Global Economic Outlook - Maggio 2017

Economic Outlook

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30 maggio 2017

Il primo accenno di primavera è nell'aria lasciando questa prospettiva economica in una posizione di ottimismo cauto.

Editoriale

Ci sono giorni, alla fine dell'inverno, che hanno un sapore speciale: dopo i lunghi mesi di freddo, i primi tiepidi raggi di sole annunciano l'arrivo imminente della primavera. Questa atmosfera, che solleva lo spirito e può persino indurre  uno stato di euforia, non deve però illudere: la primavera non è ancora arrivata.

È proprio con questo spirito che dobbiamo guardare allo stato attuale dell'economia globale. Dopo l'anno peggiore dall'inizio della crisi finanziaria globale, appaiono ovunque dei chiari segnali di ripresa. La crescita del commercio globale, che avevamo previsto nell'edizione di novembre del nostro Economic Outlook, ha iniziato a prendere slancio a partire dalla fine del 2016. Lo stesso vale per l'attività economica globale ed è evidente quanto ciò influisca positivamente sulla crescita del commercio, e viceversa. Inoltre, la ripresa dei prezzi del petrolio e delle materie prime è oggi più solida: proprio quello che serviva per stimolare gli investimenti e, al tempo stesso, sostenere la crescita del PIL e degli scambi commerciali. Si è quindi messo in moto un circolo virtuoso che ha spinto i mercati finanziari, in particolare il mercato azionario, ad entrare in uno stato di euforia.

Tuttavia, in quanto economisti, esitiamo a considerarlo qualcosa di più di un primo segnale. Innanzitutto, pur prevedendo un aumento del PIL, il livello di crescita resta limitato ed è trascinato verso il basso dall'Eurozona e dall'America Latina. Allo stesso modo, la crescita del commercio, e soprattutto degli investimenti, è ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Non è la prima volta che lo sottolineiamo e, tuttavia, è la prima volta che la (mancata) crescita della produttività viene portata al centro dell'attenzione. Al di là della crescita in quanto tale, l'espansione della produttività, in particolare nelle economie emergenti, ha visto una forte flessione. In secondo luogo, la ripresa del commercio è prevalentemente legata ai fattori ciclici che abbiamo appena descritto. Le forze strutturali sottostanti che stanno affossando la crescita globale del commercio sono ancora lì e includono la maturazione dei benefici legati alla creazione di catene del valore globali, il riequilibrio dell'economia della Cina e i vincoli finanziari. In terzo luogo, con l'elezione di Donald J. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti sta prendendo sempre più piede il concetto di "America First". Con una lieve differenza rispetto all'amministrazione statunitense, la nostra interpretazione è che quello che è importante per gli Stati Uniti, è (forse anche più) importante per il resto del mondo, soprattutto in materia di politiche commerciali. La conseguenza è che il livello di incertezza economica è triplicato dall'inizio del 2016. A nostro giudizio, le promesse fatte in campagna elettorale sono ben altra cosa rispetto all'elaborazione delle politiche economiche, per non parlare della loro implementazione. Ciononostante, l'attuale livello di incertezza è quanto di meno ci si potesse augurare in una fase di ripresa economica. In quarto luogo, l'aria di primavera ha fatto scatenare i mercati finanziari, ma considerando che le previsioni economiche e di profitto delle imprese sono rimaste pressoché invariate, la probabilità di una correzione sembra inevitabile.

Il risultato è un quadro dell'economia globale che mostra innegabilmente i segnali di un'accelerazione della crescita che era assolutamente necessaria. Allo stesso tempo, l'economia globale continua ad essere avvolta da un'insolita  nube di incertezza che rende difficile valutare le prospettive future, e che peserà sulla spesa delle famiglie e delle imprese. Ma, per il momento, godiamoci i primi raggi di sole.

John Lorié, Chief Economist Atradius

 

Sintesi

La primavera è nell'aria e ciò spiega il cauto ottimismo di questa edizione dell'Economic Outlook. La ripresa economica globale, che aveva iniziato a prendere slancio nella seconda metà del 2016, sosterrà ulteriormente la crescita nel 2017 e 2018. Tuttavia, l'incertezza politica, legata soprattutto allo sviluppo negli Stati Uniti, potrebbe frenare le prospettive di crescita.

Punti principali

  • La crescita del PIL globale dovrebbe accelerare del 2,9% quest'anno, dopo il risultato deludente del 2016 (+2,5%). Questo solido tasso di crescita dovrebbe essere confermato anche il prossimo anno, con un ulteriore aumento del 3,0%.
  • Le prospettive per l'Eurozona sono positive, con una crescita prevista dell'1,7% nel 2017, in linea con l'anno precedente. L'economia degli Stati Uniti è particolarmente solida, con una previsione di crescita del 2,1% quest'anno. Nel Regno Unito, la crescita economica si è attestata a +1,7% (rispetto a +1,8% nel 2016) e inizia a mostrare segnali di rallentamento.
  • Il miglioramento delle politiche e la ripresa dei prezzi delle materie prime stanno sostenendo la crescita del PIL in America Latina (+1,6%). Anche l'Europa orientale continua a crescere (+2,4%). I paesi dell'Asia Emergente continuano a registrare il tasso di crescita più elevato a livello mondiale (+5,7% nel 2017).
  • Quest'anno i casi di insolvenza nei mercati avanzati dovrebbero mantenersi stabili, il risultato migliore dall'inizio della crisi finanziaria globale. Nonostante le buone prospettive per l'economia della maggior parte dei paesi emergenti, il numero di insolvenze continua ad aumentare.

Benché nel 2016 il contesto economico globale si sia stabilizzato dopo un'iniziale fase di turbolenza, il dato relativo alla crescita su base annua ha toccato il livello più basso dalla crisi finanziaria globale. Tuttavia, gli ultimi mesi dello scorso anno hanno fatto registrare una ripresa in entrambi i mercati avanzati e le economie emergenti. Questo andamento dovrebbe proseguire, con prospettive più solide per il 2017 e il 2018. I fattori principali che stanno avendo un impatto sull'attuale contesto economico sono riassunti nel Capitolo 1. Sul lato positivo, si osservano segnali di ripresa per quanto riguarda la crescita del commercio, un moderato aumento degli investimenti, un forte ottimismo dal punto di vista finanziario e un orientamento accomodante delle politiche monetarie e forse persino di quelle fiscali. Va detto, però, che si tratta per lo più di segnali deboli e un fattore importante pesa sulle prospettive dell'economia globale: l'incertezza politica, legata soprattutto allo sviluppo negli Stati Uniti.

In quest'ottica, non è possibile escludere dei rischi al ribasso. A nostro avviso, il protezionismo degli USA e una politica inefficace da parte della Federal Reserve sono i principali rischi che insistono sulle prospettive dell'economia globale.  Non possiamo inoltre escludere il rischio di un rallentamento della crescita nell'Eurozona o una brusca battuta d'arresto in Cina, anche se le probabilità sembrano oggi più remote. Infine, non escludiamo anche il rischio di un'eventuale correzione dei mercati azionari dopo l'impennata seguita all'elezione di Donald Trump.

Le prospettive generali per le economie avanzate sono presentate nel Capitolo 2. Il solido andamento dei consumi è il principale motore di crescita del PIL nell'Eurozona, negli USA e nel Regno Unito, mentre il forte incremento delle esportazioni nette sostiene la crescita del PIL del Giappone. Laddove gli esiti delle varie tornate elettorali in Europa stanno arginando l'avanzata dei movimenti populisti, l'incertezza politica resta elevata negli USA e nel Regno Unito. I tagli fiscali annunciati dall'amministrazione statunitense dovrebbero favorire il miglioramento della fiducia e sostenere una solida crescita. Il livello di fiducia delle imprese del Regno Unito si mantiene elevato, ma l'aumento dell'inflazione sta iniziando a pesare sulle finanze dei cittadini britannici e potrebbe frenare le prospettive di crescita.

La crescita economica nei mercati emergenti sta mostrando una buona ripresa dopo la frenata dello scorso anno. È ciò di cui parliamo nel Capitolo 3. La maggiore crescita nei mercati avanzati sta favorendo le esportazioni, mentre la stabilizzazione dei prezzi delle materie prime sta sostenendo gli esportatori dei prodotti di base. Tuttavia, qualora dovesse concretizzarsi uno scenario negativo di andamento sfavorevole del commercio e di inasprimento delle condizioni finanziarie, alcuni mercati potrebbero trovarsi in difficoltà. Si tratta dei paesi fortemente dipendenti dal commercio con gli USA (Messico e Vietnam), oppure dei paesi che hanno un elevato fabbisogno di finanziamento esterno (Malesia) o riserve inadeguate (Vietnam) o una combinazione di entrambe le cose (Argentina, Sudafrica e Turchia). Il protezionismo crescente, la stretta monetaria e il rallentamento della crescita della Cina avranno un impatto sulle economie emergenti, anche se il loro effetto sulla crescita economica varia notevolmente tra i diversi paesi.

Il Capitolo 4 riassume le nostre previsioni sulle insolvenze a livello globale. Dopo la performance superiore alle aspettative dello scorso anno, i casi di fallimento nei mercati avanzati dovrebbero registrare soltanto un lieve calo dell'1% quest'anno. Le prospettive sono relativamente compensate dal miglioramento registrato soprattutto nei paesi periferici dell'Eurozona, i cui valori assoluti restano comunque elevati. Le insolvenze dovrebbero tornare ad aumentare negli USA e nel Regno Unito, in parte a causa del clima di incertezza, anche se le prospettive per le imprese statunitensi potrebbero migliorare grazie agli annunciati tagli fiscali e al livello di fiducia elevato. Le previsioni sulle insolvenze nei mercati emergenti sono più moderate per il 2017, anche se il contesto si mantiene difficile dato che le riforme frenano la crescita del PIL e il recente rallentamento continua a pesare sulle attività.

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