita del PIL, in aumento dello 0,6% rispetto all'anno precedente. Il 2018 si preannuncia un altro anno di solida crescita, con un aumento del PIL che si porterà al 3,2%, il livello più alto dal 2011. L'espansione del commercio è florida e gli investimenti mostrano finalmente una ripresa. I prezzi di energia e materie prime favoriscono la crescita degli investimenti nel settore. Le attività prosperano. Inoltre, la crescita è diffusa e interessa sia le economie avanzate che quelle emergenti. Persino l'America Latina, in particolare il Brasile, sta uscendo da un lungo periodo di contesto economico sfavorevole. E benché non manchino gli sviluppi politici, il loro impatto non è ancora riuscito a gettare delle ombre sull'attuale fase di crescita.
Quantomeno, non ancora. Nel nostro Economic Outlook di novembre avevamo sottolineato come non fosse il momento di compiacersi e bisognasse invece passare all'azione dal punto di vista della politica economica. Sei mesi più tardi, possiamo cautamente concludere che i policymaker - soprattutto quelli negli USA - hanno preso questo consiglio un po' troppo alla lettera. 
Il primo passo è stata la riforma fiscale, che prevede tagli alle tasse per 1.500 miliardi di Dollari, approvata nello US Tax Cuts and Jobs Act. Si prevede che la riforma si tradurrà in uno stimolo alla crescita di 0,5 punti percentuali nei prossimi due anni. Non è certo questo che ci preoccupa, bensì il fatto che un tale stimolo non era indicato in un momento in cui l'economia è già a pieno regime. Il tasso di disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 17 anni; lo stimolo fiscale potrebbe soltanto creare delle pressioni inflazionistiche difficili da controllare ed è proprio quello di cui non abbiamo bisogno. La conseguenza potrebbe essere un aumento incontrollato dei tassi di interesse oppure una riduzione incontrollata del bilancio della Federal Reserve, con il risultato di turbolenze sui mercati finanziari. Ciò potrebbe causare una flessione della spesa da parte di imprese e famiglie. Per questa ragione, i tagli fiscali rappresentano un rischio, un esperimento economico al momento sbagliato.
Il secondo passo, ancor meno auspicabile, è stata la deriva protezionistica dell'amministrazione statunitense a partire dall'inizio di quest'anno. Forte del successo politico della riforma fiscale, l'amministrazione USA si è concentrata sulla politica commerciale. All'inizio di marzo sono stati annunciati e approvati dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, benché sia previsto un certo numero di esenzioni. Questa mossa ha scatenato deboli rappresaglie da parte del governo cinese cui gli USA hanno risposto annunciando l'imposizione di ulteriori dazi su una lista di merci importate dalla Cina, per un valore totale di 60 miliardi di Dollari. La risposta della Cina non si è fatta attendere. Benché le misure annunciate da Cina e USA non siano ancora state implementate, inizia a profilarsi il rischio di una guerra commerciale tra le due principali economie del pianeta. Tuttavia, come evidenziamo in questa edizione dell'Economic Outlook, questo scenario potrebbe non concretizzarsi, ma se lo farà le conseguenze sull'economia globale avranno un impatto su vasta scala.
Dall'edizione di novembre dell'Economic Outlook l'economia globale ha continuato a crescere e ci aspettiamo che questa fase di espansione proseguirà. Allo stesso tempo però le probabilità che prosegua più lungo stanno attenuandosi, soprattutto a causa dell'approccio protezionistico da parte dell'amministrazione statunitense. Il cielo è sereno per ora, approfittiamone finché durerà. 

John Lorié, Chief Economist Atradius

 

Sintesi

La ripresa economica globale iniziata a partire dalla seconda metà del 2016 continua a rafforzarsi. L'andamento favorevole sta interessando anche i mercati più emergenti e le attività commerciali e gli investimenti a livello globale mostrano finalmente una ripresa. Allo stesso tempo, i rischi sono aumentati in modo significativo rispetto all'edizione di novembre dell'Economic Outlook dato che il clima di incertezza nei confronti della politica degli Stati Uniti e i timori di una potenziale guerra commerciale potrebbero far apparire delle nubi all'orizzonte.
  • La crescita del PIL globale dovrebbe accelerare 3,2% quest'anno, il risultato migliore a partire dal 2011, e dovrebbe mantenersi solida nel 2019 pur con un lieve rallentamento (3,0%).
  • L'espansione dell’economia degli Stati Uniti sta superando quella di altri mercati avanzati, con una crescita prevista del 2,8% quest'anno e un moderato rallentamento nel 2019 (2,4%). Dopo un anno molto positivo, l'economia dell'Eurozona dovrebbe continuare a crescere del 2,2% quest'anno per poi rallentare all'1,8% nel 2019. Anche in Giappone la crescita sta rallentando, mentre si conferma elastica nel Regno Unito.
  • Per quanto riguarda le economie dei mercati emergenti, la crescita del PIL sta registrando ottimi segnali di ripresa: l'accelerazione maggiore dovrebbe interessare l'America Latina (+2,0% nel 2018 e +2,9% nel 2019), mentre la crescita dell'Europa orientale dovrebbe vedere un lieve rallentamento, portandosi dal 3,0% quest'anno al 2,5% nel 2019. L'Asia Emergente continuerà a beneficiare del tasso di crescita più elevato, ma il graduale rallentamento previsto in Cina sta sempre più pesando sulle prospettive della regione che tuttavia continuano a mantenersi positive (+5,8% nel 2018 e +5,5% nel 2019).
  • La ripresa globale ha favorito un miglioramento del contesto di insolvenza. Dopo il calo del 4% registrato nei mercati avanzati nel 2017, prevediamo un'ulteriore flessione delle insolvenze del 3% quest'anno. I casi di insolvenza mostrano un andamento al ribasso anche nei principali mercati avanzati.

I fattori principali che stanno avendo un impatto sull'attuale ripresa economica globale, nonché gli eventuali rischi al ribasso, sono riassunti nel Capitolo 1 di questa edizione dell'Economic Outlook.

La crescita globale è sempre più diffusa e commercio e investimenti sono in ripresa, così come i prezzi del petrolio e delle materie prime. Mettiamo in evidenza l'aumento significativo del rischio di una guerra commerciale. Tuttavia, il commercio mostra alcuni sviluppi positivi che non devono essere ignorati: a livello globale aumentano le politiche volte a facilitare, piuttosto che a limitare, gli scambi commerciali e alcuni paesi stanno accelerando i loro negoziati di libero scambio.

Ovviamente, il protezionismo da parte degli Stati Uniti è in cima alla nostra lista dei rischi per quanto riguarda le prospettive dell'economia mondiale. Anche il secondo rischio principale che abbiamo identificato deriva dalla più grande economia mondiale: una politica errata da parte della Federal Reserve. I restanti rischi sono (3) un brusco atterraggio della Cina, (4) la correzione dei mercati finanziari, (5) l'aumento del rischio geopolitico e (6) le oscillazioni del prezzo del petrolio.

Nel Capitolo 2 presentiamo i rischi e prospettive nelle economie avanzate. Rispetto all'edizione precedente, le previsioni per gli Stati Uniti sono state riviste al rialzo poiché l'allentamento della politica fiscale dà un'ulteriore spinta al già solido andamento dell'economia. Gli stimoli fiscali potrebbero far aumentare il rischio di una politica errata da parte della Fed e ridurre gli strumenti di politica monetaria per contrastare la prossima fase di recessione.

L'incertezza nei confronti delle politiche, soprattutto per quanto riguarda il commercio, potrebbe causare una frenata prima del previsto. L'Eurozona continuerà a beneficiare della politica monetaria espansiva e del miglioramento del mercato del lavoro, ma potrebbe risentire in qualche misura di un eventuale rallentamento dell'export. Il Regno Unito dovrebbe continuare a mostrare una buona elasticità, mentre i paesi dell'Asia Avanzata perderanno parte dello slancio a causa del rallentamento della Cina. 

Le prospettive per i mercati emergenti sono presentate nel Capitolo 3. Particolare attenzione va prestata alla vulnerabilità dei paesi EME nei confronti degli sviluppi del commercio internazionale e alle iniziative volte ad aumentare gli scambi nel tentativo di mitigare questi rischi. Il predominio della Cina nella regione asiatica e le sue forti attività di investimento nei mercati emergenti, soprattutto nell'Africa Sub Sahariana e in Asia, rappresentano un rischio in termini di sostenibilità del debito di alcuni paesi della regione EME.

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